Chi governa in Italia

Chi governa in Italia?
Forza Nuova al fianco delle ragioni di Innocenza Maria Campo e Damiano Nicastro, due siciliani in guerra contro lo strapotere delle banche.
No, non sto parlando del governo di Mario Monti e Corrado Passera, non soltanto di quello almeno – anche se l’attuale superministro (Sviluppo Economico e  Infrastrutture e Trasporti) in qualità di ex amministratore delegato, prima di Poste Italiane e poi, fino a ieri, del gruppo Intesa San Paolo, ha certamente un ruolo in questa vicenda – né di un qualunque governo in particolare.
Intendo parlare, piuttosto, di un sistema, costituito dall’intreccio perverso di quelli che chiamiamo spesso “poteri forti”, nessuno escluso, magistratura compresa, che quando vogliono sono capaci di approfittare di un’anziana donna di Ragusa e di un uomo solo, Damiano Nicastro, che, per tener fede ad una promessa, ha continuato anche dopo la morte della signora, Innocenza Maria Campo il suo nome, scomparsa nell’agosto dell’anno appena trascorso, a combattere una guerra disperata contro una rete di muri di gomma, assumendo, suo malgrado, il ruolo di unico indagato in una vicenda che ha dell’incredibile. Una storia allucinante, che va avanti da più di otto anni, e  che testimonia in concreto dell’arroganza delle banche e delle complici lentezze della magistratura; una vicenda che parla di mafia vera, anche se la criminalità organizzata che ne è protagonista non usa fucili a canne mozze, ambientata a Ragusa, ma i cui contorni indefiniti si muovono come si muove oggi il denaro, dalla Sicilia a New York con un click sulla tastiera di un computer.
Una ingente somma di denaro, una grossa cifra – frutto dei risparmi di una vita e l’ammontare di un’eredità consistente, depositati presso l’agenzia di Ragusa della San Paolo – svanisce nel nulla con la sparizione di un conto corrente che sembra non essere mai stato aperto, nonostante il correntista abbia assegni, ricevute di versamento e accredito, estratti conto…  Il numero di quel conto corrente non risulta né alla banca dalla quale si è volatilizzato né all’Associazione Bancaria Italiana (A.B.I.), la Banca d’Italia promette di intervenire, ma non fa nulla. Nemmeno la Guardia di Finanza ne viene a capo, nessuna indagine riesce a fare luce sul conto corrente sparito.
Dal 2003 al 2011, la signora Innocenza Maria presenta denunce alla Magistratura, supportate da perizie calligrafiche sugli assegni, vari esposti al Ministero della Giustizia e alla Banca d’Italia, invia diffide alla banca, scrive e chiede aiuto a tutte le Istituzioni , anche al Presidente della Repubblica (copia dell’esposto viene inviato il 16/04/2010, con regolare protocollo, dal Capo di Stato Maggiore della GdF, colonnello Giuseppe Sironi, al Comando prov.le della Guardia di Finanza di Ragusa).
Il 10 agosto del 2004, la filiale ragusana risponde ad una richiesta di informazioni della Guardia di Finanza con i toni con cui è solita trasmettere una qualunque comunicazione alla clientela: “Per quanto riguarda la documentazione relativa al c/c. Vi informiamo che non siamo riusciti a rinvenirla nei nostri archivi. Ovviamente, qualora riuscissimo a trovarla provvederemo a inviarla immediatamente”. Nel 2011, la signora presenta un’ulteriore denuncia per sapere che esiti abbiano avuto i due decreti di sequestro della documentazione bancaria emessi dal magistrato, dottor Emanuele Diquattro, (in data 29/09/2006 e 26/01/2007), con incarico alla GdF di Ragusa, decreti di sequestro che risultavano, e risultano ancora oggi, incredibilmente mai eseguiti.
Che fine hanno fatto quei soldi? Quali operazioni sono state fatte utilizzando all’insaputa della correntista il conto 10/645629? Quante firme false sono state apposte per autorizzare i movimenti? Perché i decreti emessi dalla Magistratura non vengono eseguiti e agli esposti inoltrati dalla GdF non c’è alcun seguito?
E, poi, possibile che si tratti di un caso isolato?  O i banksters scelgono con cura correntisti con determinate caratteristiche, straordinariamente somiglianti a quelle della signora Campo – ricche ereditiere anziane, sole e indifese – per la loro inesauribile necessità di denaro da “movimentare”?
A queste ultime domande c’è una risposta. Il sito pensareliberi.com (http://pensareliberi.com/2011/10/12/puo-sparire-un-conto-corrente-bancario-con-tutti-i-nostri-risparmi/) ha fatto una semplice ricerca su Google ed ha scoperto che: “E’ un fenomeno reale e la solitudine dei denuncianti non permette quella cassa di risonanza che il problema richiederebbe. Dalle percentuali dei casi si evince senza alcun dubbio che il numero di “espropri bancari” è tale da non rappresentare quel fenomeno di massa critica oltre la quale se ne farebbe un caso nazionale se non internazionale. Le percentuali sono circa dello 0,01% quindi un conto corrente ogni 10.000 è soggetto a questo tipo di fenomeni”.
Ladri, mica scemi! E ancora : “Un’ultima domanda: secondo voi i soggetti vittime di questi episodi sono persone prese a caso o persone con un profilo ben preciso con scarsa capacità di difesa come nel caso che abbiamo messo in luce oggi? Da una prima analisi sembrerebbe un fenomeno mirato e non casuale”.
La signora Campo, coadiuvata da Damiano Nicastro che ha nominato suo erede, non si è mai arresa, lottando fino alla fine e Damiano oggi come ieri ne continua, come ho già scritto, la guerra: altri esposti, altre denunce, lunghe attese nella sala d’aspetto dell’ufficio di Corrado Passera per ricevere ingannevoli parole rassicuranti dalla segretaria…
Alla storia già incredibile si aggiungono altri particolari: cifre più piccole, ma non irrilevanti, spariscono anche da conti aperti con Poste Italiane, funzionarie reticenti fanno ammissioni davanti ad ispettrici che non riescono comunque ad ottenere giustizia, ma la magistratura finisce per indagare… chi? Un impiegato o il direttore di un’agenzia di provincia? No, Damiano Nicastro, accusato di avere avuto fini inconfessabili. Ed è sua la domanda: “ Chi governa in Italia?”
Come credere infatti che si tratti della disonestà di una persona, quando la rete di connivenze e complicità coinvolge tutti gli attori di questa messa in scena da teatro dell’assurdo? Come avere la possibilità di illudersi che ci possa essere una soluzione, che si possa ottenere una risposta, quando alcuni documenti spariscono misteriosamente e anche il maresciallo comincia a credere che tu sia un matto o un disonesto? Quando il consiglio più amichevole che ricevi è quello di lasciar perdere?
Ma, Damiano Nicastro oggi ha incontrato Forza Nuova. E la sua richiesta di aiuto, di questi tempi, non è isolata: la Sicilia e l’Italia sono piene di vittime delle mafie – usuraie e massoniche, politiche e burocratiche – nemiche di chi, ignorato o schernito dai ricchi e rispettati paladini della giustizia che parlano in TV, è solo, perché svincolato dai viscidi meccanismi di questa democrazia tirannica, ed ha fame di cibo o di giustizia… o di tutte e due. Queste persone del popolo a cui apparteniamo, si rivolgono a noi sempre più spesso. Con loro divideremo ciò che abbiamo, a loro siamo in grado di fare una promessa: con voi e anche per voi lottiamo e lotteremo.
Giuseppe Provenzale
Ufficio politico di Forza Nuova