Speciale pilastri spezzati

Speciale pilastri spezzati

Ne ho già parlato ma conviene mettere bene a fuoco ciò che la BCE ha appena fatto e le sue implicazioni orribili: senza alcun permesso di natura legislativa o parlamentare, ha scambiato i bonds greci che aveva comprato a partire dal 2010 per sostenere la fiducia dei mercati in tali titoli, con nuovi bonds greci che non saranno soggetti ad alcuna clausola di azione collettiva. Lo scambio è avvenuto senza il consenso di alcun altro creditore del debito Greco. Senza alcuna obiezione da parte di nessun paese in Europa. Eppure si tratta di una modifica retroattiva dei termini contrattuali offerti dalla Grecia ai suoi creditori, quando i debiti furono emessi. Quanto fin qui scritto non è una “interpretazione” od una “previsione”, è semplicemente la descrizione di ciò che è avvenuto, con pochissima se non nulla risonanza nei media. Eppure si tratta di un fatto senza precedenti le cui implicazioni sono enormi se analizzate obiettivamente. La questione adesso non riguarda più la Grecia, ma la BCE. Da ora in poi infatti sappiamo che la BCE può retroattivamente cambiare le regole, cambiare gli accordi, perché ciò che ha fatto con la Grecia può certamente essere ormai fatto con qualsiasi altro debito pubblico in Europa. Se essa può esentarsi da una “collective action clause” allora può esentarsi da ogni clausola, in ogni accordo, con ogni paese europeo. Il fatto che la BCE sia ora un creditore privilegiato rispetto ad ogni altro detentore di bond, o – ancora meglio- che ogni detentore di bond sia ora subordinato alla BCE, è un fatto, e che fatto! L’incredibile è che ormai ogni europeo e tutti i debiti pubblici europei possono avere i loro contratti modificati dalla BCE a suo esclusivo vantaggio. Oggi è questo tipo di clausola, ma un domani potrà essere la scadenza o la cedola od ogni altro termine e condizione di un accordo. Oggi è la per la Grecia, un domani potrà essere per il Portogallo o per l’Italia. Lo “Stato di Diritto” viene così abrogato e messo da parte in nome della convenienza politica. Ma poiché la BCE può cambiare retroattivamente ogni contratto debitorio o qualsiasi cosa le piaccia, e con ogni nazione sotto il suo dominio, allora le valutazioni dei bonds europei devono essere riesaminate per ciò che realmente sono, e che non è più ciò che si pensava prima. Inoltre, fino a che la Fed e le altre banche centrali non fanno qualcosa di simile (la BCE è la prima al mondo, complimenti mariuolo draghi!) i debiti pubblici europei non sono più della “stessa sostanza” di quelli americani, giapponesi, etc. Si é chiaramente oltrepassato un punto di non ritorno in cui le regole del diritto vengono cambiate arbitrariamente a grande svantaggio di tutti i creditori privati. Pertanto il rischio nel detenere bonds europei è ora molto maggiore rispetto a quanto era una settimana fa, e rispetto al resto del mondo. Non sappiamo se anche il FMI riceverà lo stesso trattamento, ma non importa, l’azione della BCE è tutto ciò che era necessario per alterare radicalmente il valore del debito sovrano europeo. Anche se i mercati non sembra abbiano battuto ciglio, oltre a me, in questo momento tanti altri ne sono rimasti scioccati e stanno ponderando il da farsi. Ad esempio, PIMCO il più grande gestore obbligazionario del mondo ha già dichiarato che parlare di “repressione finanziaria” è un eufemismo. Lasciando da parte lo sconcerto e la rabbia, basta pensare che gli analisti dovranno prima o poi esaminare i debiti europei con un nuovo criterio di rischio, vale a dire la possibilità di divenire subordinati rispetto alla BCE. E dovranno quindi chiedere un premio maggiore per tale rischio. Per capire : quanto maggior rendimento gli investitori chiederebbero sulle obbligazioni di un azienda( IBM , ENEL, etc.) se nel prospetto vi fosse scritto che l’emittente si riserva di cambiarne in ogni momento le condizioni(cedola, durata, etc.)? oppure, ad esempio, se esistesse una legge in base alla quale tutti gli accordi obbligazionari possono essere cambiati per volontà della banca centrale sotto la sua sola discrezionalità? Senza alcuno stato di diritto, o appello giudiziario possibile. Questo è il terrificante sopruso imposto dalla BCE nel silenzio generale (se c’è notizia di qualche politico che l’ha contestata, segnalatemelo, grazie). Vedremo quindi se man mano quanto successo verrà capito, e si avranno delle modifiche nei premi richiesti, anche perché con questo tipo di precedente, è probabile si apra un vaso di Pandora di iniziative analoghe, prima o poi. La BCE ha pensato di fare la furbetta del quartierino finanziario mondiale “proteggendosi”, ma al caro prezzo di sconquassare tutto. Le conseguenze saranno notevoli, perché non credo che a questi rendimenti una PIMCO comprerà mai più titoli europei. Del resto la BCE non può pretendere che tutti siano fessi, e la gente pagata per gestire i soldi non credo possa non capire quando i governi provano a sospendere lo stato di diritto. Non a caso il presidente della Bundesbank Weidmann ha votato contro, temendo proprio che la creazione di una categoria di creditori subordinati alla BCE possa provocare la fuga degli investitori dai bonds dei PIIGS, annullando l’impatto positivo di un eventuale approvazione del pacchetto per la Grecia, anche se in questo mercato stupido ci vogliono giorni se non settimane prima che gli investitori si vadano progressivamente rendendo conto di ciò che succede, specie se i media fanno di tutto per non spiegarglielo. Qualche grande banca l’ha già definita una vittoria di Pirro per la BCE, ed una sconfitta a lungo termine per l’Europa. I rischi sono particolarmente elevati per il Portogallo, e poi per l’Italia, se gli acquirenti dei loro bond si rendono conto che possono diventare subordinati in caso di ristrutturazione del debito. In particolare da ora in poi quando si vedrà la BCE comprare i titoli di stato in difficoltà, la reazione sarà di rialzo nei rendimenti invece che di ribasso, perché significa che aumentano le probabilità di divenire subordinati, e quindi di doversi accollare una maggior parte di perdite in caso di ristrutturazione debitoria futura .
Questa distruzione dello stato di diritto, anche per consentire all’Europa di fare un prestito da 130 miliardi (il FMI si è in parte tirato indietro, riducendo la sua quota) alla Grecia. Il quale in realtà va interamente nelle tasche dei suoi creditori che hanno la precedenza rispetto al governo e quindi ai cittadini che non ne vedranno un cent ed anzi sono chiamati a “finanziare” l’operazione a suon di tagli di stipendi. Mentre ciò non è un segreto, e tutti sanno come le misure di austerità mascherino il passaggio di soldi fra banche, nulla si fa sulla corruzione pandemica che affligge la Grecia da generazioni e che è alla radice di tutti i suoi mali. Né nulla si farà domani , né nel 2020.
Concludendo , si resta sempre stupiti nel vedere quanto facilmente I concetti di Democrazia e di Stato del Diritto –I due pilastri del mondo civile- vengano spezzati e spazzati via dagli interessi e con gli espedienti politici. Non è solo un fenomeno europeo, ma naturalmente la sostituzione di governi eletti con tecnocrati che servono palesemente gli interessi di una elite è ora divenuta una specializzazione del vecchio continente. Alcuni penseranno che questo tipo di sviluppi non siano poi così gravi ed anzi siano proprio ciò che serve. Personalmente sono certo che il tipo di totalitarismo usato- persistendo- finirà con conseguenze che vanno oltre ciò che le presse di stampa delle banche centrali possono sperare di contenere. Il comunismo è fallito malamente. Perché allora stanno provando a riesumarne una sua versione “moderna”, proprio in Europa? Perché le banche –come aveva capito Thomas Jefferson – sono così potenti da soggiogare tutti a loro, fino al punto di far credere il più grande non senso: che i veri massicci default non possono avvenire. Così anche se l’Europa nell’attuale configurazione non può funzionare, pur di preservare i profitti delle banche ci si convince che tutto andrà bene, e che la perdita dei bonus bancari è una tale catastrofe per la società, che è meglio tenere i cittadini in uno stato di miseria perpetua il più possibile.Tratto da: www.michelespallino.blogspot.com