Bersani e le balle spaziali

La ricerca del consenso elettorale porta spesso a dire delle grossolane falsità. E purtroppo c’è tanta gente che abbocca nel nome dell’antiberlusconismo o del berlusconismo. La più grossa è quella che spesso i vari Bersani, Vendola, Di Pietro, Bindi dicono ad ogni piè sospinto: siamo nel baratro per colpa del governo di centrodestra. Come al solito ci si dimentica di aver governato. E male. Prima con Prodi poi con D’Alema e poi ancora con Prodi. Logicamente male sono andati anche i due governi dell’era berlusconiana.
E la botta finale è venuta proprio dal governo Monti che Pd e Pdl sostengono, sotto la regia di Napolitano. Non per niente tutti gli indici economici sono negativi, dal debito pubblico al pil, dalla disoccupazione alla discesa dei salari. Il fatto di sentire sempre questa speculare accusa ora nei confronti dell’uno o nei confronti dell’altro ha davvero rotto le scatole. La gente dell’uno come dell’altro schieramento dovrebbe finalmente aprire gli occhi ma finora solo una metà degli italiani lo ha fatto. Purtroppo avendo ascoltato ancora una volta le parole di Bersani sempre pronto a questo giochino dello scaricabarile e i rispettivi applausi della platea crediamo che una parte del cosiddetto popolo post-comunista sia fortemente confuso. Certamente è anche confuso Renzi quando parla di grido di dolore dei giovani iraniani che non possono nemmeno andare a ballare. Ma che dice? E’ una delle tante balle del megafono sinistro-centro-destro filo-americano. Torniamo però alla confusione del popolo post-comunista che plaude alla dirigenza del Pd e a quella di Sel. Anche nel teatro Politeama di Napoli è successa la stessa cosa, con il candidato Bersani a dire le solite balle, in primis sulla responsabilità di chi ci ha portato vicino al baratro. Il baratro della Spagna è forse colpa di Berlusconi? E il baratro della Grecia? E il baratro del Portogallo? E il baratro dell’Irlanda? E il baratro dell’America di Obama? E il quasi baratro della Francia? Sul fallimento di Berlusconi non ci sono dubbi ma nemmeno su quello di Prodi e D’Alema. A Palazzo Chigi si sono alternati centrosinistra e centrodestra anche se quest’ultimo ci è stato due anni di più. E se ci troviamo con la disoccupazione alle stelle, le retribuzioni in caduta libera, la precarietà che attanaglia i laureati e non, il debito pubblico che cresce, etc., la colpa è di tutti senza distinzione di colore politico. Invece a quanto pare ad una parte del popolo sinistro-centro-destra piace ancora ascoltare le favole. Vorremmo davvero che dall’una e dall’altra parte si abbandonasse questa metodica dello scaricabarile.
Tra le altre amenità dette spesso da Bersani e soci c’è la questione dell’entrata nell’euro. Il segretario del Pd si è vantato ancora una volta della scelta dell’euro. Dice che il merito è soprattutto del Pd e di Padoa Schioppa, Prodi, Napolitano e Ciampi. Peccato che dopo quasi 12 anni di euro nessun italiano si sia mai accorto dei presunti benefici vantati da Bersani e company. Purtroppo la causa principale di questa crisi che è entrata nelle case e nelle tasche di gran parte degli italiani è dovuta proprio a questa demenziale scelta dell’ingresso nell’euro. Non solo stiamo affossando nel baratro ma stiamo anche precipitando nel degrado della convivenza civile. Ridotti ad un branco di schiavi assieme agli immigrati. Nel contempo i privilegiati di Palazzo e delle altre congreghe arraffano a più non posso, tanto poi non pagheranno mai. Per giunta scortati e scorrazzati tutto il giorno. Senza contare i doppi vitalizi di cui godono anche i cosiddetti compagni che predicano bene e razzolano male. Basti pensare a Capanna, Bassolino, Russo Spena tutti con il doppio vitalizio. Tanto poi le balle continuano a girare come l’antiberlusconismo e il berlusconismo. Laureati a 800-1000 euro e i rivoluzionari con l’eschimo a 10000 euro e forse più. Poi se ci aggiungiamo le intercettazioni sulla grave vicenda dell’Ilva andiamo fuori con l’accuso. Il presidente della Regione Puglia Vendola intercettato (così dice almeno il gip che ha in mano l’inchiesta) mentre invita il responsabile dell’Arpa a nascondere l’inquinamento sotto il tappeto. Cosa gravissima in virtù del fatto che a Taranto si muore per le sostanze velenose prodotte dallo stabilimento. E poi dov’è finito l’ambientalismo di Nichi? Sono 8 anni che occupa la poltrona di primo di governatore della Puglia. E che cosa ha fatto per ridurre l’inquinamento? Ha fatto pressioni -così dice il gip- nei confronti di chi doveva denunciare l’inquinamento. Lo ha fatto per salvare i posti di lavoro? No, lo ha fatto solo per restare ancorato alla sua poltrona. E se pensiamo che proprio una settimana addietro ha preso un sacco di voto per la corsa delle primarie la cosa è ancora più irritante. Certo li ha presi anche Bersani, foraggiato legalmente da Riva. Come si fa a dare credibilità ancora a questa gente? E gran parte degli operai dell’Ilva ha finalmente aperto gli occhi, non riconoscendo più come punto di riferimento nemmeno i vendoliani. La lotta degli operai nel chiedere il diritto alla salute e il diritto al lavoro è sacrosanta. Vendola invece ha pensato come lo stesso Bersani di più ai posti di lavoro (anche il suo) che non alla salute. La bonifica dell’intera zona è una priorità. Poi se i Riva non la vogliono fare è giusto che lo Stato intervenga, socializzando la grande azienda siderurgica.
Ci siamo dimenticati del ballottaggio. Visto come le balle fanno presa è molto probabile che vinca Bersani, con il sostegno di Nichi. Però la vicenda dell’inquinamento e delle sue conseguenze da nascondere ad ogni costo potrebbe riservare una sorpresa. Tutti coloro che hanno votato Bersani e Vendola di fronte all’intercettazione sulla vicenda Ilva non potranno che votare Renzi. A meno che non preferiscano nutrirsi ancora di balle. Poi che il rottamatore non profumi di sinistra questo è un altro discorso ma almeno non puzza di doppiogiochismo.

(Fonte: Rinascita)