Manifesto Lega della Terra

Manifesto Lega della Terra

 

  • Chiediamo che la casta politica regnante che mal governa il Paese, sia decaduta da ogni tipo di mandato con effetto immediato; sia indagata per gli atti di mala politica commessi, processata e condannata ad espiare una giusta pena, oltre a risarcire il paese per i danni abominevoli commessi contro lo Stato ed i cittadini tutti. Chiediamo che l’attuale partitocrazia sia sostituita dalle rappresentanze delle attività sociali, produttive e professionali.  
  • Vogliamo, in particolare, che nasca una grande CORPORAZIONE DELL’AGRICOLTURA che possa riunire, tutelare e rappresentare tutti i lavoratori italiani del mondo agricolo (contadini, allevatori, tecnici, artigiani, ecc). Questa Corporazione dovrà un domani anche rappresentare la gente della terra e le loro famiglie nella stessa struttura dello Stato, tanto a livello amministrativo locale che legislativo nazionale; concorrere alla stesura e all’approvazione di nuove leggi riguardanti il mondo dell’agricoltura; concorrere al controllo di qualità dei prodotti alimentari importati dall’estero; assicurare il ricambio generazionale con la formazione di una nuova generazione di lavoratori della terra favorendo il ritorno dei giovani all’agricoltura; la difesa a oltranza della proprietà agricola familiare, base della stabilità sociale; la difesa anche culturale del mondo agricolo tradizionale, dei suoi ritmi, riti, e valori spirituali.
  • Vogliamo l’introduzione nel nostro ordinamento della PROPRIETA’ AGRICOLA FAMILIARE, che sarà per definizione inalienabile, indivisibile, ereditabile solo nell’ambito della famiglia e sotto tutela della Corporazione e dello Stato. Tali proprietà saranno di dimensioni adatte a famiglie italiane numerose e il tipo di proprietà in questione sarà ben distinto sia dalla proprietà individuale che da quella statale.      
  • Chiediamo l’ abolizione di quelle strutture amministrative che ai diversi livelli si sono rivelati inutili strumenti di potere, inconcludenti e rapinatori delle risorse economiche del paese e dei cittadini. Per quanto riguarda il mondo agricolo, le attuali amministrazioni locali dovranno essere il più possibile sostituite da associazioni professionali in grado di eliminare una inutile burocrazia obsoleta che, oggi, comporta purtroppo spesso rinvii e ritardi operativi nelle aziende produttive, determinando aumenti dei costi che vanno a pesare sugli imprenditori che, abbandonati a se stessi, da soli li devono sostenere, impoverendo l’azienda stessa e le maestranze che in essa prestano lavoro. Chiediamo una semplificazione delle strutture amministrative anche locali che attualmente sembrano in grado solo di produrre nuova farraginosa e complicata burocrazia inapplicabile ed inutilizzabile per la maggior parte delle realtà produttive aziendali. Non possiamo concepire la presenza di costosi centri di potere che comportano, per il paese, gravi esborsi con i loro consulenti, consiglieri, assessori, vice del vice ecc. Tutto ciò deve essere tagliato e ridimensionato in base alle reali esigenze della Patria e delle categorie produttive. 
  • Vogliamo una politica di sostegno all’agricoltura e in particolare chiediamo che venga rivalutato il prodotto primario e che in caso di necessità lo Stato acquisti a prezzi politici i prodotti degli agricoltori comunicando in anticipo le quotazioni in modo da permettere ai produttori di pianificare il proprio lavoro; chiediamo finanziamenti e aiuti concreti ai proprietari che in zone minacciate da frane e alluvioni, provvederanno a processi di rimboschimento, canalizzazione, prevenzione; chiediamo che venga scoraggiato l’impiego di manodopera immigrata e favorito in ogni modo il ritorno alla terra di giovani italiani.  
  • Vogliamo l’eliminazione dell’usura, una facilitazione del credito ed un minor costo del denaro; vogliamo la creazione di un fondo di garanzia bancaria realistico e funzionale che permetta agli imprenditori di poter intraprendere le indispensabili azioni di rinnovamento tecnologico che i ritmi dei nuovi mercati impongono prepotentemente per non restare irreversibilmente intrappolati nella marginalità; vogliamo la costituzione di un fondo di solidarietà per le aziende in crisi, reale e funzionante e non solo proclama propagandistico. Vogliamo la creazione di un fondo speciale di credito agevolato per la realizzazione di progetti di miglioramento fondiario aziendale.
  • Vogliamo un’adeguata protezione nei confronti del dumping cinese e di tutti i paesi  extracomunitari, che genera la forma più grave di concorrenza sleale per i nostri produttori rigorosamente sottoposti a controlli, certificazioni, autorizzazioni, oneri fiscali, norme di sicurezza, rispetto delle norme USL.
  • La prima azione di protezione dal dumping sleale deve muovere dalla G.D.O. (Grande Distribuzione Organizzata) la quale, per Decreto, con l’introduzione di “Contratti di Sostegno” dovrà acquistare prioritariamente prodotti italiani realizzati da aziende italiane sul territorio nazionale e solo nel caso che tali prodotti si dimostrino insufficienti per le esigenze commerciali di tali organizzazioni di vendite, potranno allora ricorrere all’acquisto, anche da altri paesi extracomunitari, purché sia assicurato dalle competenti autorità, che la qualità di tali prodotti sia identica o paragonabile a quella dei prodotti di origine italiana, sia garantita, controllata, certificata ed esente da ogm.
  • Vogliamo anche che siano applicate regole rigide della reciprocità, per garantire che i prodotti che entrano sul mercato siano soggetti comunque a delle norme che ne garantiscono la salubrità.
  • L’allargamento dei mercati potrebbe essere una opportunità ma, perché questo avvenga, occorre sostenere gli agricoltori con iniziative e misure adeguate che gli consentano l’ ingresso nei nuovi mercati assicurando margini più equi.
  • Per l’agricoltore, quale custode da sempre della terra, dell’ambiente e del paesaggio, vogliamo un compenso per il suo insostituibile lavoro e non una misera pensione indegna della sua opera.
  • Vogliamo l’ emanazione di regole severe per tornare a dare al cittadino e alle generazioni future la sicurezza sociale, giusta ed insindacabile; vogliamo per loro il lavoro che da sempre gli spetta ma che gli è stato sottratto da un enorme voragine creata da un economia artificiosa e speculativa che si è appoggiata su politicanti sudditi e complici degli speculatori.
  • Vogliamo dare ai cittadini la garanzia della sicurezza alimentare minata da tempo da troppi eventi scandalistici (mucca pazza, vino al metanolo, mangimi alla diossina, ogm, mostruosità varie, utilizzo incontrollato di pesticidi tossici, spesso usati senza un’adeguata conoscenza della complessa materia che regola gli equilibri della natura).
  • Chiediamo che nei nostri territori dedicati alle produzioni di qualità non possa sussistere nessuna forma di associazione colturale con qualunque specie vegetale OGM.