Piano agricolo nazionale

Piano agricolo nazionale

 

PROPOSTE DI INTERVENTI IMMEDIATI PER SUPERARE LA CRISI ATTUALE E SALVARE L’AGRICOLTURA ITALIANA E I SUOI LAVORATORI

 Quelle che seguono sono proposte di interventi da attuare nell’immediato per salvare i lavoratori italiani del mondo agricolo. Le struttura del documento è “dinamica” vale a dire aperta a proposte, suggerimenti, critiche costruttive, ecc. da parte di militanti e simpatizzanti della Lega della Terra. La possiamo considerare come base di partenza di un dibattito permanente e aperto a tutto il mondo agricolo

   

Perché parlare di Agricoltura e di Piano Agricolo Nazionale?

L’Agricoltura rappresenta per le sue eccellenze eno-gastronomiche il vero simbolo del Made in Italy nel Mondo.

Parlare di Piano Agricolo Nazionale o in generale di Politica Agricola risulta per noi di FN e della Lega della Terra, doveroso e necessario; la ns. intenzione, secondo una visione a breve e medio termine, è quella di adottare ogni misura ordinaria e straordinaria per rilanciare tutto il comparto agricolo italiano.

 

Quali sono i cardini del Piano Agricolo Nazionale?

  1. 1.      Banche:

-Definizione ed allargamento a livello nazionale di tutti i prodotti finanziari destinati all’agricoltura (conto corrente agrario, anticipi fattura agrari, fido di cassa agrario, chirografari agrari, mutui agrari) in termini di accessibilità, di contenimento dei costi, di durata e di diversificazione;

– Allargamento dell’applicazione delle moratorie bancarie sia in termine di caratteristiche di accessibilità per le Aziende Agricole sia in termine di dilazionamenti concessi sui vari finanziamenti agrari;

-Potenziamento dei Consorzi di Garanzia agrari su tutto il territorio nazionale e agevolazioni delle procedure di accesso (sia in termini di documentazione sia in termini di parametri di accessibilità).

  1. 2.      Giovani:

-Istituzioni di maggiori corsie preferenziali per i giovani agricoltori (aperture di imprese agricole, subentro famigliare, conti correnti, accesso a finanziamenti, acquisti e affitti di terreni…..);

-Favorire il riaccorpamento delle superfici aziendali specialmente a favore dei giovani agricoltori onde aumentare la dimensione media e con essa la relativa produttività.

  1. 3.      Sburocratizzazione ed informatizzazione:

-Snellimento di tutta la documentazione a carico delle Aziende Agricole in modo da poter ridurre sia i costi tangibili (bolli, fotocopie, imposte…) sia i costi in termine di tempo sottratto al lavoro agricolo;

-Maggiore informatizzazione delle pratiche principali in modo da poter ridurre i tempi burocratici negli uffici pubblici;

-Costruzione di una banca dati legislativa del Ministero dell’Agricoltura facilmente accessibile e consultabile dagli agricoltori. Disponibilità di un esperto online per i vari quesiti agricoli, previa ovviamente adeguata registrazione.

  1. 4.      Riduzione costi aziendali:

-Accorpamento, riduzione e razionalizzazione dei Consorzi di Bonifica in modo da ridurre i costi a carico degli agricoltori e migliorare la loro efficienza;

-Eliminazione di tutte le accise dal gasolio agricolo in modo da contenere ed attenuare i costi finali dei prodotti agricoli con conseguenti effetti positivi sulla spesa del consumatore finale;

-Totale detassazione nazionale e locale per tutti gli agricoltori intenzionati alla costruzione o al rafforzamento di argini privati autorizzati;

-Totale detassazione nazionale e locale per tutti gli agricoltori intenzionati ad effettuare una adeguata pulizia dei boschi montani;

-L’adozione di tutte le procedure necessarie sia a livello politico sia a livello economico per la concentrazione dell’offerta dei prodotti agricoli nazionali potenziando le attuali strutture di raccolta / lavorazione / commercializzazione e/o favorendone la nascita di altre;

-facilitazione del reperimento di manodopera italiana annuale e stagionale legalizzata mediante migliore interazione informatica tra Aziende Agricole e Uffici di collocamento e organizzazione di corsi formazione agricoli per i giovani italiani.

  1. 5.      Equitalia:

Blocco e annullo di tutte le iniziative di Equitalia verso il mondo agricolo.

  1. 6.      Green Economy:

Sburocratizzazione e impulso per tutti gli agricoltori che vorranno diversificare il proprio reddito con l’inserimento nelle proprie Aziende di sistemi per la produzione di energie pulite (solare, eolica, geotermica). Disincentivi per i nuovi impianti di biogas e mantenimento del divieto di impianti solari a terra per evitare sottrazione di superfici coltivabili e sbalzi di mercato delle materie prime come per es. mais.

  1. 7.      Mass Media:

-Azione culturale mirante a rivalutare il mondo agricolo, la sua professionalità, la sua dignità e nobiltà. Troppo spesso si è raffigurato il mondo del contadino e dell’allevatore solo come elemento del passato, quasi destinato a sparire o almeno a rassegnarsi a un ruolo marginale e subordinato. Al contrario, è il mondo agricolo che produce il cibo per le altri classi e in un mondo messo in pericolo da OGM, multinazionali monopolistiche, carestie, crisi, al “mondo della Terra” deve essere riconosciuto il ruolo essenziale e prestigioso che gli spetta.

-Maggiore ed adeguata sensibilizzazione dei mass media nella promozione indiretta dei ns. prodotti alimentari (per es. nei film di produzione italiana si auspica che gli attori parlino di spumante e non di champagne!);

-Capacità del Ministro dell’Agricoltura di poter intervenire direttamente sui mass media (televisioni / radio / giornali / internet) per impedire la diffusione di notizie infondate, tendenziose, false ed ansiose sull’agricoltura italiana, sugli allevamenti italiani e sui prodotti agroalimentari del Bel Paese; questo tipo di informazione che ha come unico intento quello di aumentare gli indici di ascolto (come accaduto per es. nei casi allarmistici della mucca pazza e della aviaria), distrugge ed annulla in pochi giorni anni e generazioni di lavoro e di sacrifici degli agricoltori del settore colpito. Gli interventi potranno essere dei semplici richiami scritti (nei casi meno gravi) o interventi incisivi di blocco temporaneo e parziale della specifica informazione (nei casi più gravi);

-Adozione di corsie preferenziali e agevolazioni fiscali per tutte le imprese agroalimentari nazionali produttori di alimenti esclusivamente Made in Italy nella realizzazione di qualsiasi forma pubblicitaria;

-Realizzazione di un forte programma di sostegno nazionale, regionale, provinciale e comunale sia a livello economico sia a livello organizzativo di tutte le imprese agroalimentari piccole, medie e grandi alla partecipazione a  fiere e manifestazioni nazionali (in primis Cibus e Vinitaly) ed estere (le principali) in modo da sostenere energicamente quello che noi consideriamo il vero Made in Italy. Il centro di questo coordinamento sarà rappresentato dalle attuali Camere di Commercio dove già attualmente ci sono gli uffici di Promoimpresa.

  1. 8.      Grande Distribuzione Organizzata (GDO):

-Riduzione dei pagamenti della Grande Distribuzione delle merci agricole nazionali deperibili a 15 giorni e di quelle non deperibili a 30 giorni;

-Obbligo alla Grande Distribuzione del posizionamento adeguato, ben visibile e segnalato (posizione centrale a vista d’occhio negli scaffali e in punto di alta frequentazione) dei prodotti di provenienza locale e nazionale, ovviamente senza sostenere alcun costo come invece avviene in questo momento.

  1. 9.      Consorzi Agrari:

Riorganizzazione e concentrazione dei Consorzi Agrari presenti sul territorio nazionale sia a livello politico sia a livello economico. Ripresa del loro ruolo storico mediante la vendita agli agricoltori di macchine agricole, sementi, carburanti ed articoli vari attraverso finanziamenti fortemente dilazionati a tassi di interessi euribor 3 mesi. Riorganizzazione e potenziamento dei servizi di assistenza tecnica agraria, di assistenza sull’alimentazione zootecnica e di assistenza meccanica sull’attrezzatura agricola.

  1. 10.  Comitato Agricolo presso il Ministero delle Politiche Agricole:

Realizzazione di un Comitato Agricolo ristretto costituito da un rappresentante per ciascuna Associazione di Categoria (Coldiretti, Confagricoltura, Cia, Copagri, Associazione Allevatori) e dal Ministro per le Politiche Agricole. Questo Comitato avrebbe lo scopo di preparare, con modalità celeri, dei provvedimenti importanti ed urgenti da sottoporre direttamente all’approvazione del Consiglio dei Ministri per l’emanazione di Decreti Legge.