DEDICATO ANCHE A TUTTI QUEI CATTOLICI E BENPENSANTI CHE PENSANO (ILLUSI) CHE NONOSTANTE TUTTO, BERLUSCONI SIA SEMPRE MENO PEGGIO DELLE SINISTRE FILO GAY!

DEDICATO ANCHE A TUTTI QUEI CATTOLICI E BENPENSANTI CHE PENSANO (ILLUSI) CHE NONOSTANTE TUTTO, BERLUSCONI SIA SEMPRE MENO PEGGIO DELLE SINISTRE FILO GAY!

SodoMEDIASET e GomorRAI

Accade di tutto ormai nella televisione italiana e non c’è un posto dove rifugiarsi.

“Basta spegnerla”, direte!

No!Ho l’impressione che non basti, ho l’impressione che emani esalazioni mefitiche anche da spenta; ho l’impressione che le bislacche idee che propone si diffondano nell’aria come la peste, accesa o no che sia….programmi e radiazioni!

E allora ho voluto verificare! Dopo più di un anno, proprio nei giorni del riposo invernale, non ho resistito alla tentazione e ho sbirciato “lo stato dell’arte” di quella tivvù del pomeriggio che vuol essere la scuola delle signore, delle mamme e delle casalinghe e cioè, sia detto senza retorica, dell’asse portante della società.

Vado per le spicce: Sodoma e Gomorra, a confronto di mamma Rai e zia Mediaset sembrano Paperinopoli e Topolinia…

In una settimana, e resistendo ben poco davanti allo schermo, ho assistito, in ordine di memoria(non di gravità!), alla presentazione di una signora di mezza età che si dichiarava, con una certa foga, eterosessuale; passa un minuto e scopro che la stessa, madre e divorziata, si è audacemente “riaccoppiata” con una donna.

Stramazzerei a terra…se non fossi sul divano!

O lei non conosce il significato della parola eterosessuale o mi è sfuggito qualcosa.

Un attimo più tardi e capisco che mi è sfuggito molto!: la nuova compagna della protagonista viene inquadrata…prima era una donna, ma adesso… è un uomo o, almeno, sembra!

Sempre ancorata al divano, ripulisco gli occhiali e cerco di orientarmi come Arianna nel labirinto.

Quando prende la parola,“lui”, l’unico, ha il coraggio della verità: è consapevole di essere ancora donna e che nulla al mondo potrà farlo diventare qualcosa di diverso da quel che, per natura,è e che,aggiungo io, il Creatore volle.

La giovanissima figlia, poveretta, dichiara timidamente di essere cattolica e di non condividere le scelte della madre, ma poi, anche lei, s’arrende e mormora che “se mamma è contenta così”!

I convincimenti religiosi decadono difronte a Sua Maestà Capricc-IO!

La conduttrice e il pubblico ovviamente applaudono, ma, malgrado i consensi, paiono tutti e tre molto tristi. Lo sono anch’io, forse per non aver avuto il tempo di disintossicarmi dal lungo pomeriggio nel quale ero stata indottrinata dal lesbo-pensiero di due ragazze, una è la figlia di un notissimo cantante, volate in Olanda per l’inseminazione artificiale.

Le signore mi avevano illuminato sulle ristrettezze mentali del Padreterno il quale, avendo voluto che maschio e femmina si unissero al fine di procreare, proprio non è riuscito a rendersi conto di ciò che alle due appare evidentissimo e cioè che “maschio e femmina non fa differenza” quando si tratta di esser genitori(“sgaragulp” direbbe Paperino!).

Il messaggio lesbian friendly è inequivocabile: il padre altro non è che un ingrediente, chiamato sperma, del prodotto chiamato bambino! E loro di bimbe ne hanno due, gemelle!

“E se un giorno vorranno conoscerlo quel padre?” chiede la conduttrice in un lampo di lucidità!

Le signore ci fanno sapere che, si, può succedere…a diciotto anni saranno autorizzate a farlo, ma non sarà cosa di rilievo… suoneranno alla porta del “donatore”, si toglieranno la curiosità di una probabile somiglianza fisica e tutto finirà lì…..d’altronde chi trasmette il proprio patrimonio genetico, colore degli occhi, capelli, inclinazioni, attitudini non ha alcuna importanza. Il sangue è acqua!

E’ la stessa favola che ci raccontano quando si parla dell’adozione, quella meraviglia di reciproco scambio d’amore, nel quale però esiste e persiste, magari cinquant’anni dopo, magari con una vita meravigliosa alle spalle e due genitori adottivi da manuale, il desiderio di sapere da dove si viene, da quale ventre si è stati partoriti. Forse perché siamo anima, spirito, pensiero e amore, ma anche, più banalmente,ma non meno fortemente, carne, istinto, razza e DNA. E’ curioso che questo mondo così materialistico dimentichi la materia proprio quando questa diviene importante perché elemento imprescindibile dell’essere umano!

Il mio indottrinamento prosegue a grandi passi…sono esausta!

Adesso è il momento delle scoppiettanti trasformazioni pirotecniche di uno splendido giovanotto, ora con spettacolari sembianze femminee.

Che Dio non l’abbia creato donna è questione che, ovviamente, non sfiora nessuno, tantomeno la deliziosa e deliziata conduttrice che annuisce teneramente soprattutto quando la “neo fanciulla” amabilmente disquisisce su quell’appendice all’inguine, su quelle ghiandole, ancora non eliminate e forse non eliminande, che, a suo dire, sono un capello, un foruncolo(sic!), che nulla toglie alla sua femminilità.

Anche qui un Padreterno davvero maldestro che ha voluto creare maschio e femmina con genitali diversi e che, alla femmina con pene e testicoli, distrattamente, non ha pensato!

Ne esco frastornata e immagino come si debba sentire un’adolescente alle prese con un corpo che cambia, con una personalità non ancora formata e una sessualità non perfettamente delineata.

Sono felice dell’assenza di Cecchi Paone con la sua ex moglie, il suo nuovo compagno, l’ ennesimo, e la sua fissa per calciatori e metrosexual!

E’ una ardimentosa ricerca della verità, seppure maldestra e sporcacciona, quella cui ho assistito o un tentativo di schiavizzarla per sottometterla a bisogni, vizi e debolezze che non abbiamo più il coraggio di affrontare?

Erano molto diversi i nostri nonni?Erano di un’altra razza, godevano dei benefici di una super genetica?

Non c’era forse anche tra di loro il ragazzo ferito nella sua mascolinità?Non c’era la donna lesa nella femminilità e tentata da pensieri indicibili?

C’erano anche allora perché di generazione in generazione, di padre in figlio, tramandiamo debolezze e miserie, sempre uguali, sempre quelle.

In passato, però, l’uomo rimaneva fedele ad una strada già tracciata e già percorsa da milioni di uomini prima di lui, una strada impervia, dai limiti molto netti che, se non gli impedivano la caduta, di certo gli evitavano il deragliamento.

Ora quella strada sta quasi scomparendo e in molti punti si intravede appena.

Quell’uomo è oggi come un viandante, costretto in una notte senza luna, a camminare col lume spento. E’ da solo quel viandante perché, anche chi doveva precederlo e istruirlo, s’è smarrito. Gli applausi e i plausi sono di chi ha abbandonato quel percorso arduo e sicuro. I pochi rimasti sulla via serrano le fila, attaccati caparbiamente ad una promessa che è certezza di vittoria: Non praevalebunt!

Irma Trombetta Marzuoli