Elezioni 2013: l’analisi di Roberto Fiore

Il risultato di queste elezioni non lascia dubbi né incertezze: l’imponente avanzata di Grillo ha risucchiato i voti di tutti i partiti, colpendo anche Forza Nuova, che ha visto, in questa tornata elettorale, le preferenze al movimento ridursi allo zoccolo duro: un centinaio di migliaia di voti. Tutti quei movimenti e partiti anti-sistema, che, latori di proposte serie, programmi dettagliati e candidati preparati e già addentrati nella politica, e che avrebbero potuto rappresentare la concreta ed efficace alternativa alla corruzione e al malgoverno di questi anni, sono stati letteralmente sbaragliati da un fenomeno che è stato gonfiato ad arte negli ultimi mesi e che è riuscito a canalizzare il consenso degli italiani verso di sé. Questo risultato, tuttavia, non rispecchia né l’ effettivo stato di salute del movimento Forza Nuova, né la crescita effettiva del movimento sul territorio da cinque anni a questa parte, e neppure l’interesse suscitato nei cittadini dallo stesso movimento in questo mese di campagna elettorale: interesse riscontrabile negli altissimi dati di ascolto registrati da tutti i programmi televisivi in cui ci è stato dato spazio e dalla vivace presenza nelle piazze italiane. Fatto sta, che il risultato è chiaro, nella sua crudezza, e l’analisi che facciamo non può e non deve distaccarsi dalla realtà che questo risultato elettorale ci pone davanti. La tempesta che è in atto oggi nel sistema politico italiano ci rimanda a quelle vicende che nel 1992-93 videro lo stesso sistema devastato dallo scandalo ‘mani pulite’, quando personaggi come Craxi, che avevano provocato il corto circuito di Sigonella, furono bruscamente esautorati e costretti a finire la propria vita in esilio. Per capire ciò che sta accadendo oggi, forse, è utile proprio un paragone con cosa accadde allora: Antonio di Pietro, legatissimo alla struttura Cia-Mossad, ed in particolare alla figura di Michael Ledeen (che gli permetterà di procurarsi dei fondi imponenti), è l’uomo che, di fronte allo scenario di corruzione che si era profilato con lo scandalo “mani pulite”, attuò il repulisti, per conto degli americani, proprio nei confronti di quella classe dirigente (Craxi)che aveva provato a svincolarsi dalla tutela degli Stati Uniti. Il sistema che si è ricomposto dopo lo scandalo “mani pulite”, e i cui principali esponenti furono uomini come Fini e Berlusconi, uomini di chiara impronta politica filo-americana, si è attestato nuovamente sulla completa accettazione degli accordi che posizionano l’ Italia sotto la tutela statunitense. Quello che noi crediamo è che oggi Grillo (anch’ egli passato al vaglio dell’ ambasciatore americano Spogli, come confermano i dossier pubblicati da alcune testate giornalistiche italiane), come Di Pietro al tempo, ricopra il ruolo di “rivoluzionario sotto controllo”. Il compito di Grillo e di chi lo appoggia, però, non è stato fra i più facili e pertanto Grillo, nei mesi precedenti al voto, in almeno dieci occasioni ci tiene a rimarcare e ad avvertire che senza di lui o dopo di lui vi è il pericolo di un’ “Alba Dorata” e di Forza Nuova. Molto attento alla possibilità di sviluppo di un pericolo di questo tipo, Grillo durante la campagna elettorale modifica la sua strategia propagandistica e da una scelta iniziale di non menzionare il punto della sovranità monetaria, passa ad affermare chiaramente, nel suo comizio a Cuneo del 16 Febbraio, che “il debito pubblico va ripudiato e la Banca d’Italia nazionalizzata deve emettere denaro”: esattamente lo stesso mantra che i candidati forzanovisti ripetono da qualche anno in tutte le piazze. Addirittura in una spregiudicata imitazione della simbologia di FN, un esponente del Movimento 5 Stelle ieri ha proposto agli eletti grillini di “indossare il giorno dell’ insediamento in Parlamento la camicia bianca per dare un’ idea di purezza e di compattezza del movimento”. Le stesse camice bianche sono state adottate come uniforme e indossate in tutte le manifestazioni di Forza Nuova da un anno a questa parte proprio per trasmettere il carattere di purezza e di onestà della classe dirigente forzanovista ai cittadini. Al contrario di Grillo, Forza Nuova, in questa campagna elettorale e in tutta l’ azione politica precedente, ha insistito con la conferma della propria pregiudiziale anti americana. Nel corso di una trasmissione seguita da quasi un milione di persone, ho sostenuto che le basi americane e NATO debbono essere rimosse dal suolo italiano e che l’ Italia debba completamente sganciarsi dall’ orbita americana, dando ulteriore forza a queste dichiarazioni con la pretesa di essere l’unica formazione politica italiana a sostenere inequivocabilmente questa tesi. La storia quindi ci insegna che questa ipoteca posta dagli Stati Uniti è sempre stata alla base della concessione del via libera per chi avanza e dello stop per chi non può avanzare. I partiti antisistema come Forza Nuova, da cui il M5S ha attinto idee, programmi e modus operandi, hanno palesemente ricevuto questo stop. E allora che fare? Allarghiamo il fronte. Forza Nuova propone a tutte le formazioni nazional-popolari,con le quali ha già intrapreso un dialogo, e ai gruppi politici e alle associazioni di cittadini anche non di ispirazione nazional-popolare, ma sicuramente antisistema (come per esempio l’ importante contributo dato dal magistrato Ferraro), di creare delle strutture sociali apartitiche di ispirazione “peronista” che creino rapidamente le difese necessarie ad evitare gli aspetti più tragici dell’ imminente default italiano. A prova della necessità di questa “operatività sociale” ci viene in aiuto un altro ragionamento dello stesso Grillo che afferma in una recentissima intervista che “la crisi non può essere fermata e che pertanto ci si dovrà organizzare a livello sociale e comunitario nell’onestà e nella solidarietà”. Non possiamo non condividere quest’ interessante concetto, che, anche in questo caso, da tempo Forza Nuova porta avanti. Quindi, allarghiamo il fronte dell’ azione a quella che appare essere la sfida sociale che il popolo italiano dovrà affrontare , vista la totale mancanza di volontà di qualunque governo si costituirà nei prossimi giorni, di uscire dalla morsa della BCE e delle istituzioni finanziarie internazionali. Forza Nuova deve quindi allargare l’ ambito del fronte più di quanto abbia fatto prima: creare dei network di imprese sul territorio per la spendibilità di una moneta popolare parallela, creare delle colonie per l’ infanzia e una rete di supporto alle famiglie, mettere in contatto le cooperative agricole con una rete di consumatori per la vendita dei prodotti a km zero, creare dei gruppi di acquisto solidale nelle città e nei paesi a livello micro-comunitario”. L’Argentina, per esempio, già nei due anni precedenti al “corralito” (il default dell’economia che comportò fame, disperazione, la caccia ai generi alimentari per intere settimane), aveva sviluppato monete locali e mercati solidali che permisero agli argentini di evitare il disastro e di iniziare un cammino di ricomposizione sociale. Il partito peronista animato da una chiara impostazione social-nazionale, fece il resto e, in pochi anni, l’Argentina uscì dal debito e sanò le sue peggiori ferite. Dobbiamo connotare questo fronte con una chiara scelta di campo, anche a livello internazionale: una scelta filo russa sul piano geopolitico ed etico, per la riscoperta della forza della tradizione contro la decadenza occidentale e contro il modello liberal americano e filo atlantico, completamente fallito, che ha portato l’ Europa alla catastrofe. Questa linea è stata recentemente espressa anche in un testo prodotto da un think tank russo dal nome “Progetto Russia”, in cui si delinea, infatti, la possibile riscossa europea sulla base di quella riscossa Russa già in atto. Ad avvalorare la giustezza delle linee definite è uscito oggi il preoccupante (per loro) rapporto dei servizi segreti italiani, fortemente legati all’ atlantismo, al Parlamento Italiano, che lancia un “allarme”, secondo il quale, a seguito di un probabile intensificarsi nei prossimi mesi della crisi economica, è «ipotizzabile un’intensificazione dell’impegno dell’area dell’estrema destra sul sociale”. Segue il rapporto affermando che «si sono consolidate ed ampliate le sinergie con le formazioni europee di omologo orientamento ideologico, finalizzate alla costituzione di un comune fronte identitario connotato in chiave antiatlantica e filorussa». Detto questo ci preme affermare infine che Forza Nuova, aldilà del risultato elettorale, ha oggi la forza, la preparazione e la capacità per lanciare sul territorio una resistenza sociale credibile e coinvolgente. Le rivoluzioni non si fanno con il 40% dei voti, le rivoluzioni le fanno le minoranze preparate, forti e organizzate. Noi siamo quella minoranza che, al momento giusto, quando si sfalderanno le false promesse e i falsi idoli, sarà pronta a prendersi sul campo il consenso degli italiani, che torneranno ad essere un popolo, e non una folla. Guardando infine all’ immediato futuro, il prossimo appuntamento importante sarà l’ elezione del Capo dello Stato nelle prossime settimane: vi diamo appuntamento nelle piazze italiane poiché l’ avallo delle proposte di Grillo, che vanno da Di Pietro a Dario Fo, o quelle che vorrebbero Giuliano Amato o addirittura Prodi, provocheranno sicuramente una forte mobilitazione delle camicie bianche forzanoviste contro l’ennesimo affronto dei poteri forti.

Roberto Fiore