Quell’affinità esoterica tra Casaleggio e l’alta finanza

Gaia Casaleggio

Riportiamo un altro articolo interessante inerente il trionfo elettorale dei “pentastellati”.

OF

Qualcuno ne è rimasto stupito. A margine del voto, la Goldman Sachs, banca d’affari tra le più influenti del pianeta, uno di quei “centri di potere occulto” che più di un anno fa ci avrebbero imposto il governo tecnico, ha rivolto un esplicito cenno d’intesa al Movimento 5 Stelle. Jim O’Neill in persona, presidente della Goldman Sachs, ha affermato di trovare “entusiasmante” l’esito delle elezioni politiche in Italia. L’economista inglese ritiene che nel nostro Paese ci sia “bisogno di cambiare qualcosa di importante” e “il particolare fascino di massa del Movimento 5 Stelle potrebbe essere il segnale dell’inizio di qualcosa di nuovo”.
In effetti, dopo una lettura superficiale può apparire persino grottesco che una banca di quel rango, simbolo della crisi mondiale, sostenitrice di politiche di sempre maggiore austerità, possa ora appoggiare un movimento che ha fatto della lotta alla Bce uno dei suoi cavalli di battaglia. Tuttavia, se ci si rivolge oltre l’impressione immediata, si ottiene una delle risposte (o, forse, la risposta) al perché in questo endorsment dell’alta finanza a Grillo non vi sia nulla di cui stupirsi, anzi.
La “gaia” aspirazione di Casaleggio.
Distogliamo lo sguardo dall’intrattenitore Grillo. In piazza San Giovanni, durante l’ultimo comizio grillino prima delle elezioni, il coup de theatre più inatteso è avvenuto quando sul palco è salito Gianroberto Casaleggio. Il misterioso informatico milanese – modi timidi e volto seminascosto da una folta capigliatura riccia – è così uscito allo scoperto dopo che per mesi è stato identificato come il vero guru, silenzioso ma onnisciente, del Movimento 5 Stelle. Da quel momento, è però tornato nell’ombra, ma sul suo mistero la stampa ha provato ad accendere i riflettori. Dalla babele mediatica ingenerata, è emerso un interessante elemento. Si tratta di un video, “Gaia – The future of politics”, prodotto dall’azienda Casaleggio Associati, che rivela molto della visione del mondo e delle ambizioni del taciturno guru milanese. Molto di più delle frasi di circostanza proferite da lui sul palco di San Giovanni.
I contenuti, più che un auspicio sul futuro della politica, sembrano i deliri cyberpunk di uno scrittore dalla fervida fantasia. L’autore si spende nella preveggenza di un rovinoso scenario per il pianeta, dilaniato dalla Terza Guerra Mondiale tra due blocchi: quello occidentale e la Russia, la Cina e il Medio Oriente. Il motivo del contendere, la libertà di internet, garantita in modo assoluto in Occidente e ristretta nell’altro blocco. Dopo atroci combattimenti che riducono, nel 2040, la popolazione mondiale a un miliardo di persone, la guerra finisce. L’esito sorride agli occidentali, che possono così urbi et orbi elargire internet libero. L’uomo diventa sempre più virtuale, un account si sostituisce all’anima e precisamente il 14 agosto 2054 (centenario della nascita di Gianroberto Casaleggio) delle votazioni globali via Rete eleggono Gaia, un governo mondiale fondato sulla democrazia diretta (rigorosamente virtuale) e sull’abolizione di tutti i corpi intermedi (chiese, istituto familiare, aggregazioni sociali, etc.).
Rousseau antesignano del M5S.
La teologia esoterica del guru Casaleggio è dunque da ritenere il fine ultimo, lo stadio più alto cui aspira il Movimento 5 Stelle. Questa suggestione, del resto, non è nulla di originale. Come fatto notare da Giovanni Belardinelli sulle pagine del “Corriere della Sera”, la volontà di “costruire una democrazia priva di partiti e di ogni gerarchia ha attraversato la storia europea dagli ultimi duecento anni e più”. Il giornalista del “Corsera” fa risalire alle idee anti-tradizionali e anti-gerarchiche di Rousseau e della Rivoluzione francese la primogenitura di certe utopie. Ora, Casaleggio e Grillo credono di poter trasformare quelle utopie in realtà, semplicemente grazie alla Rete, più subdola e efficace delle obsolete ghigliottine giacobine.
Alta finanza e Casaleggio: stessi obiettivi.
Una simile prospettiva, cui Casaleggio attribuisce il nome Gaia, equivale alla quintessenza dell’abbrutimento umano. Una realtà, piatta come un tablet e grigia come l’hardware di un computer, che ci fa regredire a un livello di homo digitalis, che ha reciso ogni legame trascendente sostituendolo con il mito non più della Dea Ragione illuminista ma con quello del Dio Web dell’epoca virtuale.
A questo punto, individuato qual è l’obiettivo di Casaleggio, può venir più facile comprendere il motivo per cui un istituto finanziario come la Goldman Sachs ammicca al Movimento 5 Stelle. Perché esso solo – a più di due secoli di distanza dalla sanguinosa rivoluzione che, avvenuta in Francia, diede impulso al liberismo – può realizzare quel sogno atavico che da sempre si prefigge l’alta finanza. Ossia rompere gli argini, spazzar via con un colpo di spugna i governi e gli Stati, sradicare l’uomo dalle sue più alte vocazioni per renderlo una monade priva di emozioni, un asettico consumatore (di prodotti, di lavoro, di web). Ecco cosa ha in mente Casaleggio che tanto intriga gli apparenti avversari del Movimento 5 Stelle: un contesto su scala globale in cui le regole vengano dettate da Wall Street e dalla City, senza intermediari e soprattutto senza intralci.

(di Federico Cenci – fonte ilfarosulmondo.it)