Habemus Papam

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Il gesuita argentino di origine italiana, Jorge Mario Bergoglio, già Arcivescovo  di Buenos Aires, è il nuovo Papa di Santa Romana Chiesa. Il nuovo Pontefice ha scelto per sé il nome di Francesco, con chiaro riferimento al grande Santo di Assisi, patrono d’Italia.

Di Bergoglio conosciamo il “taglio” progressista, cosa certamente inquietante per chi, come noi, ha a cuore l’integrità della Fede e della morale, minacciate dall’azione corrosiva dell’eresia modernista impostasi col Concilio Vaticano II.

Di Bergoglio conosciamo anche una certa avversione al sistema liberale e liberista, cosa che certamente costituisce una speranza per chi, come noi, desidera che la Chiesa alzi la Sua autorevolissima voce contro l’iniquo sistema trita-popoli.

Del nuovo Pontefice apprezziamo la ferma opposizione alla bizzarra ed aberrante campagna omosessualista, che rivendica, tra l’altro, il riconoscimento da parte dello Stato del cosiddetto matrimonio fra persone dello stesso sesso, e la possibilità di adozione di bambini da parte delle stesse.

Del suo primo discorso ci ha colpito l’insistenza con la quale Papa Francesco si è definito Vescovo di Roma, senza mai utilizzare la parola papa o pontefice. Sappiamo bene che il Papa è tale in quanto Vescovo di Roma, ma sappiamo altrettanto bene quale sia la concezione progressista del papato: un’istituzione di basso profilo, guidata da un uomo, il Vescovo di Roma appunto, democraticamente posto sullo stesso piano degli altri vescovi.

Questa considerazione, sia chiaro, non è un giudizio sulle reali intenzioni di Sua Santità, giudicheremo gli atti che, lo speriamo vivamente, potrebbero smentire i baldanzosi progressisti, e tutti coloro i quali vorrebbero veder portare a compimento l’opera di auto-demolizione della Chiesa, iniziata pubblicamente col Concilio Vaticano II.

Il nostro timore – fondato su ciò che ci è stato dato modo di vedere – è che Jorge Mario Bergoglio agisca veramente come il paladino del disgustoso progressismo, che immensi danni ha provocato tanto nella Chiesa quanto nelle società civili. In questi giorni abbiamo sentito personaggi di vario genere – sedicenti cattolici, laicisti, massoni, ecc. – tessere, in largo anticipo, gli elogi di un Papa che, a loro dire, e secondo i loro desideri, sconvolgerà parecchio la Chiesa e, di conseguenza, il mondo.

La nostra speranza – fondata sulla Santissima Trinità – è che il nuovo Pontefice sappia fare ciò che occorre al bene della Chiesa e dei suoi figli; sia docile strumento dello Spirito Santo; sappia conservare e trasmettere integralmente il depositum fidei , ossia restaurare l’insegnamento della retta dottrina e della corretta prassi liturgica. Accanto a ciò, l’auspicio è che il Santo Padre sappia spazzar via la sporcizia che si annida nella Chiesa di Cristo – difendendone l’onore, da troppi calpestato – ed anche porsi quale radicale avversario del sistema massonico mondialista.

Papa Francesco viene dalla Compagnia di Gesù, fondata dal grande santo Ignazio di Loyola, un tempo gloriosa compagine di uomini votati a dare tutto per la maggior gloria di Dio, ma da qualche decennio divenuta, nelle persone di troppi suoi membri, ricettacolo di errori ed eresie. Senza alcun dubbio il nuovo Pontefice di nazionalità argentina, avrà conosciuto il bravo sacerdote gesuita, anch’egli argentino, Padre Julio Meinvielle e la sua opera. Il nostro augurio è che Sua Santità ricordi e tenga ben presente l’esempio e l’insegnamento del suo illustre confratello e connazionale.

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Proponiamo di seguito una lettera scritta dell’allora Arcivescovo di Buenos Aires, il Card. Bergoglio, alle suore della sua città, nell’imminenza del voto parlamentare sulla questione dei cosiddetti matrimoni omosessuali. Un testo davvero incoraggiante, che rivela la sensibilità e la legittima, nonché doverosa, preoccupazione del buon pastore di anime.

 

Buenos Aires, 22 giugno 2010
Care sorelle,

Scrivo queste poche righe a ciascuna di voi che siete nei quattro monasteri di Buenos Aires. Il popolo argentino dovrà affrontare nelle prossime settimane una situazione il cui esito può seriamente ferire la famiglia.

Si tratta del disegno di legge che permetterà il matrimonio a persone dello stesso sesso. È in gioco qui l’identità e la sopravvivenza della famiglia: padre, madre e figli. È in gioco la vita di molti bambini che saranno discriminati in anticipo e privati della loro maturazione umana che Dio ha voluto avvenga con un padre e con una madre. È in gioco il rifiuto totale della legge di Dio, incisa anche nei nostri cuori.

Ricordo una frase di Santa Teresina quando parla della sua malattia infantile. Dice che l’invidia del Demonio voleva vendicarsi della sua famiglia per l’entrata nel Carmelo della sua sorella maggiore. Qui pure c’è l’invidia del Demonio, attraverso la quale il peccato entrò nel mondo: un’invidia che cerca astutamente di distruggere l’immagine di Dio, cioè l’uomo e la donna che ricevono il comando di crescere, moltiplicarsi e dominare la terra.

Non siamo ingenui: questa non è semplicemente una lotta politica, ma è un tentativo distruttivo del disegno di Dio. Non è solo un disegno di legge (questo è solo lo strumento) ma è una «mossa» del padre della menzogna che cerca di confondere e d’ingannare i figli di Dio. E Gesù dice che per difenderci da questo accusatore bugiardo ci manderà lo Spirito di Verità.
Oggi la Patria, in questa situazione, ha bisogno dell’assistenza speciale dello Spirito Santo che porti la luce della verità in mezzo alle tenebre dell’errore. Ha bisogno di questo Avvocato per difenderci dall’incantamento di tanti sofismi con i quali si cerca a tutti i costi di giustificare questo disegno di legge, e che confondono e ingannano perfino persone di buona volontà.
Per questo mi rivolgo a Voi e chiedo preghiere e sacrificio, le due armi invincibili di santa Teresina. Invocate il Signore affinché mandi il suo Spirito sui senatori che saranno impegnati a votare. Che non lo facciano mossi dall’errore o da situazioni contingenti, ma secondo ciò che la legge naturale e la legge di Dio indicano loro. Pregate per loro e per le loro famiglie che il Signore li visiti, li rafforzi e li consoli. Pregate affinché i senatori facciano un gran bene alla Patria.

Il disegno di legge sarà discusso in Senato dopo il 13 luglio. Guardiamo a san Giuseppe, a Maria e al Bambino e chiediamo loro con fervore di difendere la famiglia argentina in questo particolare momento. Ricordiamo ciò che Dio stesso disse al suo popolo in un momento di grande angoscia: «Questa guerra non è vostra, ma di Dio».  Che ci soccorrano, difendano e accompagnino in questa guerra di Dio.
Grazia per quanto farete in questa lotta per la Patria. E per favore vi chiedo anche di pregare per me. Che Gesù vi benedica e la Vergine Santa vi conservi.
Con affetto

Jorge Mario Bergoglio, S.J.
Arcivescovo di Buenos Aires

In Cordibus Jesu et Mariae