Camera, assicurazione sanitaria estendibile anche ai conviventi gay dei deputati

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La svolta alla Camera: l’assistenza sanitaria integrativa potrà essere estesa ai conviventi dello stesso sesso del deputato che ne fa richiesta. Lo ha deciso a maggioranza l’Ufficio di presidenza della Camera, su proposta del deputato del Pd Ivan Scalfarotto che ha ripresentato quella della collega di partito Paola Concia, risalente alla scorsa legislatura. E’ la prima volta che viene presa una decisione in questa direzione. Alla luce di essa dovrà essere modificato anche il Regolamento.

No Lega, astensione M5S – Sulla proposta si è verificata una particolare alleanza di Pd, Pdl e Sel, che hanno votato sì. All’astensione di Scelta civica e Fratelli d’Italia si è aggiunta anche quella dei rappresentanti dell’ufficio di presidenza del Movimento 5 Stelle, che secondo quanto si apprende hanno chiesto di rinviare la decisione per avere più tempo per discutere. “Lo abbiamo fatto – spiega Roberta Lombardi all’Adnkronos – perché è un privilegio della casta. Nelle assicurazioni esterne – fa notare la capogruppo stellata a Montecitorio – il convivente dello stesso sesso non gode dell’estensione delle coperture. Perché alla Camera dovrebbe? E’ sempre la Casta che vuole per sé i privilegi”. L’unico gruppo a votare no è stato quello della Lega Nord.

(fonte: liberoquotidiano.it)

Prendiamo atto, ma non avevamo certo bisogno di conferme, che per il M5S è solo un problema burocratico legato alla cosiddetta casta. Noi la vediamo ovviamente in maniera diversa: una ulteriore spinta del sistema verso le unioni contro natura e contro i “matrimoni” omosessuali.

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