Libertà e sovversione

famiglia

Continua il dibatto sul riconoscimento giuridico – e quindi morale, essendo dai tempi più remoti la legge specchio dell’etica (non a caso la carica più alta nel popolo padre della legge, il romano, è stata la censoria) – del matrimonio fra persone dello stesso sesso.
Sarebbe interessante astrarre per un attimo dalla questione, per fare un discorso più ampio (qualcuno direbbe sui massimi sistemi), andando a individuare, oltre alle origini di tale fenomenologia della sovversione dell’ordine naturale, anche ciò che si può prospettare nel futuro ormai prossimo.
Chiaramente i sostenitori della “violenza di stato sulla natura”, si fregiano giustamente – secondo i loro parametri – di nomi quali “progresso” e ”modernità”, accusando più o meno implicitamente i loro avversari di essere ottusi conservatori e retrogradi sognatori di mondi antichi. Al di la, però, di questi stantii luoghi comuni della polemica politica e culturale, il problema di fondo è un altro e precisamente questo: la natura, per definizione, non cambia, essendo sostanziale e non accidentale.
Pretendere che lo Stato possa legiferare contro natura, implica di per sé una libertà – intesa come emancipazione – dello Stato stesso dalla natura, apertamente negata da un tratto di penna (per esempio, si parla già di genitore 1 e genitore 2, oppure meramente di partner, in odio ai più prosaici e poco egalitari padre e madre).
Insomma sembra evidente il trionfo di un malinteso senso della libertà, precisamente una libertà luciferina.
Non sembra, infatti, si tratti della libertà evangelica, la libertà che viene dalla conoscenza della Verità (“conoscerete la Verità e la Verità vi renderà liberi”), la libertà dal peccato e dal male (quella che si invoca nella preghiera del Pater Noster: sed libera nos a malo).
Bensì libertà di stabilire arbitrariamente cosa sia bene e cosa sia male, senza alcun riferimento alla Verità oggettiva; cosa che si realizza in pratica come affermazione del male, negazione del bene oggettivo delle cose.
Il percorso tramite cui si è giunti a tale degenerazione, sembra abbastanza ben marcato nella storia del pensiero umano. Se, infatti, la distorta e insensata libertà, a cui si è fatto riferimento, significa in primo luogo emancipazione dall’autorità, l’uomo moderno si è in primo luogo emancipato dall’autorità più evidente e più prossima (quella che evidentemente doveva sembrargli più odiosa e dunque da eliminare). Il riferimento è all’autorità dell’essere in sé, delle cose che esistono, quelle che non sono fatte da noi ma che troviamo già fatte, ed alle quali non possiamo che adeguarci. San Tommaso d’Aquino chiama la verità adaequatio rei et intellectus, ciò che semplicemente esiste non può che essere oggetto di “adeguazione” dell’intelletto umano. Sappiamo bene come, invece, Cartesio abbia voluto rompere il rapporto di dipendenza essere/intelletto. Essere che, nell’intima realtà di Dio, ossia la SS. Trinità, rappresenta il Padre.
Libertà quindi dell’intelletto dall’essere, ben rappresentato, in diverse maniere, dai vari io e super-io alla Fichte, alla Schelling, o da Sartre il quale vede un assurdo conflitto tra l’uomo intelligente e il suo creatore essere assoluto. Intelletto che, sempre nell’intima realtà divina, rappresenta, invece, il Figlio.
Libertà dell’intelletto, che si immagina, però, ancora razionale; anzi che pensa di essere la razionalità stessa, senza comprendere di aver già minato il suo naturale fondamento (si credeva, coll’arroganza tipica del positivismo e del razionalismo, d’instaurare un governo della ragione, ormai apertamente idolatrata dai campioni dell’illuminismo). Eppure anche tale degenerata condizione sembra ben distante da quella che osserviamo oggi: quale ragione può permettere che l’istituto del matrimonio, finalizzato intrinsecamente al concepimento, al sostentamento ed all’educazione della prole, sia esteso a chi nei confronti della prole è chiuso per scelta (e questa è solo una delle molte possibili argomentazioni contro il cosiddetto matrimonio fra persone dello stesso sesso). Quale ragione può, in ultimo, dimostrare una logica interna al delirio stesso? Nessuna. Oggi, infatti, viviamo in un mondo che dopo l’essere ha rinnegato anche l’intelletto. E probabilmente le cose non avrebbero potuto andare diversamente, visto che una razionalità senza l’essere è agonizzante (è, grossolanamente, un pesce senza l’acqua, un artista senza oggetto né canone né modello, cioè è un’arte degenerata come quella moderna ampiamente detestabile per ogni uomo di buon senso e sana cultura). Non avendo argomentazioni sensate, a favore di rivendicazioni strampalate come quelle che riguardano le unioni omosessuali, si invoca il sentimento, nuovo idolo; ci si appella al sentire individuale che muove il desiderio e la pretesa di soddisfare ciò che è individualisticamente sentito come buono per se stessi. È la volontà che si ribella all’essere ed all’intelligenza: voglio ciò che è contro-natura, lo voglio anche se è contraddittorio; ciò che conta è che sia appagato il mio desiderio. Volontà di bene che nell’intima realtà della SS. Trinità corrisponde allo Spirito Santo, che procede dal Padre e dal Figlio.
Volontà perversa, disgiunta dal Vero e dal Bene, assecondata da uno Stato che si pretende sia garante della possibilità di soddisfare quasi ogni pretesa. Uno Stato liberale e comunista nel contempo, ossia svincolato da ogni legame con l’etica naturale e cristiana e capace di imporre, appunto per legge, la contro-verità funzionale al disegno sovversivo.
Uno Stato che ha abdicato alla sua funzione naturale, ovvero il perseguimento del bene comune e la promozione dell’esercizio delle virtù.
Falsa libertà, la quale altro non è che la Sovversione calata nell’intimo dell’uomo, creato ad immagine e somiglianza di Dio. A somiglianza di Dio, infatti, l’uomo ha l’essere, l’intelligenza e la volontà, che in Dio si identificano con il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, le tre persone della SS. Trinità. Nell’uomo, creatura fallibile e segnata dalle conseguenze del peccato originale, la Sovversione ha portato lo sconvolgimento e la discordia interiore. Ciò che in Dio è perfetta comunione, nell’uomo che ha ceduto agli attacchi dell’Antico Nemico, è diventato confusione e negazione della Verità.
Questa, purtroppo, la condizione di tanta parte dell’umanità odierna. Un’umanità ormai priva di retta volontà, amebica e spenta, molle e indolente. E non potrebbe essere diversamente, dal momento che obiettivo della Sovversione e lo stesso del tenebroso principe di questo mondo, Satana, ossia quello di distruggere l’uomo creato ad immagine e somiglianza di Dio.

F.D.