Poverino…

Janderson Steward Mosquera

L’Ansa ci informa dell’ultimo fatto di sangue ad opera di un “italiano” di origine sudamericana. Ma nell’articolo della solerte agenzia di stampa c’è già l’assoluzione: “giovane ventenne   con problemi mentali…”. Ma quali problemi mentali?! Leggendo bene la cronaca dei fatti poi si capisce quali fossero i problemi del “povero” ragazzo emarginato dalla cattiva società: alcool e droga. Ma si sa, in Italia i giornalisti sono sempre dalla parte sbagliata, e non perdono occasione per ricordare quanto sia salutare e benefica l’immigrazione, soprattutto se clandestina. Anche quando uccide. Abbiamo il sospetto che anche la magistratura sarà solerte nel prendere in considerazione tutte le attenuanti del caso, perchè è scontato: il giovane non era in sè, era incapace di intendere e di volere…

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Strage sfiorata la scorsa notte nel centro storico di Alessandria. Un ragazzo di vent’anni, Janderson Steward Mosquera, cittadino italiano di origine colombiana, ha rubato la pistola a una guardia giurata e ha cominciato a sparare ai passanti, ferendone tre di cui uno in modo grave, prima di essere bloccato e arrestato dalla polizia con un intervento che i dirigenti della questura hanno definito “da manuale” visto che il giovane non ha esitato a fare fuoco pure contro gli uomini in divisa che, fra il traffico della serata estiva e la gente presente in piazza, hanno avuto il sangue freddo di non rispondere subito al fuoco e attendere il momento propizio. Il movente del gesto va cercato nella mente del ventenne: da alcuni giorni diceva ai conoscenti di “sentire delle voci”, e sembra che avesse anche manifestato propositi suicidi.

La terribile notte di Mosquera comincia in Galleria Guerci, dove il giovane affronta un vigilante in servizio e, dopo averlo colpito con un punteruolo, gli strappa la pistola d’ordinanza. Poi si incammina verso piazza Santo Stefano e trasforma in un bersaglio chiunque gli si para davanti. Comincia con due magrebini che stavano acquistando delle sigarette da un distributore automatico: uno viene colpito di striscio al torace ma l’altro viene centrato in pieno; entrambi hanno comunque la forza di scappare e di sfuggire al breve inseguimento abbozzato dall’aggressore.

Allarmato dal rumore degli spari, il titolare della pizzeria “La dolce vita” sbuca dal suo locale e si trova di fronte il giovane armato: uno scambio di sguardi, un colpo, il ristoratore fugge, parte un secondo colpo che questa volta raggiunge un polpaccio.

Arrivano le volanti e Mosquera spara ancora, senza riuscire però a ferire gli agenti: questi ne controllano da vicino i movimenti fin quindi arriva la squadra mobile, l’uomo viene bloccato e, infine, la scientifica, si dedica alla ricostruzione dei fatti. I feriti sono stati portati in ospedale: il più grave è l’extracomunitario colpito all’addome. Sottoposto a intervento chirurgico, è ricoverato in prognosi riservata. Anche Mosquera é in ospedale, piantonato.

Versava in stato di alterazione psicotica, presumibilmente a causa dell’abuso di sostanze alcoliche e dell’assunzione di sostanze stupefacenti. E’ stato arrestato per tentato omicidio plurimo, rapina aggravata, porto abusivo d’arma, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Mosquera abita a Bistagno, nell’Acquese, da qualche giorno si spostava dal paese ad Alessandria, dove risiedono dei parenti. I primi a cercare di spiegare cosa è successo saranno i medici.

(Ansa)