Boia chi molla!

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Prima la Francia – dove mesi di mobilitazione da parte di enormi folle, non sono bastati a fermare la legalizzazione delle unioni fra persone dello stesso sesso, con annessa possibilità di adozione di bambini da parte delle stesse – ora gli Stati Uniti d’America, dove la Corte Suprema ha sancito che il matrimonio non consiste solamente nell’unione tra persone di sesso diverso.
Per non parlare dell’Italia, dove politici e opinion maker di ogni tipo non perdono occasione per mostrare il proprio zelo nei confronti della causa omosessualista, e dove l’Arcivescovo e Cardinale, nonché Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, Angelo Bagnasco, dà la Comunione a manifesti ed impenitenti apologeti dell’immoralità.
La campagna omosessualista, che da alcuni anni sta investendo principalmente le società occidentali, prosegue a spron battuto. Non passa giorno, infatti, senza che si parli di gay, lesbiche, transessuali, bisessuali, dei loro presunti diritti e della necessità di combattere la cosiddetta omofobia.
Si ha la netta sensazione che politici, giornalisti, uomini della cultura, dello spettacolo, dello sport, ecc. rispondano diligentemente ad un diktat. Non vi è, infatti, nazione dell’Occidente liberale in cui la propaganda omosessualista non possa contare sull’appoggio della fortissima macchina mediatica, e sulla sensibilità di quasi tutte le compagini politiche ed associative di un certo rilievo.
Di fronte a questo sconcertante quadro (parte integrante del diabolico disegno mondialista) che pone in evidenza il cedimento al male da parte di una troppo vasta parte della società e delle sue istituzioni, si corre il serio rischio di mollare, ossia di perdere la certezza di quanto sia giusto combattere pubblicamente e strenuamente la buona battaglia.
A minare la capacità di tenuta di coloro che in nome del buon senso e della fedeltà all’ordine naturale, hanno scelto di non adeguarsi alla vulgata laicista, però, non è l’apparente irresistibile avanzata delle forze delle tenebre, bensì l’atteggiamento della Chiesa cattolica, la quale non manifesta pubblicamente alcuna reazione proporzionata alla gravità del momento.
La ragione di questo atteggiamento da parte dell’istituzione chiamata a custodire e a trasmettere integralmente la Verità, sia in materia di Fede che di morale, è facilmente individuabile nello sbandamento seguito al Concilio Vaticano II, evento che ha segnato un’incredibile svolta nei rapporti della Chiesa di Roma col mondo: dalla fiera e netta lotta contro il mondo moderno, alla ricerca spasmodica della conciliazione con esso. In breve, l’occupazione di una larga parte della gerarchia ecclesiastica da parte della setta eretica modernista.
Nonostante la clamorosa e vergognosa defezione di molti uomini di Chiesa, occorre perseverare restando saldamente ancorati ai pilastri della Fede, della morale e della Cristianità. Restare attaccati alla pura e semplice pratica religiosa che ha santificato generazioni di italiani (studio del catechismo di S. Pio X, recita del S. Rosario, frequenza ai sacramenti tenendosi alla larga dai preti modernisti); studiare le basi della filosofia perenne (Platone, Aristotele, San Tommaso d’Aquino) e dell’etica; studiare il magistero tradizionale della Chiesa e la sua dottrina sociale; curare la formazione personale al fine di edificarsi ed avere la necessaria capacità di discernimento; incarnare uno stile di vita coerentemente cattolico-romano.
Dopotutto spetta proprio al laicato cattolico promuovere e difendere la regalità sociale di Nostro Signore Gesù Cristo, ovvero cristianizzare la società e salvaguardarne l’integrità.
Nessuno, dunque, si faccia sopraffare dallo scoramento e dalla disperazione. La buona battaglia in difesa della Verità oggettiva e per la costruzione di un ordinamento civile ad essa conforme, deve essere comunque combattuta. La Verità va onorata e difesa in quanto tale, ossia sempre. Non importa vincere su questa terra ed in questa vita, ciò che conta è compiere degnamente il proprio dovere in vista dell’eternità. Oggi più che mai, boia chi molla è il grido di battaglia!

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