Siria: Arabia Saudita, Qatar e i loro alleati occidentali hanno orchestrato la crisi

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L’ex consigliere per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti dice che la crisi in Siria è stata orchestrata da Arabia Saudita, Qatar e dai loro alleati occidentali.
“Alla fine del 2011 vi furono dei focolai in Siria prodotti dalla siccità e istigati dalle due note autocrazie mediorientali: Qatar e Arabia Saudita“, ha detto Zbigniew Brzezinski in un’intervista a The National Interest il 24 giugno.
Ha aggiunto che il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha sostienuto i disordini in Siria annunciando improvvisamente che il Presidente Bashar al-Assad “deve andarsene”, senza apparentemente alcuna vera preparazione affinché questo accadesse.” “Poi, nella primavera del 2012, l’anno delle elezioni, la CIA del generale Petraeus, secondo il New York Times del 24 marzo di quest’anno, in un articolo molto rivelatore, avviò un grande sforzo per aiutare il Qatar e l’Arabia Saudita collegandoli in qualche modo con i turchi in questo tentativo“, ha detto Brzezinski, ex consigliere per la sicurezza nazionale della Casa Bianca di Jimmy Carter, e ora consigliere e fiduciario del Centro di studi strategici e internazionali e professore ricercatore presso la Scuola Superiore di Studi Internazionali della Johns Hopkins University.
Criticando le politiche dell’amministrazione Obama riguardo la Siria, si è chiesto, “Perché questa posizione strategica? Perché abbiamo improvvisamente deciso che la Siria dove essere destabilizzata e il suo governo rovesciato? È stato mai spiegato al popolo americano? Poi, nella seconda parte del 2012, soprattutto dopo le elezioni, l’andazzo del conflitto si è rivoltato contro i ribelli. È chiaro che non tutti questi ribelli sono ‘democratici.’ E così, tale politica comincia ad essere riconsiderata. Penso che queste cose debbano essere chiarite, in modo che si possa avere una maggiore comprensione di ciò a cui esattamente la politica degli Stati Uniti mira“, ha aggiunto Brzezinski. Ha anche invitato i funzionari degli Stati Uniti ad affrettarsi, presso la Cina, Russia e altre potenze regionali, nel raggiungere un qualche tipo di soluzione pacifica della crisi siriana. “Penso che se si affronta il problema solo con i russi, credo debba essere fatto perché vi sono parzialmente coinvolti, e se facciamo affidamento principalmente alle ex potenze coloniali nella regione, Francia e Gran Bretagna, che sono davvero odiate nella regione, la probabilità di successo non sono alte, mentre dovremmo impegnarci in qualche modo con Cina, India e Giappone, che hanno interesse in un Medio Oriente più stabile“, ha detto Brzezinski, che ha anche avvertito di nuovo contro qualsiasi intervento militare degli USA in Siria o armamento dei militanti che combattono le forze governative. “Ho paura che siamo diretti verso un intervento statunitense inefficace, il che è anche peggio. Vi sono circostanze in cui l’intervento non sia il migliore, ma il peggiore di tutti i risultati. Ma ciò di cui si parla è aumentare il nostro aiuto alla meno efficace delle forze contrapposte ad Assad. Quindi, nella migliore delle ipotesi, ciò sarà dannoso per la nostra credibilità. Nel peggiore dei casi, si affretta la vittoria di gruppi che sono molto più ostili verso di noi di quanto Assad lo sia mai stato. Ancora non capisco perché, riferendomi alla mia prima risposta, abbiamo deciso nel 2011 o 2012, un anno elettorale per inciso, che Assad dovesse andarsene“.
Le milizie in Siria sponsorizzate dall’estero, esplose nel marzo 2011, sono costate la vita di molte persone, tra cui un gran numero di soldati e personale della sicurezza siriani. Il New York Times ha detto recentemente che la CIA collabora con la Turchia e una serie di altri governi regionali nel rifornire di armi i militanti che combattono contro il governo in Siria. Il rapporto appare mentre gli Stati Uniti esprimono ripetutamente preoccupazione che le armi finiscano nelle mani dei gruppi terroristici legati ad al-Qaida. Il Fronte al-Nusra è stato definito organizzazione terroristica da Washington lo scorso dicembre, anche se combatte assieme al cosiddetto esercito libero siriano filo-USA, nella battaglia contro Damasco.

(fonte: statopotenza.eu)