Chi comanda in America?

AIPAC

 

Una guerra alla Siria fortemente voluta dall’amministrazione del premio Nobel per la pace (!) Obama, non nell’interesse degli USA e del suo popolo, ma intrapresa su commissione delle note e potenti lobby che dirigono la politica estera dei suoi presidenti fantoccio. Sono le solite organizzazioni mondialiste: Trilateral, Council on Foreign Relations, Bilderberg, AIPAC, ADL. Come riportato nella notizia da fonte IRIB.

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WASHINGTON (IRIB) – Il quotidiano israeliano Time of Israel ha pubblicato ieri un lungo resoconto sulle pressioni che potenti organizzazioni ebraiche americane stanno esercitando su Obama ed il Congresso per ottenere il sì all’attacco alla Siria.Secondo il quotidiano le organizzazioni AIPAC (American Israel Public Affairs Committee) e ADL (Anti Defamation League) sono le due principali formazioni sioniste che hanno annunciato pieno sostegno alla volontà di Obama di lanciare un attacco alla Siria. Le due sigle sono solo le più importanti di una galassia di organizzazioni tra le quali Conference of Presidents of Major American Jewish Organizations, the Zionist Organization of America, Americans for Peace Now ed ecc…”L’AIPAC chiede urgentemente al Congresso di concedere al presidente l’autorizzazione richiesta per proteggere gli interessi collegati alla sicurezza nazionale americana e dissuadere il regime siriano dall’uso di armi non convenzionali”, si legge in una nota diffusa dall’organizzazione. “Il mondo civile non può tollerare l’uso di queste armi barbare, in particolare contro innocenti popolazioni civili compresi centinaia di bambini”, aggiunge la nota. “Questo e’ un critico momento, prosegue l’AIPAC, in cui l’America deve inviare un messaggio forte a Iran e Hezbollah, entrambi sostenitori diretti di Assad. Il regime siriano ed il suo alleato iraniano hanno dimostrato ripetutamente di non voler rispettare le norme”. Per l’ADL si e’ fatto sentire il direttore Abraham Foxman che ha detto: “Prevedo che la stragrande maggioranza degli ebrei americani sosterrà la decisione del presidente” riferendosi alla guerra in Siria.