Barilla rieducato

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Ricordate i processi nei regimi comunisti – maoista e sovietico- negli anni settanta? Le pubbliche, improbabili autocritiche degli imputati, estorte con metodi fin troppo immaginabili? La farsa si è ripetuta con i gay, incruenta ma ugualmente infame. Alcuni giorni fa Guido Barilla, presidente dell’azienda leader mondiale nella produzione di paste alimentari, attraverso un video – trasmesso anche in inglese – ha fatto ammenda delle dichiarazioni da lui rese nel corso di un programma radiofonico. Ricordiamo i fatti.

La Boldrini ( presidente della Camera) aveva pubblicamente dichiarato che gli spot pubblicitari che rappresentano una famiglia con padre e figli seduti al tavolo e la madre che serve loro il cibo, “Devono far riflettere”, con questo intendendo molto chiaramente ( la chiarezza del messaggio è legata alla  razza cui appartiene il soggetto)  che tali spot sono altamente diseducativi, con il sottinteso che un democratico purosangue dovrebbe preferire, al posto della solita ed esecrabile figura materna, una “tata” lesbica che mentre legge riviste di culturismo lancia scatolette di tonno ai  suoi assistiti.  Le dichiarazioni della Boldrini hanno ovviamente provocato reazioni  di varia natura. Tra le voci, Radio 24, che nel corso della rubrica La “Zanzara” andata in onda mercoledì 25 settembre, ha intervistato in diretta Guido Brambilla.  La scelta dell’interlocutore dipendeva dal fatto che le parole della Boldrini rimandavano, con evidenza, soprattutto  agli spot del “Mulino Bianco”.  Guido Barilla replicava che la Boldrini «non capisce bene che ruolo svolge la donna nella pubblicità: nobilita la figura della donna che cura la casa e la famiglia”. La trasmissione ha giostrato intorno a questi temi fino a che un conduttore ha toccato il tema delle famiglie gay proiettato in possibili scenari pubblicitari. Barilla a questo punto dichiarava“Non farei mai uno spot con una famiglia omosessuale. Non per mancanza di rispetto ma perché non la penso come loro, la nostra è una famiglia classica dove la donna ha un ruolo fondamentale”.  E ancora: “Abbiamo un concetto differente rispetto alla famiglia gay. Per noi il concetto di famiglia sacrale rimane un valore fondamentale dell’azienda”.
I conduttori  Giuseppe Cruciani e David Parenzo, provocatoriamente  osservavano che la pasta la mangiano anche i gay. Barilla rispondeva: “Va bene, se a loro piace la nostra pasta e la nostra comunicazione la mangiano, altrimenti mangeranno un’altra pasta. Uno non può piacere sempre a tutti”  e aggiungeva: “Io rispetto tutti. Facciano quello che vogliono senza disturbare gli altri. Sono anche favorevole al matrimonio omosessuale, ma non all’adozione per una famiglia gay. Da padre di più figli credo sia molto complesso tirare su dei bambini in una coppia dello stesso sesso”.

La reazione – isterica, come nella migliore tradizione- si è scatenata subito, rimbalzando da un giornale all’altro. Infine, Barilla si è pubblicamente scusato. I motivi delle scuse le ha “spiegate” il fratello Luca, vice-presidente del gruppo: «Mio fratello ha sbagliato – ha detto -, ma ha chiesto scusa perché noi in azienda rispondiamo alla regola che ci diede nostro padre: ‘Che nessun dipendente abbia mai a vergognarsi di ciò che fa la Barilla’».

Non diciamo scemenze. Di cosa dovrebbe vergognarsi Guido Barilla?  L’articolo 29 della Costituzione recita cha la famiglia  è «una società naturale fondata sul matrimonio»  finalizzata a «mantenere, istruire, educare i figli» (art. 30). E’ anticostituzionale che la madre serva in tavola? Si dovrebbe mettere ai voti tutti i giorni chi è di corveé? La Costituzione raccomanda di consegnare  bambini a coppie di pederasti che giocano a marito e moglie? Dunque?

Non si creda neppure che Barilla temesse boicottaggi commerciali.. La sua azienda li ha già patiti in rete, nei mesi scorsi, attraverso post che denunciavano la tossicità dei suoi prodotti, e letteralmente nessuno se n’è accorto ( un operatore del settore – non dipendente Barilla, ha poi denunciato il mendacio in rete). Temeva forse le reazioni dei consumatori? Sarebbe avvenuto il contrario, Nonostante gli sforzi dei regimi  democratici per creare generazioni di pederasti, tutte le statistiche nel mondo occidentale indicano una percentuale di gay che oscilla tra l’1,50 e il 2% della popolazione. Le vendite sarebbero invece aumentate, verosimilmente, come premio per aver spezzato, per primo, la tragicomica ditattura gay sulle comunicazioni di massa. Dunque?

La risposta va cercata nello smisurato potere economico e politico che la lobby gay internazionale è in grado di esercitare. Manca lo spazio per fare l’elenco dei soggetti oggi in campo per promuovere la pederastia, con il chiaro scopo di cancellare definitivamente l’etica collettiva cristiana, incompatibile con il  molto massonico “pensiero unico” predisposto per il mondo globalizzato.

Guido Barilla, semplicemente, ha ricevuto alcune telefonate. Non bastava la mafia siciliana in Italia, ora è in campo anche la mafia dei pederasti. Con bacio dell’anello finale. Perché di questo si è trattato, uno spettacolo da vomito. Guido Barilla è stato costretto a dichiarare nello spot riparatore che “ Le reazioni alle mie  parole  in tutto il mondo mi hanno fatto capire che sull’evoluzione della famiglia ho ancora molto da imparare”, preannunciando infine la sua intenzione di ricevere nelle prossime settimane “ le associazioni che meglio rappresentano l’evoluzione della famiglia tra le quali quelle che ho offeso con le mie parole”.

 

Non si commetta l’errore di sottovalutare questo episodio, che non deve assolutamente essere messo in archivio. Si faccia il possibile perché Barilla riacquisti, e con lui il popolo italiano, libertà di pensiero e di parola, oltre al decoro. Siamo seri: vogliamo davvero cadere preda di una oligarchia di pederasti?

L’articolo di riferimento è “Barilla «rieducato», squallore Italia”  di Riccardo Cascioli pubblicato sul sito “Famiglie d’Italia“il 30 settembre 2013.

( famiglieditalia.wordpress.com)