Tipologie europidi

Tipologie europidi

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Luigi Luca Cavalli-Sforza, genovese, è uno dei massimi genetisti mondiali e professore emerito all’Università di Stanford in California che ha passato la maggior parte della sua vita a occuparsi di storia e di antropologia.
Nonostante i suoi ottimi lavori centrati particolarmente sulla genetica delle popolazioni e sulle migrazioni dell’uomo, egli è stato colpito dal politically correct dei tempi attuali. Egli ha detto infatti che “la classificazione in razze ha dimostrato di essere un esercizio futile”, che le sue ricerche sono “state fatte per minare la credenza popolare che esistano razze ben definite, e per contribuire all’eliminazione del razzismo” e che “l’idea di razza nella specie umana serve a nulla.”
Non crediate a nulla di tutto questo. Questa è solo una frasetta di circostanza politicamente corretta che Cavalli-Sforza dice regolarmente per tenersi il lavoro della sua vita (distinguere le razze umane ed elaborare le loro genealogie), in modo da poter continuare ad essere finanziato dai commissari del “pensiero accettabile” a Stanford .
E’ sorprendente (e divertente) come Cavalli-Sforza non possa resistere al suo orgoglio, mettendo questa mappa genetica che mostra le principali razze umane proprio sulla copertina del suo magnum opus del 1994, “Storia e geografia dei geni umani”.
Questa è la descrizione di Cavalli-Sforza della mappa, che è la chiave di volta del suo mezzo secolo di lavoro nella genetica umana: “Il colore della mappa del mondo mostra molto distintamente le differenze che conosciamo nei continenti: negroidi (giallo), caucasoidi (verde), mongoloidi (blu) e australoidi (rossi). La mappa non mostra bene la forte componente Caucasoide in Africa settentrionale, ma mostra l’unità delle altre popolazioni Caucasoidi provenienti dall’Europa nell’Asia centrale e occidentale.”
La squadra di Cavalli-Sforza compilò tabelle straordinarie raffiguranti le “distanze genetiche” che separano 2.000 gruppi razziali differenti gli uni dagli altri. Ad esempio, si supponga che la distanza genetica tra inglesi e danesi è pari a 1: Cavalli-Sforza ha trovato che la separazione tra gli inglesi e gli italiani sarebbe di circa 2,5 volte più grande della differenza inglese-danese. Su questa scala, gli iraniani sarebbero 9 volte più distanti geneticamente tra gli inglesi e i danesi, e i giapponesi hanno una distanza genetica 59 volte maggiore. Infine, il divario tra l’inglese e il Bantu (il principale gruppo di neri sub-sahariani) è 109 volte più grande, anche se la distanza genetica tra giapponesi e Bantu è ancora maggiore.
Da questo tipo di tabelle, Cavalli-Sforza ha raggiunto questa conclusione generale: “La differenza più importante nel pool genetico umano è chiaramente quella tra africani e non africani, dovuta soprattutto al fatto che presso gli africani è quasi assente la presenza di DNA ereditato dagli Homo Neanderthalensis.”
[Argo]