Israele e Obama temono gli “organi” di Putin

Israele e Obama temono gli “organi” di Putin

S-350E_Vityaz_-_MAKS2013firstpix01

Grazie all’intervento decisivo della diplomazia russa è stato scongiurato un attacco (dato per certo) congiunto di Israele e USA alla Siria. Determinante è stato anche il sostegno, oltre che politico anche militare della nazione guidata da Putin. Il nuovo sistema antiaereo deve aver preoccupato seriamente i pruriti bellici di Obama e dei suoi alleati sionisti. Di seguito un’interessante analisi tecnico-militare del potenziale bellico russo.

La redazione di OF
L’S-350E Vitjaz è un sistema mobile antiaereo e anti-balistico limitato, superiore all’ERAM RIM-174 (SM-6) dell’US Navy che dovrebbe entrare in servizio nel 2014 negli Stati Uniti e dopo pochi anni nell’esercito israeliano.
L’SM-6 è il vecchio missile superficie-aria SM-2ER Block IV, su cui è stato montato il sistema di guida del missile aria-aria AIM-120C (AMRAAM). Il 2 settembre 2013, al culmine delle tensioni internazionali connesse all’eventuale attacco statunitense alla Siria, l’esercito israeliano, con la complicità degli Stati Uniti, aveva lanciato un missile-bersaglioAnkor da un aereo F-15B. Il missile lanciato dal caccia aveva simulato la traiettoria di un missile balistico dalla gittata di 1000-1500 km. Il lancio fu effettuato dal centro del Mar Mediterraneo verso le coste del Libano. I comandamenti delle unità ELINT dell’esercito israeliano rimasero confusi scoprendo che il loro lancio fu subito individuato da uno sconosciuto complesso antiaereo, simile al sistema navale Aegis, di un cacciatorpediniere russo nel Mediterraneo a 550 chilometri dall’F-15. L’obiettivo fu inquadrato e inseguito fino a quando non cadde in mare. Infine i russi annunciarono che l’obiettivo sarebbe stato rilevato dal colossale radar di allarme antimissile di Armavir sul Mar Nero, nascondendo così il cacciatorpediniere russo utilizzato per i test dei sistemi S-350E Vitjaz. Le funzionalità dell’S-350E Vitjaz, integrate dall’S-400 Trjumf, è un cocktail micidiale per gli israeliani perché i moderni sistemi antiaerei russi furono creati per proteggere direttamente gli interessi della Russia nel mondo e di cui sono iniziati i negoziati per esportarli nei tradizionali partner della Russia in Medio Oriente. Come Valentin Mandrasescu dimostra, l’azienda russa Sojuzneftegaz ha ottenuto la licenza per sfruttare quattro lotti petroliferi in Siria, al confine con il Libano e presso il porto di Banias. Tali blocchi forniranno tra pochi anni 3,2 milioni di barili al giorno, pari alla produzione del Quwayt. Brutta mossa per il primo ministro israeliano Netanyahu, costretto a visitare Mosca il 20 novembre 2013, incontrando per quattro ore di colloqui diretti Vladimir Putin. Nella breve conferenza stampa seguita, il primo ministro israeliano ha utilizzato un linguaggio diplomatico in cui sembrava che i due capi di Stato non s’intendessero neanche sullo schieramento di questi sistemi al confine d’Israele, e ancor meno sull’abbandono della loro vendita a Paesi considerati ostili ad Israele.

Con una gittata di 150 km, una velocità di risposta molto alta rispetto a S-300 e S-400, il Vitjaz è un’arma antiaerea a lungo raggio ideale per equipaggiare le navi della Marina russa. La flotta recentemente creata per operare continuamente nel Mediterraneo orientale, e considerata la spina dorsale della forza anti-terrorismo della Russia, è composta da due incrociatori della classe Slava: Moskva e Varjag, e dall’incrociatore a propulsione nucleare della classe Kirov, Pjotr Velikij. Le tre navi sono armate con sistemi S-300PMU-2 ed S-300FM, che saranno sostituiti nel 2014 dall’S-350E Vitjaz. Da un paio di settimane sono stati rilasciati dai cantieri, dopo l’ammodernamento, i cacciatorpediniere Admiral Panteleev e Smetlivij, seguiti dalle fregate Neustrashimij, Ladnij e Pitlivij della stessa flotta. È chiaro che il sistema S-350E Vitjaz è stato montato su questi vascelli. Il Ministero della Difesa della Federazione Russa vuole dotare le truppe di 30 sistemi S-350E nei prossimi quattro anni, realizzando uno scudo antiaereo compatto composto da S-500, S-400, S-350E e Pantsir S-1. L’azienda russa Almaz-Antej ha già presentato il nuovo sistema di difesa aerea S-350E Vitjaz all’air show MAKS 2013. Una batteria terrestre di S-350E è costituita da un centro di controllo su un autoveicolo speciale, due radar attivi phased array AESA resistenti alle interferenze e 6 autoveicoli con 12 lanciamissili ciascuno. I missili sono del tipo uguale all’S-400 Trjumf, i 9M96E2, così anche quelli a gittata più corta, i 9M100. L’S-350E è in grado di rilevare, monitorare e lanciare missili contemporaneamente contro due missili balistici a corto raggio (e a medio raggio), contro 16 aeromobili o 12 missili da crociera. Il nuovo sistema è stato realizzato nel 2013 negli stabilimenti di San Pietroburgo e ha completato i test questo autunno nel poligono di Kapustin Jar. Il passaggio alla produzione in serie per l’impiego su vasta scala dovrebbe iniziare nei primi mesi del 2014. In un articolo precedente su Voce della Russia, l’Almaz-Antej aveva dichiarato di aver completato l’organizzazione della produzione in serie dei sistemi S-400 Trjumf negli stabilimenti di Nizhnij Novgorod e Kirov. Almaz-Antej inizierà la produzione del nuovo sistema S-500 ed aprirà altri tre impianti per missili balistici diventando il leader mondiale in questa categoria di armamenti.

La Russia aveva offerto alla Romania la possibilità di costruire un impianto a Craiova, oltre a più di 100 MiG-29K/KUB e la tecnologia per la produzione di missili più moderni. I missili superficie-aria 9K338 Igla-S, resistenti alle contromisure elettroniche e dotati di visori notturni, i missili aria-aria R-77RVV-AE (gittata di 100-120 km), soprannominati dagli occidentali Amraamski. Anche missili anticarro laserguidati 9A4172 Vikhr e il missile Kh-35Uran chiamato Harpoonski in occidente, che può essere lanciato da batterie costiere o da navi da guerra o dai MiG-29M, per attaccare obiettivi terrestri e marittimi. La Romania decise di rifiutare l’offerta dei russi e di aderire alla NATO, comprando armi usate, obsolete e vecchie più di 30 anni.

(fonte: http://iranmondo.blogspot.com/search?updated-max=2014-01-14T18:23:00%2B01:00&max-results=7)