Revisionismo e negazionismo in Israele?

Revisionismo e negazionismo in Israele?

Holocaust_monument_Berlijn

Repubblica del 3 febbraio scorso riporta una notizia sorprendente dal titolo 
"Il sondaggio-shock sull'Olocausto". 
La domanda era: "E' vero che l'Olocausto è stata un'invenzione degli ebrei?" 
Il 9% dei telespettatori risponde semplicemente e scandalosamente "Si".
I lavori storiografici dei revisionisti, evidentemente, sono più diffusi di 
quanto si pensi e cominciano a influenzare maggiormente la pubblica opinione. 

Istintivamente il lettore potrebbe pensare al nostro Paese, oppure alla 
Germania, mai abbastanza pentita e autocolpevolizzata.
Oppure a uno Stato dell'Est europeo, dove notoriamente, le simpatie per il 
sionismo sono meno marcate che in occidente.
Niente di tutto questo. Il sondaggio è stato effettuato tra gli ebrei e in 
Israele dal canale televisivo TV9 al fine di evidenziare la libertà di 
espressione in Israele!

I sondaggisti possono dire di aver fatto centro ma hanno anche aperto un vaso 
di pandora. 
Come interpretare il dato? Che tipo di allarme sociale sarebbe? Sentiremo 
parlare di antisemitismo e antisionismo israeliani?
O magari di autolesionismo da curare con la psicanalisi?  Come pretendere 
dagli europei che si creda totalmente a un fatto che il 9% degli stessi ebrei 
israeliani ritiene essere una menzogna?

Intanto si potrebbe introdurre in Israele la legislazione antirevisionista di 
certi Stati europei.
Oppure si potrebbe cominciare a colpevolizzare gli "israeliani che dubitano" e 
avviare programmi di rieducazione storico-ideologica. 
Oppure, più semplicemente, si ignorerà e si lascerà cadere nell'oblio la 
notizia.  E magari ci si penserà due volte prima di fare domande politicamente 
scorrette. 

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