South Stream, il sostegno inaspettato

South Stream, il sostegno inaspettato

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L’Austria otterrà la possibilità di far transitare il proprio gas estratto nel Mar Nero, attraverso i futuri tubi del gasdotto. In questo modo viene a cadere l’argomento forte dei più accaniti oppositori del progetto: l’accusa di monopolio della linea di trasmissione da parte di Gazprom. Va ricordato che, a causa della crisi ucraina, l’Unione Europea aveva invitato la Commissione Europea a congelare gli accordi per il progetto “South Stream”. La richiesta principale avanzata dalla Commissione Europea a “Gazprom” in merito al progetto “South Stream” riguardava la non conformità del progetto alle norme del Terzo Pacchetto Energia. “Secondo questo pacchetto il 50% della potenza del gasdotto dovrebbe essere dato in concessione a fornitori terzi. Di conseguenza tutto dipenderà dal volume di gas proveniente dal Mar Nero che l’Austria riuscirà a fornire. È assai improbabile che possa raggiungere subito il 50% e ciò significa che la richiesta non verrà ancora soddisfatta. Questo sarà un ulteriore pretesto per continuare le pressioni su “Gazprom” e la Federazione Russa” spiega l’analista di “Alpari”, Anna Kokareva.

Il memorandum del 29 di aprile siglato tra la società austriaca Omv e “Gazprom”, riguardo alla costruzione di una diramazione di “South Stream” in Austria, consentirà a “Gazprom” di continuare a lavorare a questo progetto. Omv progetta persino di utilizzare “South Stream” per la fornitura del gas proveniente dal giacimento del Mar Nero “Domino 1” dove la società, insieme a ExxonMobil, ha scoperto notevoli riserve di gas. “Omv vuole avere accesso a “South Stream” per fornire all’Europa il gas proveniente dal Mar Nero, ma per ottenre questo è necessario, secondo le norme vigenti dell’Unione Europea, che venga concesso a terzi l’accesso a “South Stream”, ha affermato un consulente che lavora per entrambe le società. Omv prevede di estrarre entro il 2020 nel Mar Nero, nel settore “Domino 1”, gas sufficiente a soddisfare almeno il 70% del fabbisogno annuale dell’Austria; secondo alcune fonti del settore la fornitura di questo combustibile attraverso il “South Stream” dovrebbe essere la variante più accessibile ed economica in assoluto.

Va detto che le trattative per la firma del memorandum legato alla questione del gas sono proseguite per quasi sette anni. Alla Omv si ritiene che la lunga storia di rapporti tra la società austriaca e la Russia abbia favorito il raggiungimento dell’accordo. La Omv si trova nel mercato russo dal 1968, dal momento che l’Austria è stata la prima nazione non appartenente al blocco socialista a cui sia stato concesso dal Ministero dell’Energia dell’URSS di firmare un accordo per l’acquisto di gas. “La nostra collaborazione con ‘Gazprom’ che prosegue da 50 anni, ha reso possibile il successo di questa impresa che aiuterà a diversificare le rotte delle forniture delle utilities in Europa” ha detto Gerhard Reuss l’amministratore delegato della Omv, secondo quanto comunicato dall’agenzia Reuters. Tuttavia, un altro fattore determinante nell’accelerare la firma del contratto è stato il conflitto tra Russia e Ucraina nel settore del gas.
Nella stessa “Gazprom” la proposta degli austriaci è stata definita tempestiva. “Ci siamo davvero stupiti perché gli accordi relativi al “South Stream” si erano di fatto arenati, poi sono arrivati gli austriaci e ci hanno detto che volevano tornare nel progetto. Per noi non poteva capitare più a proposito di così e per questo abbiamo approfittato dell’occasione e ci siamo accordati nel giro di qualche settimana” ha dichiarato una fonte in “Gazprom” alla Reuters. La tensione si allenterà.

L’analista capo di Wild Bear Capital, Viktor Neustroev, ritiene che la pronta disponibilità dell’Austria nel voler estrarre il gas nel Mar Nero e di farlo transitare attraverso il “South Stream” serve indiscutibilmente ad allentare parte delle tensioni legate a questa regione. A detta di Neustroev “In questo momento in cui l’Europa si sforza di limitare la propria dipendenza dal gas proveniente dalla Russia, l’iniziativa dell’Austria può apparire controversa. Tuttavia, molto probabilmente, la maggior parte delle nazioni potrebbe seguire l’esempio dell’Austria e in quel caso la Commissione Europea non potrebbe più schierarsi contro il progetto. L’opposizione avrebbe quindi solo un carattere formale e si vanificherebbero le motivazioni economiche contro l’utilizzo del ‘South Stream”. Da parte sua il direttore generale della compagnia Gkfx, Dmitrij Rannev, ritiene che in questa fase non abbia senso aspettarsi azioni concrete da parte della Commissione Europea: “La tensione politica in Ucraina continua ad influenzare i rapporti tra la Russia e l’Unione Europea all’interno del mercato energetico e perciò, a nostro avviso, i funzionari europei assai presto si prenderanno una pausa di riflessione e solo tra qualche mese si potrà dire quali saranno i nuovi assetti”.

(fonte: Russia Oggi)