La tragedia del Boeing malese come motivo per la scalata della guerra infomrativa

La tragedia del Boeing malese come motivo per la scalata della guerra infomrativa

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In questa delicata situazione ci vogliono sangue freddo e nervi d’acciao, e Putin lo sa bene. Si sta scatenando in questi giorni una campagna di disinformazione mediatica volta chiaramente alla demonizzazione delle Federazione russa e dei ribelli russofoni in Ucraina. Non ci meraviglia ovviamente questo fuoco incrociato dei soliti giornalisti prezzolati servi del sistema. Tra le righe di articoli infuocati riusciamo a cogliere qualche frammento di notizia non filtrata. Ad esempio ci sono fotografie satellitari che mostrano un caccia ucraino (un Sukhoi 25) seguire a 3/5 chilometri il Boeing, e un satellite spia USA che stranamente si trovava in orbita sopra la Russia al momento della tragedia. Si è voluto forse creare un nuovo casus belli abbattendo deliberatamente l’aereo civile malese? A quante Pearl Harbor abbiamo assistito in 70 anni?

Nervi saldi e sangue freddo.

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Il Presidente russo Vladimir Putin ha invitato tutte le Parti belligeranti in Ucraina a garantire le condizioni per la conduzione di un’indagine completa sull’incidente che il Boeing delle Malaysia Airlines ha subito nel cielo della Regione di Donetsk.

Il capo dello Stato russo ha fatto una dichiarazione speciale in merito. Nessuno deve né ha il diritto di strumentalizzare la tragedia avvenuta per fini politici strettamente utilitaristici, – ha sottolineato Putin.

Intanto, è proprio questo quello che sta avvenendo. La lobby russofobica in Europa e negli USA stanno strumentalizzando la tragedia del Boeing-777 per fomentare l’isteria antirussa. Le accuse all’indirizzo del Cremlino sono già state formulate. ​Quindi, non è il caso di attendere i risultati di un’indagine imparziale, anche se sarà espletata. Gli esperti constatano che nel mondo moderno la realtà fisica in molti casi ha un’importanza secondaria in rapporto alla realtà informativa: il fatto che Saddam Hussein non possedeva armi di distruzione di massa non aveva impedito agli USA di sconfinare in Iraq. Del tutto analoga è la situazione relativa al Boeing malese: quello a cui l’Occidente addosserà il peso della colpa sarà dichiarato colpevole quale che sia la realtà oggettiva.

L’opinione pubblica occidentale sta subendo una forte pressione informativa. Peraltro, in un primo tempo i russofobi incalliti si vedono costretti ad esercitare moderazione. Dice il politologo ucraino Rostislav Ishchenko, Presidente del Centro di analisi e previsione sistemica.

Tutte queste accuse mirano a privare la milizia popolare del sostegno internazionale per complicare la situazione internazionale della Federazione Russa. Ci sono in gioco interessi degli USA, interessi dei dirigenti ucraini. Ad onor del vero devo constatare che nel caso specifico l’Occidente, USA compresi, sta dando una prova di moderazione, non ha accolto prontamente le accuse gratuite di Kiev che ha accusato la milizia popolare e la Federazione Russa nel momento in cui l’aereo stava ancora precipitando. Sebbene gli USA abbiano fatto, in modo indiretto, delle invettive all’indirizzo della Federazione Russa, non si è scatenata una campagna isterica simile a quelle avvenute in passato.

Il pubblicista americano Paul Roberts, ex redattore di The Wall Street Journal, constata con orrore che la stampa occidentale in un impeto comune di solidarietà sta tentando di allinearsi con le posizioni di Washington e, ad onta della ragione, di addossare tutta la colpa alla Russia. Secondo il pubblicista, si tratta di una regia informativa totale, di un tentativi di travisare intenzionalmente il quadro reale. Paul Kreig, giustificando, in un certo senso, i suoi colleghi, sottolinea che i giornalisti sono costretti ad accettare bugie poiché altrimenti possono essere licenziati:

Una carenza della diplomazia di Putin è rappresentata dal fatto che si basa sulla buona volontà e il trionfo della verità. Ma l’Occidente non ha buona volontà, Washington è interessata al trionfo di Washington stessa e non della verità. A Putin si contrappongono non partner ragionevoli ma il Ministero della propaganda diretto contro di lui. Il mondo sta vivendo un episodio simile a quelli della presunta arma di distruzione di massa in possesso di Saddam Hussein, della presunta arma chimica in possesso di Assad e della presunta bomba nucleare iraniana. Washington ha mentito così a lungo che non è in grado di fermarsi.

Attualmente i dirigenti dell’Ucraina sono sotto la pressione dell’eventuale rivelazione della verità. Il supporto degli assassini di abitanti civili non lascia possibilità politiche di godere di una buona reputazione su scala mondiale. Ma nonostante la retorica bellicista l’Occidente comincerà ugualmente a costringere Kiev ad avviare il dialogo negoziale, – ritiene Vladimir Kornilov, direttore del Centro Studi Eurasiatici.

Vediamo che l’Occidente ha preso a dare tutta la colpa alla Russia. Ignorando i fatti reali. Anzi, continuerà ad accusarci, a fare la pressione sulla Russia anche in futuro. È chiaro che se il conflitto è stato concepito a questo scopo, l’Occidente intende attenersi proprio ad un simile punto di vista. Ma c’è un aspetto da notare: condannando la Russia e la milizia popolare di Donetsk, l’Occidente invita ugualmente tutte le Parti coinvolte nel conflitto a cessare lo spargimento di sangue. Relativamente, s’intende fare la pressione anche su Kiev. Spero vivamente che questa tragedia che ha conferito al conflitto un carattere internazionale, costringerà l’Occidente ad invitare l’Ucraina a fermare questa dissennata operazione punitiva.

Secondo i politologi, la tragedia del Boeing malese ha portato il conflitto al livello internazionale. Il che consente a Kiev di intensificare la pressione sugli sponsor occidentali torcendogli il braccio. In questo contesto la risposta alla questione “chi trae vantaggio dalla catastrofe nel cielo ucraino?” appare assai chiara.