Nè Islam nè modernità: cristianità

Nè Islam nè modernità: cristianità

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Qualcuno ha deciso che ora l’opinione pubblica europea può, anzi deve, essere informata dei crimini commessi dagli islamisti dell’ISIS (lo Stato Islamico dell’Iraq e del Levante), l’organizzazione armata che imperversa nel Vicino e nel Medio Oriente.

Da alcuni anni l’ISIS sta compiendo in Siria, e non solo, le sue efferate azioni, ma solamente da questa estate i più importanti organi di “informazione” occidentali ne parlano: da sconosciuta ai più che era, l’ISIS ha conquistato di colpo le prime pagine dei giornali ed il massimo spazio nei telegiornali più seguiti.

Evidentemente qualcuno deve aver deciso che gli europei, e gli occidentali in genere, possono essere spaventati dall’avanzante orda armata islamica.

Per quale motivo l’occidente atlantista, dopo aver sostenuto le forze islamiste – dall’Egitto alla Siria, passando per la Libia ed una serie di altri paesi, tra i quali quelli delle cosiddette enclavi mussulmane presenti in Europa (Bosnia e Kossovo, ma l’elenco potrebbe continuare) – ha deciso di denunciarne la pericolosità?

Il fenomeno è forse sfuggito di mano? Vi è una strategia che mira a perseguire precise finalità (per esempio l’accreditamento di un Islam moderato e dialogante, da opporre ad un Islam fanatico ed intollerante, comunque da utilizzare quando conviene)? Vedremo.

Quello che gli organi di informazione asserviti al potere mondialista a guida USA, cercano di diffondere è l’immagine di un Occidente minacciato, a difendere il quale ci penseranno – ovviamente – i “cavalieri” Obama & Co.

Intanto qualche intellettuale nostrano (per esempio Ernesto Galli della Loggia, editorialista del Corriere della Sera), comincia a porsi delle domande sull’immigrazione e sulla validità del multiculturalismo liberale. Di fronte a certe analisi sorge spontaneo affermare la classica frase “meglio tardi che mai”. A nostro avviso, però, se da un lato il destarsi di alcuni pensatori liberali è comunque un segnale positivo (almeno sul piano umano e fatta salva la buona fede delle singole persone), dall’altro si tratta di un fatto che pone ulteriormente in evidenza la nocività del pensiero liberale stesso (in tutte le sue declinazioni, culturali e politiche).

Ma come, da più di due decenni tutte le risorse – religiose, culturali, politiche, sociali – al servizio (in maniera più o meno consapevole) del potere liberal-democratico e atlantista, stanno in ogni modo operando al fine di promuovere la trasformazione in senso multi-religioso e multi-etnico della nostra società – favorendo l’afflusso caotico di milioni di persone straniere, in Italia ed in Europa – ed ora ci venite a dire che, forse, così non va? Può essere affidabile un sistema di pensiero che – in barba ad ogni più elementare evidenza, dettata dal semplice buon senso fondato sul sano realismo – promuove fenomeni (l’immigrazione indiscriminata a flusso continuo) finalizzati allo stravolgimento delle nazioni?

Ancora una volta, dunque, si palesa la natura maligna del pensiero liberale e progressista, gli effetti del quale non possono che condurre gli uomini – sia sul piano personale che su quello sociale – a perdersi nel satanico caos.

A chi proponesse – a fronte della effettiva gravità costituita dalle varie crisi che progressivamente minacciano l’Italia e l’Europa (Nord Africa, Vicino e Medio Oriente, Ucraina, formazione di enclavi mussulmane generate dall’immigrazione) – di aderire alla causa atlantista come ad una sorta di “crociata in difesa della civiltà occidentale”, la risposta da dare non può essere che questa: né islam né modernità: CRISTIANITA’!

Marcus