Fatima e il miracolo della Russia cristiana

Fatima e il miracolo della Russia cristiana

Filippo Lippi madonna-and-child_3

Le apparizioni e le esortazioni della Santissima Madre di Dio a Fatima, oltre i segni delle certificate guarigioni miracolose, ricevettero un cospicuo, straordinario supplemento di credibilità dalla prodigiosa e terrificante discesa del sole verso la terra, un fenomeno osservato da migliaia di persone, fra le quali funzionari di governo e giornalisti noti per la loro aperta professione di ateismo.

La verità delle profezie e la straordinaria potenza del segno del soprannaturale allontanano il qualunque sospetto sull’attendibilità dei fanciulli veggenti ed eleva la rivelazione di Fatima alla dignità di una rivelazione che esige qualcosa di più del canonico rispetto: il riconoscimento dei fedeli e l’obbedienza del Papa regnante alle richieste della Madonna.

Purtroppo la tragicità del secolo sterminato, la cautela cui la diplomazia vaticana suggeriva di sottostare e, sopra tutto, la fragile fede della frazione della gerarchia, nella cui mente agiva nascostamente il tarlo modernista, ostacolarono o meglio decolorarono l’obbedienza del papato al comando di consacrare la Russia al Cuore Immacolato di Maria Santissima, richiesta indirizzata al Papa per il tramite dei pastorelli di Fatima.

Pio XII, che credeva nella rivelazione sull’esistenza dei pericoli incombenti sulla Fede, nel 1942 e nel 1952 consacrò i popoli della Russia ma (forse trattenuto dalle ragioni delle diplomazia in tempo di guerra e di guerra fredda) non secondo le modalità volute dal Cielo.

La resistenza alle richieste della Madonna di Fatima, che in una prima fase fu animata dal soffio della miscredenza modernista, dopo l’incubazione nelle conventicole si trasformò nel vento contrario in impetuosa uscita dalle larghe fessure aperte dal Concilio Vaticano II.

Scrive al proposito l’autorevole teologo don Ennio Innocenti in Mosca, Fatima, Roma, Sacra Fraternitas Aurigarum, Roma 2015: “La Madonna ha messo i bambini [di Fatima] davanti alla realtà estrema: gran parte dell’umanità va verso il baratro più atroce. Questa pedagogia estremista non piace a molti preti postconciliari i quali non parlano mai dell’Inferno, facendo perfino venire l’idea che essi non vi credano affatto oppure facciano credere che esso è umoristicamente vuoto. E succede che preti di questo tipo vengano perfino premiati con cappello cardinalizio!” [1]

Nel 1989 rammentava al proposito don Innocenti: “Sono i popoli della Russia da consacrare, popoli in gran parte ancora cristiani, anche se gementi. Sono popoli religiosamente silenziosi, fino ad oggi quasi senza voce. Chi darà loro una voce religiosa, autenticamente cristiana, garantita dal Cielo e non dagli uomini, per confortarli nello slancio devoto e così salvarli sicché diventino strumenti di salvezza anche per gli altri popoli, invece che strumenti di perdizione, come qualcuno ha preteso e ancora vorrebbe?” 

 La timidezza e la desistenza clericali, tuttavia, non impedirono la miracolosa affermazione del cristianesimo in Russia. Sostiene don Innocenti: “La Russia oggi si può considerare l’ultimo bastione della cristianità di contro a un Occidente fortemente secolarizzato se non addirittura anticristiano”.

E’ lecito pensare che la miracolosa conversione della Russia sia avvenuta nonostante le esitazioni della gerarchia cattolica?

Osserva don Innocenti: “La Chiesa russa ortodossa gode di ottima salute: i 2/3 abbondanti dei russi si dicono cristiani ortodossi. … E’ paradossale che proprio la nazione che aveva diffuso l’ateismo nel mondo sia ora il più radicato nei valori cristiani. … Possiamo vedere come i Paesi euro-atlantici stanno ripudiando le loro radici, persino le radici cristiane che costituiscono la base della civiltà occidentale. Esse rinnegano i principi morali e tutte le identità tradizionali. … Stanno applicando direttive che parificano le famiglie a convivenze di persone dello stesso sesso, la fede in dio con la credenza in Satana. La political correctness ha raggiunto tali eccessi che ci sono persone che discutono seriamente di registrare partiti politici che promuovono la pedofilia”.

 Un contributo alla soluzione dell’enigma Fatima è offerto dal presidente Vladimir Putin, il quale si è più volte proclamato cristiano, “appartenenza non solo espressa a parole ma anche a gesti. Putin, il 25 novembre 2013, ha incontrato Papa Francesco e gli ha donato una preziosa icona russa raffigurante la Madonna di Vladimir, una delle più venerate del mondo ortodosso. Dopo essersi segnato con segno della croce ha baciato l’icona e l’ha consegnata al Papa”.  

 Da Fatima sembra giungere ai cattolici un’indicazione sulla opportunità di considerare l’integrazione con la Russia di Putin quale correzione di un europeismo ormai appiattito sulla nefasta ideologia liberale e sull’obbedienza cieca all’America.

Si tratta di un’occasione che potrebbe far uscire dal punto morto dell’occidentalismo la ragione politica dei cristiani europei ancora in possesso della loro identità spirituale e del loro senso storico.

 di Piero Vassallo

 

[1]  Il saggio di don Ennio Innocenti può essere richiesto alla Sacra Fraternitas Fraternitas Aurigarum Urbis, Via Capitan Bavastro 136, 00154 Roma, tel. 06.5755119