Essenza sovversiva del cattolicesimo-democratico

L’elezione a Presidente della Repubblica di Sergio Mattarella, esponente ex democristiano del cattolicesimo-democratico, ripropone a livello mediatico il tema della rappresentanza politica dei cattolici e del cattolicesimo. In questi giorni, infatti, è tornata prepotentemente alla ribalta della cronaca politica italiana, l’equazione cattolicesimo politico = cattolicesimo-democratico.

Secondo i commentatori che curano la disinformazione più o meno pianificata, attraverso i principali organi di informazione (grazie al Cielo le eccezioni non mancano, ma sono eccezioni …), il cattolicesimo-democratico sarebbe la trasposizione in politica dei principi della fede e della dottrina cattolica.

Di fronte a tale mistificazione della realtà, è necessario ricordare che il cattolicesimo-democratico è, invece, la trasposizione sul terreno politico e sociale dell’eresia modernista (studiata, smascherata e condannata da Papa San Pio X. Si veda a tal proposito l’enciclica Pascendi dominici gregis del 1907), rappresentando il cedimento di alcuni cattolici ai principi della Rivoluzione Francese ed alla filosofia soggettivista che sta alla base della modernità, intesa come volontà dell’uomo di svincolarsi da Dio e dalla Verità oggettiva da Egli stabilita.

Il cattolicesimo-democratico è stato condannato dallo stesso Sommo Pontefice San Pio X, nella lettera apostolica Notre Charge Apostolique del 1910. In tale documento – incentrato sulla critica alla concezione secolarizzata della democrazia – il Papa Santo condanna esplicitamente il cattolicesimo-democratico, definendolo modernismo sociale. E giova altresì ricordare che il cattolicesimo-democratico, anima della Democrazia Cristiana, fu sempre osteggiato e rifiutato da un altro grande pontefice, Pio XII (regnante dal 1939 al 1958).

La risposta alla domanda se siano i cattolici-democratici i veri rappresentanti del cattolicesimo in politica, sta nella corretta comprensione del loro stesso nome. L’aggettivo “democratico” che, posto accanto all’altro aggettivo “cattolico”, va a comporre il nome di questa compagine sta a significare l’accettazione di quella concezione secolarizzata della democrazia (la democrazia moderna) – e della filosofia che ne sta alla base – lucidamente denunciata e condannata, nel solco della Tradizione cattolica, da San Pio X.

Al fine di dimostrare la natura sovversiva del cattolicesimo-democratico, non occorrono altri riferimenti al Magistero Romano, quelli sopra citati sono totalmente esaustivi al riguardo. La storia stessa della Repubblica democratica ed anti-fascista, costituisce, inoltre, la prova di come i cattolici-democratici si siano prodigati nel favorire di fatto la scristianizzazione dell’Italia, svolgendo quel ruolo di utili idioti della causa sovversiva, per loro ben individuato dall’intellettuale e politico comunista Antonio Gramsci.

Lungi, dunque, dal rappresentare il volto politico del cattolicesimo, i cattolici-democratici devono essere considerati per quello che in realtà sono: vassalli della causa sovversiva.