Nell’Urss si chiamavano campi di rieducazione. Bullismo eterofobico in California

Curioso che gli attivisti LGBT si lamentino sempre di essere vittime di bullismo, di intolleranza.

Perché è proprio il loro un atteggiamento intollerante, violento, nei confronti di chi si dimostra in disaccordo con le loro idee.

Fox News ci racconta un vero e proprio caso di “bullismo LGBT” avvenuto in una scuola californiana.

I rappresentanti della Queer Straight Alliance, un’organizzazione che raggruppa tutte le associazioni lgbt della California, sono andati all’Acalanes High School (Lafayette, CA) per tenere delle lezioni sulle istanze lgbt: durante le stesse, gli adolescenti che hanno manifestato il proprio disaccordo nei confronti del programma LGBT sono stati infatti pubblicamente umiliati.

Gli studenti, di età compresa tra i 14 ed i 15 anni, sono stati invitati a mettersi in cerchio. Poi, sono stati costretti ad esprimere le proprie convinzioni personali e quelle dei genitori sull’omosessualità: l’associazione ha invitato gli studenti a fare un passo in avanti nel caso in cui avessero creduto che essere gay è una scelta ed i loro genitori avessero accettato l’eventuale omosessualità del figlio. Gli studenti che non hanno fatto il passo in avanti sono stati ridicolizzati ed umiliati.

Ma non è finita qui.

Durante la lezione, gli attivisti LGBT hanno fornito agli studenti i nomi degli insegnanti omosessuali presenti nel liceo. Dopodiché hanno rivolto domande intime ai ragazzi per dimostrare che cadevano negli “stereotipi del genere”.

“È stato un esercizio di fluidità del genere – hanno raccontato i genitori dei ragazzi coinvolti – “hanno detto agli studenti che un giorno sarebbero potuti andare a scuola sentendosi maschi e il giorno dopo sentendosi femmine.”

Agli studenti è stato poi dato un volantino con terminologia LGBT, tra cui parole come “pan-sessuale”, “demi-boy” e “genere neutro”, invitando i ragazzi a identificarsi in uno dei “generi” suddetti.

Com’è noto, “pansessuale” è colui che è attratto dalle persone indipendentemente dal loro sesso o identità di genere, “Demi-boy / girl” è la persona che si identifica solo in parte come un uomo o una donna,  e con il termine “genere neutro” si definisce qualcuno che non si sente del tutto inserito all’interno dei “classici” generi, ma in un genere più confuso e indefinito.

La gravità di quanto accaduto in questa scuola californiana risiede in due punti essenziali:

– innanzitutto nel fatto che i genitori degli studenti coinvolti non siano stati preventivamente informati dello svolgimento di questa particolare “lezione”, la quale, avendo toccato il delicatissimo tema della sfera affettiva e sessuale, ha palesemente violato in primis il diritto alla privacy dei ragazzi stessi, ed in secondo luogo il diritto dei genitori ad impartire loro un’educazione affettiva e sessuale in base ai propri valori.

– inoltre, cosa ancora più grave, nell’aver pubblicamente umiliato i ragazzi che hanno manifestato il proprio dissenso nei riguardi del programma LGBT.

Va precisato che negli USA, e in California in particolare, da parecchi anni i gay possono sposarsi, adottare, ricorrere all’utero in affitto. Quindi quello che gli attivisti LGBT vanno cercando non è la “parità di diritti”, ma proprio il lavaggio del cervello degli adolescenti, a scardinare ciò di cui li ha dotati madre natura.

È importante quindi ricordare che qui in Italia ancora possiamo – e dobbiamo – evitare che cose simili accadano nelle nostre scuole.

Laura Bencetti

 

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