MOVIMENTO SOCIALE: SINTESI STORICA, ASPIRAZIONI E ATTUALITA’

L’attuale stringersi di diverse realtà dell’Area, tra cui Forza Nuova, intorno a un progetto condiviso di un Movimento Sociale – erede non delle strutture burocratiche ma delle aspirazioni ideali e spirituali del nostro mondo – impone alcune riflessioni. Ordine Futuro, che da dieci anni persegue l’obiettivo di risvegliare, ricompattare e consolidare la nostra area e il nostro mondo umano sul piano culturale e ideale, valuta positivamente questi sviluppi e intende prenderne parte e portare il suo contributo anche con questo breve documento.

FN

ANALISI STORICA

 

Sulla storia del Movimento Sociale Italiano si è scritto e dibattuto da più parti. Anche tra quelli che ne hanno fatto parte i pareri sono spesso discordi. Per molti si tratta di un Mito affascinante, per altri di una delusione, per altri ancora una esperienza superata più o meno serenamente. La cosa che colpisce è che anche in molti veterani e nostalgici del MSI queste diverse interpretazioni arrivano a coesistere e non è raro trovare chi racconta insieme con fierezza e rabbia di battaglie sacrosante e di sabotaggi, di spinte in avanti e di frenate inspiegabili, di eroismi e opportunismi. Ma se sul piano umano si può parlare di amore/odio – fatto che da solo testimonia il grado di radicamento sociale, politico e morale che il MSI ha avuto in una fetta non trascurabile del popolo italiano – sul piano storico è oggi possibile una analisi serena dalla quale trarre insegnamenti per il presente e il futuro.

 

Sintetizzando decenni di storia politica in poche battute possiamo notare alcune grandi vittorie alternate ad alcune grandi sconfitte.

 

La prima vittoria strategica del MSI è la sua stessa nascita dopo la guerra e la sua successiva sopravvivenza in uno Stato intrinsecamente antifascista che avrebbe volentieri annientato tutto il nostro mondo, cosa che, però, non è riuscito a fare. Un successo non trascurabile ma in parte, purtroppo, controbilanciato nel tempo dall’affievolirsi della tensione ideale e rivoluzionaria in molti che sono scivolati nel compromesso e nello spirito di adattamento.

 

La seconda vittoria strategica è stata la battaglia anticomunista, culminata nelle impressionati avanzate numeriche dei primi anni ’70 del XX secolo. Anche questo un successo notevole se pensiamo alla potenza del comunismo (PCI e estrema sinistra) di allora. Un successo innegabile nei numeri e pagato anche col sangue, ma in parte depotenziato da chi voleva fare di questa battaglia l’unica ragion d’essere del movimento, dirottandolo troppo spesso sui binari morti del filoamericanismo.

 

La terza vittoria strategica – l’avanzata del Movimento Sociale nella società italiana in occasione del crollo della prima repubblica – è stata impressionante ma solo parziale. Una vittoria mancata che sarebbe stata la più importante e il coronamento di quelle precedenti: quella per la conquista del potere e la trasformazione radicale della società, la realizzazione di uno Stato nuovo per il popolo italiano, alternativo non solo alla sinistra marxista ma anche e ancor più al liberal-capitalismo.

Al momento del crollo di un apparato politico del Sistema (disintegrazione di DC e PSI, trasformazione dei comunisti in nuovi servi del capitale mondialista), i fatti davano ragione alla nostra visione del mondo. Il comunismo reale era crollato, il liberalismo era in crisi, gli italiani iniziavano a rivolgersi al MSI che cresceva a dismisura e invadeva le piazze. La parte più sana del popolo italiano vedeva nel MSI non solo “quelli che non hanno mai rubato” ma quelli che potevano trasformare radicalmente la situazione sociale, riportare la moralità e prevenire l’invasione immigratoria al suo nascere. Invece di realizzare i sogni di schiere e generazioni di militanti, un branco di dirigenti senza onore e bramosi di successo personale ha pugnalato alla schiena il Movimento Sociale trasformandolo in Alleanza Nazionale. IL TRADIMENTO AD UN PASSO DALLA VITTORIA FINALE!

Che poi ad un tradimento ne seguano con effetto domino tanti altri, è nell’ordine delle cose e vedere i traditori tradirsi tra loro e arrivare spesso a autodistruggersi politicamente, può essere consolatorio ma non è un rimedio al male che hanno operato negli anni.

 

In conclusione: il Movimento Sociale ha vinto e talvolta persino trionfato nella misura in cui è stato integro, rivoluzionario, coerente coi suoi presupposti dottrinali e spirituali, capace di incarnare lo Stile di Vita che aveva predicato ai suoi stessi militanti, ma che ha anche perso nella misura in cui si è voluto adattare o, peggio, trasformare in uno dei tanti partiti del (e nel) Sistema. Ghettizzazione, persecuzione, assedio sono stati non solo titoli d’Onore ma anche paradossali vantaggi storici che hanno preservato un mondo umano dal contagio della peste liberale. Proprio il desiderio di essere accettati, di essere presi in considerazione “come tutti gli altri”, è stato il cavallo di Troia che ha portato i nemici tra noi e alle nostre spalle.

 

FORZA NUOVA

 

Tra i soggetti politici che hanno rifiutato tradimenti e rinnegamenti, Forza Nuova emerge sicuramente sia per l’impostazione dottrinale – tradizionale e moderna insieme – che per quella militante, tanto da divenire l’organizzazione più radicata e operativa presente da anni sul territorio nazionale. Sicuramente i forzanovisti non si sono mai limitati a perseguire una continuità col passato in questione ma anzi se hanno perseguito una continuità, questa è stata intesa in un senso molto più ampio, includendovi idealmente anche altre realtà attivistiche del passato. Inoltre – e questo è ancora più importante – FN non si è limitata a dare continuità, ma piuttosto a forgiare un movimento militante moderno e originale, proiettato verso il futuro.

Naturalmente questo non esclude l’esistenza di altre realtà politiche che, come FN, rifiutano rinnegamenti e confluenze verso strutture funzionali al Sistema. Che diverse di queste realtà siano numericamente più piccole o limitate al livello locale, o persino senza denominazione, non toglie nulla al fatto che siano presenti e costituiscano parti di un’Area alternativa al Sistema ed ai suoi apparati. Realizzare un coordinamento comune dell’Area, senza cancellare o dimenticare le diverse sigle e identità particolari, costituisce la sfida del momento per il nostro mondo.

 

 

EREDITA’ E SFIDE FUTURE

 

Naturalmente la missione dell’Area alternativa al Sistema è certo quella di raccogliere l’eredità migliore del passato, pur tenendo presenti le trasformazioni generazionali. Occorre cominciare col radunare tutte le realtà umane che hanno condiviso quel sogno, gioito per le vittorie e sofferto per le sconfitte e i tradimenti, aggregare tutti gli ambienti che, pur non avendo potuto vivere quelle battaglie per motivi anagrafici, ne sentono il fascino e proseguire coinvolgendo anche coloro che, fregati dalle illusioni e dagli inganni dei traditori, hanno subìto certe manovre ingenuamente e in totale buona fede, ma che oggi sono chiamati a giudicare l’albero del tradimento dai suoi frutti marci. Chi ha costruito carriere e fortune sui tradimenti, non può che continuare e tradire anche in futuro.

Rifiutare i tradimenti passati serve anche a non cadere in nuove trappole, presentate come scorciatoie – oggi quella leghista è solo l’ultima in ordine di tempo – ma che portano sempre a rinnegare in parte o del tutto la nostra identità e la nostra tradizione.

 

Agire in blocco e di comune accordo è di vitale importanza per tutta l’Area nazionalpopolare, rimasta realmente alternativa al Sistema e a tutte le sue articolazioni politicanti. La frantumazione è un lusso che non ci possiamo più permettere.

D’altra parte, le esperienze passate ci insegnano a non essere precipitosi nel perseguire fusioni affrettate e confluenze immediate dei gruppi minori nell’organizzazione più grande: sviluppi simili possono e devono verificarsi solo se e quando tutte le parti interessate sono davvero pronte a compiere il passo, dopo aver fatto parte dello stesso schieramento e aver condiviso un percorso di battaglie. Una nuova fondazione può assolvere il compito di confederare tutti i camerati migliori, preservando le rispettive sigle ma garantendone un coordinamento operativo, politico e culturale.

 

Diverso può essere il discorso riguardante settori specifici – studentesco, agricolo, sindacale, culturale, di difesa della vita, di interventismo sociale diretto – settori dove già esistono organizzazioni operative collaudate che attendono solo di venire rafforzate. In questi casi è evidente che tutta l’Area può e deve essere rappresentata da queste organizzazioni in contrapposizione a quelle del Sistema.

Naturalmente questo presuppone un comune sentire di fondo che proviene da aspirazioni ideali e memorie che sono patrimonio comune di tutte queste realtà che si stanno saldando insieme. La partecipazione di tanti alle celebrazioni e commemorazioni di camerati caduti sul cammino della rivoluzione, è sintomatico e fa ben sperare per il futuro. Da parte sua Ordine Futuro invita i propri circoli sul territorio a creare occasioni di incontro e di elaborazione culturale per tutta l’area.

 

AZIONE E RILANCIO

 

Creare una FONDAZIONE-MOVIMENTO SOCIALE vuol dire accorpare associazioni che intendano conservare la propria denominazione e gruppi (anche senza nome), in un ambiente umano e poi in una rete di contatti e collaborazioni sul territorio, appoggiandosi alle strutture di settore già presenti e operative che diventeranno rappresentative di tutta la nostra area umana e politica. Comunità umane locali o anche più estese e persino singoli che fino ad oggi sono rimasti troppo spesso isolati e impediti a incidere sulla realtà sociale, potranno usufruire di queste strutture e finalmente agire nel modo a loro più congeniale ma insieme coordinato. Le strutture maggiori, a loro volta, non potranno che risultare rafforzate dal contributo di queste comunità.

 

Lanciare l’appello a risvegliarsi, a risollevare le insegne di battaglia, a schierarsi tutti insieme contro il Sistema e tutte le sue espressioni politicanti – dal centrodestra al centrosinistra passando per lega e grillini – costituisce solo il primo passo. Allargare e rafforzare lo schieramento con ulteriori future adesioni e intensificare gli interventi sarà il passo successivo per realizzare una nuova opposizione nazionale e popolare al Sistema.

 

Il Coordinamento Nazionale dei Circoli Ordine Futuro