“OLTRE L’UOMO E LA DONNA” – ALAIN DE BENOIST

“OLTRE L’UOMO E LA DONNA” – ALAIN DE BENOIST

“Oltre l’uomo e la donna – Contro l’ideologia gender” è un breve pamphlet edito da Circolo Proudhon edizioni in cui il noto autore francese Alain de Benoist (tra i massimi esponenti della Nouvelle Droite, la Nuova Destra francese) affronta l’argomento dell’ideologia gender e sul perché il fronte identitario (in Francia vastissimo, variegato e composito) non possa non schierarsi totalmente contro la diffusione di questa linea di pensiero.

Per quanto breve, e per quanto sia perlopiù un’ottima sintesi di concetti ed esempi già noti da tempo per chi segue la tematica del gender, la netta presa di posizione di Alain de Benoist è un contributo autorevole ed importante per allargare il più possibile il fronte di rifiuto e di lotta contro un’ideologia pericolosa e perversa. E’ infatti la conferma di un concetto molto importante: la contrarietà all’ideologia gender non si fonda solamente sull’appartenenza a uno specifico credo religioso, ma si radica nell’antecedente e innegabile riconoscimento di un ordine naturale delle cose. Il mondo LGBT cerca invece costantemente di far passare il rifiuto della teoria gender e della sua diffusione nelle scuole e nelle politiche pubbliche come il rimasuglio omofobo e passatista di una credenza religiosa (quella cristiana, e in particolar modo cattolica), che inciterebbe all’odio verso gli omosessuali e a tutto ciò che fa parte del loro mondo. Una strategia che assomiglia sostanzialmente a una specie di Reductio ad Hitlerum applicata al religioso, utile a tagliare qualsiasi conversazione.

Di questa strategia del mondo LGBT per agevolare l’insinuarsi dell’ideologia gender innanzitutto nel linguaggio e nelle concezioni di fondo delle istituzioni pubbliche fa parte anche la negazione dell’esistenza stessa di un’ideologia gender; una tattica maldestra e posticcia, con cui si cerca di minimizzare quanto si sta lentamente ma costantemente cercando di far passare, cercando di ridurre il tutto a una psicosi collettiva messa in atto da qualche genitore o intellettuale ignorante e omofobo. De Benoist fa i conti con questo tentativo di diluizione del problema con la facilità di chi ha dalla sua parte esempi innumerevoli per dimostrare che c’è una linea continua che lega iniziative e corsi di educazione all’affettività/sessualità nelle scuole, linee guida di Unione Europea e dell’Organizzazione Mondiale della Sanità ed emanazione di leggi contro l’”omofobia”; una combinazione che sta avendo luogo in tutta Europa, e anche nella Francia di De Benoist (in Italia siamo, come spesso accade, un po’ in ritardo, ma forse questa volta non c’è poi da lamentarsi).

L’origine più diretta e immediata di quella che può tranquillamente essere definita come un’ideologia (per il suo semplice essere un complesso coerente di credenze, valori e opinioni) è ravvisata da De Benoist nella dissociazione totale tra genere e sesso biologico (privati di qualsiasi legame o interrelazione), che sta alla base di opere come Gender trouble (1990) di Judith Butler e nello sviluppo di una particolare forma di femminismo, il femminismo egualitario. Esso si distingue dal femminismo identitario (che promuove la differenziazione tra il maschile e il femminile) perché sostiene la possibilità di raggiungere una reale parità tra uomo e donna solamente rendendo impossibile distinguerli l’uno dall’altro, ovvero arrivando a eliminare tutte le differenziazioni sociali, comportamentali e persino naturali tra loro. Da qui la creazione ad hoc del genere Queer, modello dell’individuo che si autorappresenta come vuole a seconda del momento, del caso e della sua volontà e che rifiuta tutte le categorie dell’orientamento sessuale (comprese quelle di gay, lesbica, etc…) come oppressive norme imposte dalla società a limitare ciò che si può essere e diventare.

A impedire di andare “Oltre l’uomo e la donna”, appunto.