DI QUI NON SI PASSA – HOBBIT

DI QUI NON SI PASSA – HOBBIT

“Di qui non si passa”, così è intitolato il nuovo album degli Hobbit. Solamente dal titolo si evince quanto sia ancora forte lo spirito dei componenti, che, dopo tanti anni di musica e militanza politica, di lasciare entrare il nemico proprio non ne vogliono sapere.

L’album è un insieme di tracce dalle tematiche forti e rivoluzionarie miste a canzoni più goliardiche, contenenti comunque un messaggio importante.

La prima traccia “Di qui non si passa” non ha bisogno di presentazioni, basta ascoltarla per capire che gli Hobbit non scendono a compromessi. Successivamente, troviamo “L’alba verrà”, che racchiude nel suo testo un forte sentimento rivoluzionario e di consapevolezza; quella consapevolezza di avere la verità e voler portarla a conoscenza, portare la nuova alba. Si abbassano un po’ i toni con la terza traccia, “Vieni con noi”, una musica molto punk-rock e allo stesso tempo allegra, infonde positività e soprattutto porta il ben chiaro messaggio che drogarsi serve solo a uccidere se stessi. “Ancora qui” è una dedica a tutti i camerati caduti, un pezzo “leggero” ma travolgente, quasi silenzioso a tratti ma che all’improvviso urla, un presente messo in musica. In “Italia” troviamo un’alternanza di voci su una base musicale molto solenne a ricordare e a tessere le lodi della patria, l’Italia. Il sesto pezzo, “Uomo seriale”, è una critica all’uomo moderno, a quello che noi chiamiamo italiano medio, senza un ideale, masterizzato in tante copie diverse alla vista, ma dal contenuto sempre uguale. “Scala a colori” è una canzone dal ritmo funky ed estremamente coinvolgente, una dedica a una ragazza senza alcun difetto, a quanto pare, rappresentata da una scala di cuori, una scala dal colore rosso. Che sia una dedica d’amore? “A.T.A” è l’acronimo di Alto Tasso Alcolico, ed è sicuramente il pezzo più goliardico dell’album, che racconta in maniera estremamente informale l’hangover bestiale dopo una serata, appunto, dall’alto tasso alcolico. Arriviamo a quella che è, a mio avviso, la canzone simbolo dell’album: “Ardite schiere”, anch’essa dai connotati rivoluzionari, che lascia poco spazio alla fantasia: il domani ci appartiene e stiamo venendo a prendercelo. “European Brotherhood” ovvero “Fratellanza Europea”, musicalmente è una traccia da accendini sventolanti, e non è assolutamente un qualcosa di negativo; noi siamo qui, per lottare contro l’Europa voluta dai potenti, l’Europa siamo noi e ce la riprenderemo. Siamo giunti all’ultima, “Per la nazione”, che altro non è che una bellissima cover di “Wir Ham’ Noch Lange Nicht Genug” tradotta in italiano.


In conclusione posso affermare con una certa felicità che, con queste 11 tracce, gli Hobbit hanno superato loro stessi. Una dimostrazione che non si smette mai di crescere, musicalmente. Un Cd potente, che parte benissimo e si conclude ancora meglio. Assolutamente da avere nella proprio libreria musicale “non conforme”.

Massimiliano Sala