Manolis e Giorgos: un omicidio che fa ancora paura

Manolis e Giorgos: un omicidio che fa ancora paura

Sono passati già due anni dal tragico omicidio del 1 novembre 2013 ad Atene, dove due giovani militanti di Alba Dorata, Giorgos Fountoulis e Manolis Kapelonis, furono uccisi da un attentatore, in seguito mai identificato dalle forze dell’ordine greche, di fronte a una sede del partito a Neo Iraklio, piccolo paese nella periferia di Atene.

Le immagini, nude e crude, contenute nel video che segue, parlano da sole e non necessitano di molti commenti, né dei lunghi articoli che pure si potrebbero fare su una questione che rimane avvolta nel più totale silenzio e mistero. La pista anarchica dei giorni immediatamente successivi agli omicidi è finita nel nulla, dopo la rivendicazione del gruppo delle Squadre rivoluzionarie popolari combattenti. In Grecia, la repressione nei confronti di Alba Dorata è andata avanti senza sosta e sui media internazionali è ormai reperibile pochissimo riguardo al prosieguo delle indagini, e quasi tutto risalente al 2013.

Oggi, i media italiani piangono Pier Paolo Pasolini, morto il 2 novembre 1975 in maniera squallida e atroce alla periferia di Ostia. Ore di video, speciali, interviste, iniziative in tutto il paese. Per i due giovani di Alba Dorata, nemmeno una riga di quotidiano o un minuto di telegiornale. Forse a far paura e a volerli nascondere, oltre alla modalità di assassinio, è la modalità di morte. Il secondo dei due ragazzi, dopo la caduta del primo, attende, in piedi, per alcuni drammatici istanti, l’avanzata del suo assassino, che lo fredda da pochi passi. A ricordarci che i morti, contro la vulgata moralista e buonista che dilaga da ogni parte, non sono e non potranno mai essere tutti uguali.