Il recidivo Scalfari colpisce ancora

Il recidivo Scalfari colpisce ancora

Ci risiamo. A una settimana di distanza dalla pubblicazione dell’articolo intitolato Conservatori e temporalisti lo frenano ma Francesco non si fermerà, in cui Eugenio Scalfari descriveva da par suo gli obiettivi del pontificato bergogliano e le speranze in esso riposte dal mondo laicista, l’ex direttore di Repubblica ha dato un’ulteriore mazzata ai cattolici ed all’onore della Chiesa. Il guru del laicismo italico ha, infatti, raccontato parte del contenuto di un colloquio telefonico da lui avuto con il Santo Padre, nel corso del quale il papa avrebbe detto: “Il diverso parere dei vescovi fa parte della modernità della Chiesa e delle diverse società nelle quali opera, ma l’intento è comune e per quanto riguarda l’ammissione dei divorziati ai Sacramenti conferma che quel principio è stato accettato dal Sinodo. Questo è il risultato di fondo, le valutazioni di fatto sono affidate ai confessori ma alla fine di percorsi più veloci o più lenti tutti i divorziati che lo chiedono saranno ammessi”. Parole di una gravità da lasciare sgomenti.

Il portavoce della sala stampa vaticana, Padre Federico Lombardi – al quale è stato chiesto dal giornalista del National Catholic Register, Edward Pentin, se tali parole fossero state proprio proferite dal papa Bergoglio – ha dichiarato che Scalfari è inaffidabile, dunque non credibile.  

Bene, anzi male. Ciò che si domanda il cattolico perplesso, quando non apertamente imbufalito o demoralizzato, è per quale ragione il Santo Padre debba avere rapporti con un personaggio “inaffidabile”, il quale, in barba ad ogni regola di buon gusto e senso del limite, è dedito a divulgare informazioni in maniera non autorizzata e deformata. Sempre che Scalfari abbia veramente deformato il contenuto del colloquio di cui sopra.

Possibile che nessuno – Santo Padre in primis – avverta la necessità di non prestare il fianco e dare adito a polemiche che lacerano un mondo cattolico già mortificato dalla martellante azione culturale e mediatica, condotta dal laicismo ad ogni livello?

Facciamo fatica a credere che nessuno in Vaticano e nella gerarchia ecclesiastica avverta questa necessità, chiunque abbia un minimo di capacità cognitiva si rende conto dell’inaudita gravità di quanto sta accadendo contro la Chiesa, con l’incredibile contributo degli uomini di Chiesa. Sicuramente vi sono cardinali, vescovi e sacerdoti preoccupatissimi – come lo sono tanti semplici fedeli – per ciò che sta avvenendo. Purtroppo, però, pare che nessuno sia in grado di fermare questa tragica deriva che mortifica oltremodo la Sposa di Cristo.

È necessario impedire che si radichi – come purtroppo sta avvenendo – l’idea che il nuovo corso della Chiesa voluto dal regnante pontefice, papa Bergoglio, equivalga alla liquidazione della Chiesa stessa. Un’indispensabile inversione di rotta è quello che ci vorrebbe, dunque, magari iniziando con la liquidazione di Eugenio Scalfari.