Il pianto di Galli della Loggia sulla scuola italiana

Il pianto di Galli della Loggia sulla scuola italiana

OVVERO DELL’ITALICO DEGRADO

Lo scorso 6 novembre l’edizione online del Corriere della Sera, ha pubblicato un interessante articolo di Ernesto Galli della Loggia, intitolato “Che errore ignorare la scuola”, nel quale il noto editorialista denuncia in maniera forte le spaventose carenze del sistema scolastico nazionale, in particolare dal punto di vista educativo. Individua lì una delle principali ragioni del sostanziale sbrago che caratterizzi un po’ tutti gli ambiti della vita italiana: relazioni sociali, politica, economia, amministrazione della cosa pubblica.

Galli della Loggia afferma che da decenni la scuola italiana versa in uno stato di crisi profondissima, cosa del tutto evidente. Ed afferma un’altra importantissima verità: “… stante il forte indebolimento dell’istituto familiare, dell’influenza religiosa e la fine del servizio di leva – è divenuta (la scuola) da molto tempo l’agenzia primaria se non unica del disciplinamento sociale degli italiani: con esiti che sono sotto gli occhi di tutti.”

Della Loggia, dunque, non denuncia solo il venir meno della funzione educativa della scuola (funzione educativa da intendere in senso integrale, ossia comprendente l’insegnamento delle regole dello stare insieme in maniera civile e l’ambito didattico inteso come trasmissione di cultura e sapere: la formazione completa del cittadino di domani), ma anche la scomparsa di altri fondamentali istituti necessari ad una retta esistenza umana, sia sul piano individuale che sociale, e ad un ordinamento che possa dirsi veramente civile: la famiglia, la Chiesa, le Forze Armate. Guarda caso tutte istituzioni oggetto delle “attenzioni” della cultura e della politica progressista. Istituzioni minate da decenni di martellante e continua azione demolitrice, da parte delle forze progressiste e liberali facilitate nel loro infame compito dalla sostanziale complicità dei cattolici-democratici, prima inquadrati nella Democrazia Cristiana poi dispersi e accasatisi tra centro-destra e centro-sinistra.

Stupisce che il “corrierone” – uno dei quotidiani che più ha contribuito, nel corso degli ultimi decenni, a sostenere modelli culturali e politici sostanzialmente contrari alle istituzioni delle quali della Loggia piange il progressivo venir meno – pubblichi un simile articolo. Evidentemente qualcuno non si è totalmente “bevuto il cervello”, ed un minimo di buon senso resiste alla prepotente azione nichilista della post-modernità.

È necessario, tuttavia, rimarcare la fondamentale importanza della finalità, ossia quale sia la ragione ultima e più nobile per la quale invocare il ripristino della piena legittimità e funzione delle suddette istituzioni. Al di là di ciò che appare scontato a ciascuna persona dotata di buon senso – ovvero capace di cogliere l’utilità sociale che deriva dalla presenza di famiglie stabili e moralmente integre, capaci di educare adeguatamente i figli; di una Chiesa che funga da sicuro punto di riferimento spirituale e morale; di Forze Armate adeguate e di cui andar fieri – occorre, infatti, riscoprire ciò che veramente dà valore alle istituzioni, siano esse di ordine naturale come la famiglia e lo Stato o di ordine soprannaturale come la Chiesa.

E ciò non può che essere individuato in Dio, ossia nella causa della esistenza delle cose, colui che ha creato l’uomo radicandolo in una natura (la natura umana) la quale deve essere rispettata affinché ogni persona possa avere – con l’indispensabile e responsabile esercizio del libero arbitrio – la possibilità di realizzare se stessa, ovvero di cogliere il proprio fine.

Senza un fondamento saldo e metafisico, infatti, ogni ragione rischia di diventare opinabile, esponendo le persone – sia individualmente che socialmente – ad ogni sorta di effetto derivante dalle cangianti ideologie capaci di umiliare ciò che vi è di più prezioso per la vita umana.

Marco Sudati