Una formalità

Una formalità

Beppe Severgnini: “I ragazzi europei escano per strada e vadano ad ascoltare musica e a ballare, stasera, nelle nostre belle città autunnali.”
Paolo Giordano: “E, a partire da oggi, non rinunceremo a frequentare ancora i nostri templi, sebbene qualcuno li consideri corrotti e sbagliati. Torneremo a guardare le partite di calcio dalle tribune, ordineremo cibo impuro nei ristoranti, andremo nelle sale dei concerti a riempirci i timpani di rock, e in aereo voleremo a Parigi.”
Lorenzo Vidino: “Gli attacchi terroristici anche se suscitano molta paura ed attenzione e anche se purtroppo costituiscono un rischio possibile, sono episodici: statisticamente i viaggi sono sicuri. Il terrorismo è un fatto eccezionale, molto meno pericoloso e probabile degli incidenti “normali” che possono accadere con ogni tipo di mezzo di trasporto”.

Ho estrapolato questi 3 periodi dal contesto del pensiero di 3 intellettuali italiani. Riconosco che è antipatico estrarre una nozione dal contesto ma vi assicuro che il tenore degli articoli non differisce dai messaggi sopra riportati. Alcuni lettori ricorderanno il film Essi Vivono di John Carpenter. In questo film un ragazzone trova degli occhiali da sole particolari, provandoli si rende conto che questi occhiali mostrano i messaggi subliminali nascosti nelle trasmissioni televisive, sui giornali, nelle pubblicità. I messaggi che si ripetono sono: obbedisci, compra, consuma, non pensare, non fare domande all’autorità, ecc…Ecco, non è strettamente necessario avere questi peculiari occhiali per comprendere il pensiero dei nostri intellettuali, il messaggio è alquanto palese e poco subliminale.
Secondo i quotidiani più diffusi i cittadini europei devono abituarsi al terrorismo come si sono assuefatti ad esempio alla corruzione. Formalmente per dimostrare di non aver paura, nella pratica perché i governi non offrono alternative. Continuate la vostra vita come se nulla di grave fosse accaduto, seguitate nelle vostre abitudini, non opponetevi al terrore, se proprio non potete farne a meno addoloratevi. Non tradite la frivolezza occidentale, limitatevi a sperare di non essere ammazzati, in fondo si può morire anche cadendo dalle scale… Una formalità. Soprattutto evitate di prendere una posizione nazionalista, non usate la desueta parola Patria, non chiedete la difesa ed il controllo dei confini nazionali. Non confondete i profughi, gli immigrati e i terroristi. Pazienza se entrano dei terroristi mescolandosi fra gli immigrati, capita. Non fate demagogia e non parlate negativamente della religione islamica. Tutto sommato la probabilità di essere uccisi è molta bassa, come la probabilità di un attacco in grande stile in Italia. Più probabile a Roma perché c’è il Papa, insomma è anche colpa del Papa che risiede a Roma, sarebbe meglio all’Asinara, luogo isolato. Attenzione! Come ci ricorda Eugenio Scalfari: “Aggiungo anche che questa guerra “sui generis” è la causa di due effetti assai pericolosi. Il primo è che la guerra contro i barbari impone vincoli molto stretti alla nostra vita privata. Il secondo è che dal punto di vista politico questa situazione rende molto più forti i movimenti e partiti di una destra xenofoba: guadagna terreno ed è un pericolo evidente per la democrazia.”
Il pericolo quindi non è essere fatti a brandelli, a casa nostra, dalle bombe o da un ak-47, ma avere un forte nazionalismo. Il pericolo non è la realtà, ossia la guerra santa, ma gli effetti politicamente infausti che essa potrebbe generare. In poche parole, per il sistema “democratico” lo scrivente è potenzialmente più pericoloso di un terrorista Isis! Quindi mi raccomando cittadino europeo continua a lavorare, a consumare, a divertirti, a partecipare a cortei per la pace e a farti ammazzare dagli attentatori. Vai incontro al martirio: meglio morire con la testa china sul tuo ultimo smartphone ma non cadere nell’errore di prendere posizioni tradizionaliste, di difendere la tua Patria, non chiedere di fermare l’immigrazione, non presentare istanze per uscire dalla Nato e non guardare a Putin con simpatia. Non mettere mai in dubbio l’operato dei nostri governanti progressisti. Insomma non rompere le scatole, vai a ballare e a crepare ma soprattutto crepa!