La repubblichetta dei tarocchi

La repubblichetta dei tarocchi

Si narra che, alla caduta dei Tarquini, nell’antica Roma, fu stabilito il divieto di pronuncia della parola “rex”, quasi che essa potesse evocare pericoli per la nuova struttura repubblicana. La vita dei Romani di quel tempo, dalla religiosità alla vita quotidiana, sino al diritto, era intrisa di simbologie, di riti che imponevano determinate condotte, fatte di cenni, di gesti, di formule da compiersi con scrupolosa e metodica precisione, pena il venir meno dell’effetto magico/religioso che da ciò si realizzava.

Insomma, una superstizione, che però trovava fondamento nei costumi e nella particolare religiosità del tempo. Potremmo dire, una superstizione istituzionalizzata, che in qualche modo spiegava quel bando.

La condanna di 17 ragazzi per il saluto romano, pronunciata da un tribunale italiano, 2500 anni dopo, ubbidisce alla stessa logica? Il timore della capacità evocativa d’un gesto, d’un grido?
L’Italia repubblicana non è la Roma repubblicana, ne è l’opposto.
E’ illuminista, positivista, razionalista, pacifista, progressista, liberale, laicista. Ha allontanato la religione da sè, relegandola ad un fatto privato; considera la libertà un fatto individuale, diversamente da Roma antica, che l’intendeva come libertà della Patria.
Ma in verità sembra essere ancora preda di pulsioni scaramantiche. Teme che un saluto romano possa far rinascere, come l’araba fenice, Mussolini dal sepolcro, risvegliare chissà quali mai antichi demoni.

Povera repubblichetta antifascista, grinzosa e stizzosa come una comare che crede solo ai tarocchi, zitella timorosa della propria ombra, incapace di accettare serenamente il suo passato, superstiziosa senza la virile superstizione dei suoi avi, che da quella traevano però auspici per conquistare e civilizzare.
Si potrebbero opporre cento argomenti giuridici per demolire la sentenza del tribunale milanese, ma non vale la pena sprecare tempo e fiato per le istituzioni di una repubblichetta che ha la stessa consistenza d’un budino tremolante.
Il primo vento forte che si scatenerà su di lei la squaglierà. Intanto però la vecchia stizzosa consulta i tarocchi, alza la carta del saluto romano, si prende paura e fa gli scongiuri.

Gianni Correggiari