La vera guerra di religione è contro l’Occidente liberale

La vera guerra di religione è contro l’Occidente liberale

Sembrano esserne convinti, soprattutto il redivivo centro-destra: è guerra! Il problema, tout-court, è quindi l’Islam. È la tipica prassi semplicistica, sempre in cerca di facili consensi elettorali, con la quale i nostri politici affrontano gli epocali problemi che gli italiani (per carità, insieme agli europei) stanno vivendo sulla loro pelle. C’è chi addirittura propone la lettura obbligatoria dei libri della Fallaci nelle scuole, onde inoculare con ancora più incisione ai fanciulli il verbo antifascista e americanizzante. D’altra parte più di qualche esponente politico ha paragonato il Califfato al fascismo: fu l’alcoolista Bush junior a dichiarare guerra per primo al fantomatico “fascismo islamico”. E come si fa a dubitarne?

Secondo il loro credo quindi gli islamici, coalizzatisi a livello mondiale, hanno dichiarato guerra all’Occidente. Di conseguenza i terroristi che hanno colpito Parigi avevano in odio i nostri valori, che sarebbero poi i principi sui quali si fonderebbe questo accrocchio politico che ci si ostina a chiamare Comunità europea.

Noi abbiamo le idee chiare a tal proposito, che abbiamo più volte esposto sulle pagine di Ordine Futuro. In un momento di grande confusione ideale ci pare però giusto tentare di mettere, ancora una volta, un po’ d’ordine.

Il Califfato, o Stato Islamico, o Isis che dir si voglia, sta combattendo una guerra feroce non solo contro la Siria del legittimo governo di Assad. I terroristi (gli “ex”-ribelli tanto coccolati e foraggiati dall’Occidente) sono sunniti, salafiti, wahabiti, i quali odiano visceralmente tutti gli altri musulmani (sufi indiani e shiiti), almeno tanto quanto i cristiani (di tutte le confessioni) o i buddisti o gli indù, tanto da considerarli degli infedeli impuri.

Quali sarebbero poi i valori dell’Occidente che mass-media e politicanti si affannano a voler difendere (almeno a parole)? Sono, ne siamo certi, gli eterni principi mondialisti made in USA, il liberismo sfrenato in campo economico e sociale. Tutti oramai sono liberali, anche gli ex-comunisti convertitisi in massa al loro nuovo messia fiorentino.

Vediamo quindi quali grandi valori ha da difendere l’Occidente. Il permissivismo giovanile? La libertà di abortire? La libertà di divorziare? Di consumare made in Cina? Di sentirsi appagati dopo l’ennesima vacanza a Sharm? Di drogarsi? Di essere disoccupati? Di essere eternamente precari perché così vuole il mercato? Di essere invasi da orde di immigrati? I matrimoni gay? Quante libertà ci regala l’Occidente… “tutta questa libertà comincia a farmi male” cantava Giorgio Gaber. Ci piacerebbe sapere, anche solo ipoteticamente, quanti martiri sarebbe capace di immolare alla sua causa la Democrazia liberale! Ben pochi, ne siamo convinti. Certo si può morire per la patria, per una fede, per un’idea… ma sacrificarsi volontariamente per La Democrazia – quasi fosse il feticcio di una divinità decaduta – sembra ben difficile.

Davvero i popoli europei sarebbero disposti a sacrificarsi per le mille libertà occidentali, generosamente elargite dagli americani a seguito della sconfitta del 1945? Durante la strage nel teatro Bataclan di Parigi gli spettatori stavano ascoltando “Kiss the devil”, la prima canzone del repertorio degli “Eagles of Death”. Il cui testo musicale è tutto un programma: “I’ll love the Devil, I’ll sing his song, I will love the Devil and his song, Who’ll love the Devil? Who’ll kiss his tongue? Who will kiss the Devil on his tongue?”

Morti assassinati mentre ballavano al ritmo di “Chi bacerà il diavolo sulla lingua”… che triste e infame destino.

L’Europa davvero cristiana, che noi vogliamo difendere, è ovviamente altro dal liberismo borghese. Difficile a spiegarsi, a chi è malato di Illuminismo; ma vogliamo provarci ugualmente: magari qualcuno, spenta la televisione, prima o poi capirà … la nostra Europa è quella di Socrate e Aristotele, è quella dei Cesari, di Sant’Agostino e della cavalleria medioevale. E ripercorrendo i secoli è quella che passa dalle Repubbliche marinare e dai Comuni, da Giotto e Michelangelo, da Wagner a Vivaldi.

È quella dei pater familias non ancora privati della loro autorità dal femminismo, è quella delle madri che ancora non rincorrono una carriera, e che hanno educato nel solco della Tradizione i figli delle sue grandi e piccole patrie. La nostra nazione, in particolare, ha partorito santi, eroi, inventori, scienziati, navigatori, esploratori, artisti. Ancora oggi, i nostri prodotti agricoli e industriali sono ambiti nel mondo intero.

Noi non vogliamo una guerra di religione contro l’Islam, tanto più che oggi l’Iran e il Libano stanno giocando la loro partita per la libertà al fianco della Russia, proprio contro il Califfato. Abbiamo fatto affari col mondo arabo pacificamente e proficuamente per lunghissimo tempo. Certo, i più aggressivi tra loro hanno tentato diverse volte di invaderci e sottometterci, ma li abbiamo sempre cacciati a cannonate, a Lepanto come a Vienna.

No, oggi la vera guerra di religione è contro l’occidente liberale. Anche quella contro il comunismo, a suo tempo, fu una guerra di religione. Vinta la battaglia ideale contro questa cultura laicista, terzomondista e mercantilista che soffoca ogni anelito all’autodeterminazione e alla sovranità nazionale – l’est sembra esserne per la verità meno afflitto – allora si potrà pensare seriamente di salvarci dall’aggressività dell’estremismo islamico. Al momento, la maggioranza non sembra ben attrezzata per la tenzone.

Angelo Galluzzi