Al Bataclan il dramma dell’Europa

C’è una relazione sottile ma certa, indimostrabile ma potente, invisibile e però onnipresente, tra il nostro agire e le sue conseguenze spirituali.

A coloro che hanno il dono e la volontà di saper e di voler guardare profondamente nella realtà, a chi non teme di immergersi oltre la superficie e di scandagliare gli abissi, non sarà sfuggito che a Parigi, al Bataclan, poco prima della mattanza, stava andando in scena una invocazione collettiva al principe degli inferi, al re di quegli abissi immondi che gli Eagles of death metal, nei concerti e nei cd, evocano sempre con furore.

E mentre gli assatanati di Allah varcavano la porta del locale, i satanisti statunitensi, loro confratelli minori, intonavano “Bacia il Diavolo, Chi amerà il diavolo? Chi canterà la sua canzone? Chi amerà il diavolo e la sua canzone? Io amerò il diavolo! Io canterò la sua canzone! Amerò il diavolo e la sua canzone! Chi bacerà la sua lingua?”

E’ più che probabile che gli spettatori, la gran parte di loro, non fossero affatto satanisti consapevoli.

Li abbiamo potuti guardare in viso e sono visi di giovani onesti, dall’aspirante avvocato francese alla nostra Valeria, ricercatrice universitaria, dall’imprenditore alla mamma.

Giovani puliti, colti, speranzosi di futuro, ma giovani evidentemente digiuni di ogni cosa che riguardi il mondo superiore.

Poveri giovani genitori che non rivedranno mai i loro bambini, poveri eroi che si sono gettati addosso agli amici per difenderli, povera brava gente, ma analfabeta di cristianesimo, ignorante di ciò che è essenziale, di una ignoranza crassa e stupefacente, che avrebbe meravigliato un contadino del Medioevo e che oggi accomuna tutti i popoli “civili” del mondo.

Poveri ragazzi ignari a cui i padri hanno comprato il biglietto per un concerto dove non si dovrebbe andare nemmeno se costretti!

Non so a quanti di questi sfortunati europei qualcuno una volta nella vita avesse messo in mano un rosario, non so quanti avessero visto la loro madre o il loro padre pregare quotidianamente.

Gente con la laurea, gente alla quale probabilmente nessuno, nessun sacerdote postconciliare, nessun genitore-amico, nessun insegnante laico ha mai detto che le forze spirituali contano ed agiscono in questo mondo in maniera prorompente, impetuosa…ma, Deo gratias, non inarrestabile; che un inno a Satana è una potente invocazione; che il demonio altro non attende che d’essere adorato, che lo si faccia per gioco o sul serio, a lui poco importa.

Anche nel rogo romeno del 7 Novembre si stava ascoltando lo stesso tipo di musica e, involontariamente, incensando lo stesso angelo, quando alle 23, mentre i Goodbye to gravity suonavano “Il giorno della nostra morte”, lui, il decaduto, il dragone maledetto, il principe di questo mondo, faceva sentire il suo ruggito e il locale andava in fiamme, portandosi via una trentina di vite.

Non c’è preghiera senza risposta, nemmeno quella a Satana; non c’è azione senza conseguenze. Le forze invocate agiscono potentemente, a Bucarest come a Parigi.

Il terrorista che a boulevard Voltaire va verso un locale affollato e si fa esplodere, ma con lui non muore nessuno! Allo stadio poteva essere una carneficina, ma il kamikaze viene scoperto, scappa, aziona la cintura e il numero dei morti è contenuto; al bar La Belle Équipe, a La Casa Nostra, al Le Carillon, al Le Petit Cambodge tanti morti ma, le immagini sono eloquenti, accadono miracoli: il fucile puntato non spara, molti si salvano incredibilmente, nascondendosi alla meno peggio e l’assassino inspiegabilmente rinuncia ad una facile caccia! I terroristi appaiono meno “capaci”, meno decisi, meno sanguinari.

Al Bataclan l’attacco non trova ostacoli. Lucidissimi, spietati, micidiali! I killer non sono soli! Chi è stato invocato è presente ed agisce energicamente, direi autorevolmente, accanto a loro, nel modo potente e contrario a quanto accaduto a Lepanto e a Vienna, quando altre forze, altre altezze, altre presenze, invocate dal santo rosario, si schierarono con i cristiani nelle battaglie che li opponevano alle sovrastanti forze ottomane. Nessuna guerra combattiamo da soli! Angeli e demoni formano milizie instancabili. Nessuna invocazione, consapevole o meno, è priva d’effetti.

E non sarà inefficace e tanto meno scevra da conseguenze la scelta ignobile di dedicare a questi poveri morti l’infame inno del Beatles drogato che si credeva Cristo e che voleva il mondo che Satana vuole, e che oggi è ad un passo dall’esser pienamente realizzato.

L’Europa della Bastiglia omaggia le vittime cantando… Immagina che non esista paradiso, È facile se provi, Nessun inferno sotto noi, Sopra solo cielo, Immagina che tutta la gente Viva solo per l’oggi: immagina non ci siano nazioni. E nessuna religione, Immagina tutta la gente Che vive in pace. Immagina un mondo senza la proprietà Senza bisogno di avidità o fame Una fratellanza tra gli uomini Immagina tutta la gente Che condivide il mondo… 

La fratellanza senza Dio, la fratellanza massonica per salutare 130 poveri morti!

Morire durante un inno a Satana! Essere ricordati con un altro inno a Satana!

I can’t imagine …sorte più infausta!

Nessuno, tra le decine di giornalisti prefiche, tra i genitori straziati, tra gli amici, tra i colleghi, dice che il mondo immaginato da Lennon non dobbiamo più immaginarlo: è il nostro, e fa schifo!

Possibile che tutti anelino ad una società senza valori? Nessuno s’è accorto che un mondo che non offre motivi per cui morire, non ne offre neppure per vivere?

Tutti davvero innamorati di una esistenza senza religione, limitata al qua e all’ adesso? Aspiriamo sul serio unicamente al momento presente, senza voglia di redenzione e senza speranza di paradiso? Davvero crediamo che si possa costruire una pace senza Cristo? Quel povero Cristo che abbiamo staccato dai muri, infilato in un bicchiere pieno di piscio (si, signori, è bestemmia e l’abbiamo chiamata arte!) non lo invochiamo più, neppure nella tragedia!

A Parigi, recita soddisfatta la giornalista della tivvù, nascono spontanei gli altari LAICI!

Che sollievo, che consolazione! E intorno a quegli altari si intona la Marsigliese, l’inno dei primi terroristi della storia.

Era il 1789 e si costruivano le fondamenta del mondo di John Lennon.

Su quelle fondamenta, altro non potevamo costruire che il palco per gli Eagles of death metal…