L’immediata risposta russa agli attentati in Sinai e a Parigi

L’immediata risposta russa agli attentati in Sinai e a Parigi

In seguito alla scoperta che, dietro l’attentato al volo A321 della compagnia aerea Metrojet, c’è l’ISIS, la risposta del Cremlino è stata più dura che mai.

“I terroristi non troveranno scampo. Non sfuggirete alla rabbia dei russi. Rammentate: non avremo pietà”. Queste le parole del Presidente russo Vladimir Putin, e così è stato: la Russia ha schierato in campo tutto il suo arsenale. Fino a pochi giorni fa, l’impegno russo in Siria era stato limitato: un piccolo gruppo di aerei di ultima generazione, con il preciso scopo di dare man forte alle truppe di Assad; adesso la musica è cambiata, qua si tratta di pura e semplice vendetta per i civili morti in Sinai, e anche per quelli morti a Parigi.

Il Cremlino utilizza tutte le armi che ha a disposizione, armi che erano state progettate per una Terza Guerra Mondiale contro gli USA, che non è mai avvenuta.

Gli aerei che in questi giorni stanno colpendo la Siria non sono semplici bombardieri: sono bombardieri strategici, progettati per portare armi nucleari o, in sostituzione, un elevato carico di esplosivi convenzionali. Sono, ad esempio, i Tupolev TU-22M, sulle cui bombe sono presenti le scritte in cirillico: “Per Parigi!” e “Per il nostro Popolo!”.

Ma è sul modello immediatamente successivo, il Tupolev TU-160, che vale la pena  spendere due parole. Si tratta di un bombardiere strategico, progettato durante la Guerra Fredda per un unico impiego operativo, ovvero bombardare direttamente il suolo degli Stati Uniti d’America con testate nucleari. Considerato “l’aereo da combattimento più pesante mai costruito dall’essere umano”, il TU-160 ha una lunghezza di 50 metri (un aereo di linea nel misura in media 60, ndr), e una capacità di carico di 40 tonnellate di esplosivo/2 missili nucleari tattici. Indubbiamente, è l’arma più devastante mai progettata in Unione Sovietica. Per fare un paragone l’utilizzo dei TU-160 contro lo Stato Islamico, sarebbe come utilizzare un carro armato per schiacciare un moscerino.

L’altra novità, oltre ai bombardamenti con missili Cruise dal Caspio, è l’utilizzo del sottomarino “Rostov-on-Don”. Classe “Varshavyanka”, aggiornamento della classe Kilo (sottomarini anti-nave a motore diesel), ha lanciato 8 missili da crociera su Raqqa. Questo è stato il primo attacco mai portato nella storia da un sottomarino russo contro un bersaglio nemico.

Negli ultimi giorni sarebbero morti 600 Jihadisti nella sola Deir el-Zor (base militare di Assad, sotto assedio da parte dello Stato Islamico), sotto le bombe russe. Forse i bombardamenti contro l’ISIS non serviranno a sconfiggerlo, ma una cosa resta certa: i danni al Califfato saranno comunque vicini all’irreparabile. Fonti dell’intelligence iraniana riferiscono che il Califfo e il suo entourage avrebbero abbandonato Raqqa, e immagini satellitari mostrano che i miliziani si nascondono nelle fogne della città, e per paura non escono neanche per seppellire i loro morti.