Basta speculare su Valeria

Basta speculare su Valeria

Abbiamo assistito, purtroppo, ad un triste teatrino della classe dirigente politica italiana, in particolar modo della sinistra, che, senza scrupolo alcuno, si è appropriata di una morte dolorosa, strumentalizzandola in modo aberrante. Ora, con tutto il rispetto per la sfortunata ragazza, non vedo nella sua morte alcun gesto eroico, in difesa di altri concittadini o del patrio suolo: ha solo avuto la sfortuna di trovarsi nel posto sbagliato nel momento sbagliato. Capisco l’emotività per l’orrore che questi attentati hanno suscitato, ma da qui a far diventare una vittima ignara un eroe a cui tributare FUNERALI di STATO con la presenza delle più alte istituzioni italiane, ne corre.

Non mi sembra che ciò sia avvenuto per tanti altri uccisi, magari, nell’esercizio delle loro funzioni: militari, rappresentanti delle Forze dell’Ordine, o semplici cittadini che hanno perso la loro vita nel tentativo di salvare quella altrui, o perché assaliti nelle loro case ed ammazzati (non una, ma ben due volte, perché senza riguardo alcuno da parte delle istituzioni).

Non mi sembrano altresì chiare le circostanze della stessa morte, allorché il fidanzato dichiari: “E’ morta tra le mie braccia” e per diversi giorni il mondo non ha avuto notizia della triste sorte di Valeria.

Considero, inoltre, deplorevole la presenza così invasiva di Emergency e delle raccolte di denaro non per la famiglia, ma a favore stesso dell’organizzazione, sfruttando lo sgomento della popolazione per la tragedia occorsa alla famiglia e alla Nazione. Perché sfruttare la morte mercificando il comune dolore?

La salma è stata esposta in una piazza dal nome di un Santo cristiano ed evangelista, sullo sfondo di una basilica cattolica. Ma non è stato un funerale cattolico, né di altra religione, è stato un funerale “aperto a tutte le fedi”, come ha detto il padre della ragazza, compreso l’ateismo, che però non è una fede, ma l’assenza di fede.

Però, condividendo quanto scritto dal giornalista S. Fontana, sorge una riflessione: anche i sanguinari terroristi di Parigi avevano una fede religiosa. Ed anche la Francia, che canta la Marsigliese e che vuole togliere ogni traccia pubblica del cristianesimo, è una fede.

Il funerale di Venezia è stato talmente ragionevole da ammettere, in linea di principio, anche le fedi che combattono la ragione, e talmente religioso da ammettere, sempre in via di principio, anche le ragioni che combattono la fede.

Un Patriarca che invoca la protezione di Valeria dal cielo dimenticandosi di un Cristo morto in croce e Salvatore dell’umanità. Un imam che benedice l’Italia a nome di Allah, lo stesso nome con il quale si immolano innocenti e al cui grido è morta Valeria stessa. La volontà della famiglia era forse di contrapporre all’odio e al fanatismo religioso dei terroristi assassini la ragione e l’apertura tollerante propria non di una fede confessionale, ma di una fede laica nell’umanità. Questa fede nell’umanità ha i contorni però tanto dilatati, imprecisi e generici da essere facile da proclamare, più difficile da definire e impossibile da difendere.

Anche la lotta al terrorismo ha bisogno di fede e di ragione. Ma quali, l’Occidente non lo sa più. In piazza San Marco una grande folla. Ma ognuno era lì per il suo Dio, rispondendo a chiamate diverse e ritenute tra loro incommensurabili, perché non ci sarebbe una misura nelle fedi, non una ragione nelle religioni.

Il rispetto e l’onore per Valeria si manifesta con il coraggio di testimoniare i propri valori e la capacità di combattere contro chi annienta la nostra cultura, fede, storia, civiltà.

Accendiamo pure candele in piazza, ma soprattutto accendiamo anche il cervello e le coscienze, e opponiamoci, con coraggio e forza, contro chi uccide senza pietà innocenti inermi. Abbiamo bisogno di riscoprire tra noi una vera comunità morale e per farlo bisogna ricominciare un rapporto serio e non qualunquista con le religioni, e specialmente con la religione che ha fatto l’Europa e l’Occidente. Non è il cristianesimo ad avere bisogno dell’Occidente, è l’Occidente ad avere bisogno del cristianesimo, se non vuole suicidarsi. Che il sacrificio di Valeria non rimanga vano. Vita mutatur non tollitur.

Alessandro Tamborini*

*Docente di scienze religiose, storia e simbolismo dell’arte antica e medievale. Plenipotenziario per il patrimonio storico-artistico-demo-etno-antropologico.