Selinunte 12 agosto 2008

La nazione consapevole alla base di Storia e Civiltà

La concezione lineare della storia, vista come la successione Antichità – Medioevo – Modernità, che appare per la prima volta nella religione ebraica, restringe la nostra visione della storia e delle civiltà. Inoltre, ci impedisce di comprendere profondamente le civiltà rendendocene misteriose alcune, come per esempio quella indiana oppure quella cinese o messicana. Questa visione portatrice di errori la troviamo anche nel marxismo, che instaura la successione:

  • Società arcaica (senza classi)
  • Accumulo di capitale (sfruttamento dell’individuo)
  • Lotta sociale o lotta di classe (rivoluzione)
  • Dittatura del proletariato     

La concezione lineare della storia, tra l’altro, globalizza arbitrariamente gli eventi e li fa apparire diversi da quello che in realtà sono. Toglie in maniera sofisticata il loro vero significato e la loro vera qualità.

Ma la cosa peggiore è quella di insegnare agli uomini a percepire la propria esistenza come qualcosa di isolato e che finisce con la propria morte. Insegna a vivere per se stessi la quotidianità, visto che tutto il resto al di fuori del proprio ego non ha nessun valore. Creando così un’egoista globalizzato, un uomo senza radici, solo.

Solo, ma nello stesso tempo membro dell’umanità. Membro cioè di un’entità astratta, di una presunta società mondiale che in realtà non esiste.

Tale concezione crea, perciò, degli individui isolati, senza valori, senza storia, per i quali esiste soltanto il momento attuale. I vuoti psichici vengono colmati dai beni di consumo. Eppure, questa visione sbagliata della storia, continua a essere insegnata.

Al contrario, una corretta considerazione della storia è quella che dà all’uomo la sensazione che la sua esistenza faccia parte di un disegno più grande, più ampio e nobile, che dura secoli, talvolta anche millenni. Quella che gli permette di percepire il suo essere come una cellula di un organismo più grande che esisteva prima di lui e che continuerà a esistere anche dopo. Che gli permette di percepire i ritmi naturali. Che lo fa diventare un individuo che pretende il suo diritto naturale. Questo è l’uomo del nazionalismo.

Per comprendere pienamente la storia dobbiamo togliere dalla nostra testa la nozione stessa di “umanità”. Questo oscurantistico e infondato aborto intellettuale riduce l’uomo a livello animale. L’umanità non ha obiettivi, né idee, né progetti. Come non hanno obiettivi, idee e progetti le blatte o gli altri animali. Togliendo il fantasma dell’umanità dalla nostra mente si apre dinanzi a noi un mondo meraviglioso e reale. Risorge una ricchezza di verità. Riusciamo a vedere lo spettacolo di tantissime civiltà che con grande forza fioriscono, partendo da un luogo natio, qualunque esso sia, in qualsiasi parte del pianeta; una forza primordiale che plasma gli individui in maniera diversa secondo il luogo di nascita e che si imprime su di loro. Facendo così vedere che ogni civiltà plasma le proprie idee, la propria volontà e i propri sentimenti e alla fine la propria morte. Appare chiaro quindi che la vera storia è la storia delle civiltà.

(Traduzione di Atanasios)