Diego Fusaro e la scomunica dei 99 posse

Diego Fusaro e la scomunica dei 99 posse

Sotto Natale ha tenuto banco sul social network Twitter il botta-risposta tra il giovane filosofo Diego Fusaro e il gruppo di estrema sinistra dei 99 posse. Motivo del contendere, un articolo (http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/12/23/grecia-unioni-civili-ma-non-era-piu-urgente-il-lavoro/2328805/) di Fusaro, comparso sul suo blog su Il Fatto Quotidiano, in cui il filosofo che si definisce allievo indipendente di Hegel e Marxcriticava la scelta di Alexis Tsipras di approvare le unioni civili nella Grecia devastata dalla crisi economica.

Questione di priorità, a leggere larticolo di Fusaro. La scelta di Tsipras non è criticata tanto in sé, quanto per la tempistica e per il costante porre i diritti civili davanti ai diritti sociali. Secondo Fusaro, i diritti civili, ancorché la loro estensione sia in genere da valutare positivamente, sono totalmente estetici e dal valore nullo se non accompagnati da diritti sociali sufficienti a godere di tali diritti civili. In altre parole, il fatto che ora gli omosessuali in Grecia possano accedere al surrogato del matrimonio in salsa LGBT denominato unione civilerisulta totalmente irrilevante alla luce della tragica situazione economica in cui versa la Grecia.

Subito, ovviamente, è scattata la scomunica del mondo della sinistra extra-parlamentare e del carrozzone LGBT, in questo caso emanata dal gruppo musicale di Napoli dei 99 posse, ricompostosi nel 2009 e guidato da Luca Persico (nome darte o Zulù). Da sempre noti per le grandi chiacchiere minacciose più che per la qualità delle canzoni, i 99 Posse non hanno fatto passare a Diego Fusaro la deviazione dallortodossia della moderna sinistra progressista e post-comunista e, fedeli alla nuova linea neo-liberale nei temi etici inaugurata con il 68, hanno attaccato il filosofo, innescando un duro botta e risposta sulla tematica delle unioni civili. Il problema è sempre il solito, se sei un intellettuale proveniente dalle file della sinistra (come Fusaro è, anche se, negli ultimi anni, ha più volte dichiarato che sia necessario ormai abbandonare la moribonda sinistra, in quanto stretta alleata del Grande Capitale finanziario), ti è concesso dire qualcosa in più degli altri, ma se esci dalla linea imposta su certe tematiche, ecco che scattano le minacce, la rabbia e il riflesso pavloviano di chi vede fascismo e clericalismo ovunque ci si distacchi dalla manciata di sentimentalismo spicciolo che sostanzia il “pensiero” LGBT. E’ quello che lo stesso Fusaro chiama, da qualche tempo, antifascismo in assenza di fascismo, che serve a nascondere la propria totale assenza di idee, la propria inutilità, il proprio asservimento a un mondo che, un tempo, si dichiarava di voler distruggere.

Fusaro, indubbiamente, non ha torto nella sostanza specifica di ciò che dice. Eindubbio, infatti, che esistano delle pre-condizioni economiche senza le quali molti dei cosiddetti dirittidella democrazia liberale perdono totalmente il loro valore; pre-condizioni che valgono per tutti, eterosessuali e omosessuali. A cosa serve potersi sposare (o “unire civilmente”), se poi non si ha il denaro sufficiente per andare a vivere assieme da soli? Come si può dire che una legge del genere sia prioritaria, in un paese, come la Grecia, dove la disoccupazione giovanile si trova attorno al 60% e quella generale è tranquillamente sopra il 25%? Venute a mancare le condizioni sociali che permettevano la diffusione capillare del modello della famiglia allargata, per cui sotto lo stesso tetto convivevano nonni, padri e madri, figli e nipoti, la crisi economica sta rendendo de facto sempre più complessa la costituzione delle famiglie nucleari (padre-madre-figlio), possibili solamente grazie ai risparmi e all’aiuto da parte dei genitori. Aiuti che la prossima generazione, stando così le cose, faticherà moltissimo a garantire a quella successiva.

Diego Fusaro nota bene allora come, nella società contemporanea della liquidità post-moderna, che si realizza sempre più capillarmente, gli unici diritti tutelati siano quelli individuali, di un individuo monade-consumatore chiuso a rapporti sociali interpersonali diversi da quelli modellati sulla transazione capitalistica. Lestensione della pratica monetaria a tutti i campi dellesistente (come si potrebbe dire, citando il saggio del prof. Andrea Zhok, Spirito del denaro e liquidazione del mondo) è una realtà che si può toccare con mano anche nellodierno dibattito sui diritti civili e sulle coppie di fatto.

La famiglia basata sullunione di due sessi differenti, la crescita dei figli, la loro educazione, in altre parole la famiglia naturale stessa come nucleo fondante irrinunciabile della società è ormai un concetto superato nella moderna grammatica del diritto familiare, in cui a contare è la sola e unica dimensione del contratto di tipo pienamente monetario-capitalistico, basato su reversibilità della pensione e poco altro. Questa dimensione è ovviamente sempre stata presente nel legame matrimoniale, ma sempre accompagnata e tendenzialmente subordinata ad altre valutazioni di carattere etico, simbolico, religioso e di opportunità sociale (la stabilità garantita dallistituto matrimoniale ha, per la società, una valore inestimabile costantemente sottovalutato dallindividualismo liberale).

Tutto questo fa sì che la decisione di Tsipras, approvata nella notte tra il 22 e il 23 dicembre, sia valutata negativamente da Fusaro in quanto essa gli appare come il solito specchietto per le allodole, lennesima corona di fiori che, marxianamente, ottunderebbe la dura realtà del rapporto economico capitalistico, il contentino fatto da chi non ha potuto (o voluto?) opporsi al memorandum della Troika e, tradendo le volontà dei suoi elettori e della maggioranza del popolo greco, che in estate ha detto no al referendum sulla questione, si è piegato alle volontà di Bruxelles.

Insomma, Diego Fusaro, come spesso accade su molte questioni, ha molte intuizioni condivisibili e, al netto del linguaggio hegelo-marxiano (che però, daltronde, sostanzia la sua formazione filosofica, ed è perciò assolutamente legittimo), è naturale esprimergli piena solidarietà e appoggio nei confronti dellattacco che sempre più costantemente gli viene perpetrato da certi settori della sinistra, che, tacciandolo di rossobrunismo, lo vorrebbero semplicemente silenziare.

Detto questo, credo che alla valutazione di Fusaro si debba necessariamente aggiungere un semplice passo ulteriore, che la stessa sostanza della retorica dei diritti civili è intimamente e profondamente capitalistica e impregnata di individualismo liberale, e non lo è solo il rendere tali conquisteprioritarie rispetto alle conquiste sociali. Al punto che, anche qualora la Grecia riuscisse a risollevarsi dalla crisi economica e i diritti sociali basilari fossero ripristinati, non si potrebbe comunque accogliere con favore la nascita di un istituto (quello delle coppie di fatto, estese anche alle persone dello stesso sesso) che indebolisce ulteriormente il già malconcio istituto matrimoniale e che porta la società ancor più verso una china deleteria di individualismo e consumismo, per cui si cerca di diffondere unioni il più possibile brevi, instabili, soggette a un semplice contratto economico che, come tale, si deve poter rescindere velocemente, possibilmente senza penali.