Perché le organizzazioni parallele

Pubblichiamo un breve articolo del direttore Marzio Gozzoli, che spiega come mai l’ idea delle organizzazioni parallele, portata avanti da Forza Nuova, sia strategicamente vincente e da continuare a perseguire.

RISPOSTE E PROPOSTE STRATEGICHE A TUTTA L’AREA DI OPPOSIZIONE

Ci viene talvolta chiesto il perché delle organizzazioni parallele, quasi fossero solo semplici riverniciature dell’organizzazione-madre che le ha generate. Non sarebbe meglio agire come un’organizzazione unica in tutti campi d’azione? Non rischiano troppe sigle (e attualmente sono una decina) di confondere l’area di consenso potenziale? Non contribuiscono persino a un’ulteriore frammentazione dell’Area nazionalpopolare e identitaria?

Rispondiamo volentieri a questi camerati con una serie di valutazioni umane, politiche e strategiche.
Anche all’interno di una stessa organizzazione militante coesistono uomini e donne con capacità, sensibilità, doti e collocazioni sociali diverse e pertanto una diversificazione delle strutture risponde all’esigenza di avere ogni militante al posto giusto, dove può esprimere al meglio le sue capacità.
Inoltre, ogni struttura opera su un fronte sociale diverso e deve pertanto adottare sistemi e tattiche specifiche. In questo contesto, ogni organizzazione, nel suo particolare settore, aggrega nuovi aderenti e simpatizzanti che non provengono dalla organizzazione-madre e magari neppure dalla nostra Area, ma che per natura e talenti possono realizzarsi e dare un contributo alla battaglia comune.

Le organizzazioni parallele allargano il raggio d’azione, danno elasticità alla strategia politica, agiscono su piani diversi, ma cooperano in azioni comuni ogni volta che se ne presenta la necessità e nel loro insieme rafforzano lo sforzo comune dell’intera Area, proiettandone l’influenza politica e ideale ben oltre i suoi confini iniziali.

Di più: queste organizzazioni spesso CARATTERIZZANO la nostra Area, evidenziandone la superiorità qualitativa, ideale e spirituale rispetto agli ambienti opportunisti della politica politicante – dalla Lega, coi suoi inglobati ricondotti all’ovile borghese, alla sinistra politicamente corretta, passando per i vari riciclati del centrodestra. Mentre tutti questi politicanti blaterano di problemi sociali senza risolvere nulla o, al massimo, elargiscono “favori” per mezzo di fondi o strutture pubbliche, i militanti – forzanovisti e non – delle organizzazioni parallele agiscono in prima persona, direttamente, diffondono esempi e idee sani, risvegliano la parte migliore della gioventù contro le teorie gender, assistono migliaia di italiani vittime della crisi avanzante, distribuiscono cibo e beni di prima necessità, provvedono ai nostri senza tetto nei “campi profughi italiani” e nel progetto “TrinCEA d’Italia”, inquadrano agricoltori, aiutano disabili, donne e bambini bisognosi.

L’insieme di tutte le diverse attività, oltre a essere quantitativamente rilevante e qualitativamente caratterizzante per l’intera Area, contribuisce a risolvere positivamente certe contraddizioni politiche all’interno dell’Area stessa. Diversi soggetti politici – gruppi o singoli indipendenti – hanno spesso discusso del fatto che l’Area dovesse divenire di volta in volta, più identitaria, o più cattolica, o socialista, corporativa, sorelliana, ecc. E ancora, questi camerati si sono spesso lamentati – peraltro a ragione – del fatto che il nostro mondo umano non è abbastanza radicato nella società, nelle masse popolari o nella cultura. Intendiamoci bene: come Ordine Futuro riconosciamo l’utilità del dibattito e della critica costruttiva e siamo certi che ogni soggetto pensante del nostro ambiente ha, dal suo punto di vista, ottime ragioni per avanzare le proprie richieste ideali e politiche. Ma siamo altrettanto certi che l’azione di tutte queste organizzazioni costituisce nel suo insieme l’espressione diretta e pratica di molti di questi ideali e aspirazioni: amor di patria, carità cristiana, socialismo nazionale, sindacalismo rivoluzionario, identità di popolo, di stirpe e di suolo e, al tempo stesso, radicamento politico nella società. Quante discussioni teoriche – ideologiche e strategiche – che possono apparentemente dividere trovano la soluzione nella azione pratica e nella militanza sociale comunitaria!
Questo vale anche per le sensibilità derivanti dalle diverse provenienze politiche – Msi, gruppi extraparlamentari delle diverse generazioni, gruppi e circoli culturali di ieri e di oggi – sensibilità che possono e devono armonizzarsi nella battaglia comune di queste organizzazioni d’Area.

Nel nostro mondo si è sentito spesso parlare di valori spirituali, di aspirazioni sociali, di tattiche politiche rivoluzionarie. Come vorremmo che tutti questi camerati che hanno teorizzato e dibattuto concetti sacrosanti potessero assistere e magari partecipare attivamente, per esempio, alle raccolte e successive distribuzioni di beni per i bisognosi italiani, oppure alla sistemazione di un senzatetto che può usufruire di un letto sotto un tetto e di una doccia! Vedere la gioia negli occhi di un fratello, e insieme assistere alla trasformazione delle nostre idee in fatti concreti, ripaga di tutti gli sforzi e i sacrifici.

MOBILITARE E RILANCIARE L’AREA

Periodicamente, si alzano da più parti richieste e appelli per la mitica “unità dell’Area”. Si può dire che questo termine assuma per molti la valenza di un “Mito sorelliano” vale a dire un’aspirazione che tiene accese energie e speranze indipendentemente dalla sua realizzabilità pratica. Dobbiamo aggiungere, a onor del vero, che talvolta per alcuni questo miraggio ha costituto non un mito mobilizzatore ma un mito incapacitante, un rimandare alle calende greche il proprio impegno.
Per altri, invece, ha costituito spesso una spinta a elaborare esperimenti puramente elettorali, che sono franati di fronte alle difficoltà dell’assedio politico e mediatico di un’Area perennemente accerchiata da un mondo ostile.
Altri ancora hanno puntato sul coordinamento al vertice di diverse sigle: da qui svariati “patti d’azione” e accordi di cooperazione che nei casi migliori sono durati nel tempo e hanno dato anche risultati positivi, ma purtroppo non risolutivi. Ancora adesso, esistono svariate sigle grandi e piccole, più o meno attive e interessanti, ma, anche volendo farne un censimento, non includeremmo i singoli, che si identificano genericamente in un ambiente ideale, in un mondo umano.
Oggi, lo sviluppo di organizzazioni parallele come Solidarietà Nazionale, per fare solo un esempio, offre la possibilità a tutti di mobilitarsi e di fare fronte comune contro il Sistema, partendo dai fatti concreti, senza peraltro pregiudicare altre forme di collaborazione politica.

(Nota: rimandiamo la descrizione delle singole organizzazioni ai prossimi articoli, cominciando da quelle più consolidate, per passare poi a quelle più recenti e in via di espansione)