Nuove prospettive per l’Area identitaria

Riscoprire il cameratismo per rilanciare l’Area

La fase politica e sociale attuale, con tutta la sua tragicità e squallore morale, offre paradossalmente all’Area identitaria nuove interessanti prospettive. Da una parte il panorama ci presenta una omogeneizzazione post-ideologica e un servilismo politico a favore del Sistema che ci ricordano il vecchio, decrepito arco costituzionale, ma dall’altra, proprio l’omogeneizzazione totale che va dalla sinistra (ex)estrema alla destra sradicata e riciclata porta gli identitari a stringersi tra loro per rilanciare la sfida. I primi sintomi di ricompattamento e rilancio sono l’intensificarsi dei contatti tra movimenti, associazioni, gruppi umani senza sigla del nostro mondo, il loro riscoprire i Valori comuni e la collaborazione di fatto a cominciare dall’ambiente giovanile. Commemorare i nostri caduti e marciare insieme nelle dimostrazioni di piazza a Roma, lanciare l’iniziativa di Nessuno Tocchi il Mio Popolo e realizzare il primo Campo Profughi per italiani in opposizione all’accoglienza business sono stati risultati concreti e preziosi, che fanno ben sperare per il futuro.

Quali dovrebbero essere le prossime mosse da parte della nostra Area? Ci sembra che eventuali fusioni affrettate o apparentamenti elettoralistici da soli non costituirebbero la soluzione migliore. In questa fase, a nessun gruppo del nostro mondo va chiesto di rinunciare a essere ciò che è, anche perché eventuali ristrutturazioni politico-burocratiche richiederebbero troppo tempo e priverebbero troppi gruppi della loro spontaneità. E’ piuttosto urgente stabilire convergenze immediate e operative, sul campo, rafforzare il cameratismo, attirare altre comunità verso questa rete umana e operativa e ottenere risultati concreti, che costituiscano, a loro volta, le basi per ulteriori avanzate comuni dell’Area.

Una importante convergenza a Roma ha portato al compattamento del nostro ambiente giovanile e studentesco nelle scuole della capitale: qui, Lotta Studentesca – organizzazione giovanile di Forza Nuova – ha ottenuto l’appoggio non solo dei forzanovisti, ma di quasi tutto l’ambiente sano della Destra Radicale. I risultati sono evidenti: ritorno della militanza di piazza, giovani che marciano nelle strade, successi nelle elezioni scolastiche a Roma e provincia. A questa vittoria, definita “il ritorno in grande stile dei fascisti a Roma”, devono seguire ulteriori sviluppi in un’ottica di sfruttamento del successo. Ci auguriamo che l’esperimento portato a termine a Roma possa essere replicato in altre città, portando Lotta Studentesca a fare un ulteriore salto di qualità nell’interesse di tutta l’Area e di tutte le realtà che ne fanno parte.

Parallelamente, quanto realizzato sul fronte dell’assistenza ai nostri compatrioti a Roma può e deve essere sviluppato in sintonia con l’organizzazione di Solidarietà Nazionale, da tempo pienamente operativa a livello nazionale.

Ma a tutto questo possono aggiungersi subito altri ambiti operativi: da quello universitario, dove agisce il Fronte della Gioventù, a quello agricolo dove opera la Lega della Terra, dalla battaglia in difesa della famiglia e dei bambini dell’Associazione Evita Peron, ai problemi dei disabili seguiti dal Dipartimento Disabilità. Ma se queste organizzazioni sono già pienamente operative e in grado di rappresentare la nostra Area, altre ancora attendono solo di essere valorizzate e rilanciate nei diversi ambiti: sportivo, ricreativo, abitativo, sindacale, musicale, ecologico.

Da parte nostra, come Ordine Futuro, siamo fin da ora a disposizione di tutto il nostro mondo umano per favorire il confronto e il riavvicinamento sul piano culturale. I Circoli di OF hanno da sempre questa funzione umana e ideale, prima ancora che politica in senso stretto. Per cominciare, vorremmo andare incontro ai camerati che in qualche modo sono scettici riguardo a questa strategia, perché ricordano il fallimento di precedenti tentativi di riunificazione politica o temono che le realtà numericamente più piccole possano smarrirsi e sparire in un contesto troppo più vasto di loro, oppure, al contrario, vorrebbero che si procedesse a una fusione rapida e completa. E’ proprio per evitare il ripetersi di errori passati che non partiamo dal livello  politico e burocratico, ma da quello concreto e operativo, sul quale tutti i gruppi possono saldarsi e agire insieme senza perdersi. Ogni singola realtà umana militante o culturale ha il dovere storico di dare il suo contributo per il rilancio della nostra Area, ma, al tempo stesso, ha la possibilità di avanzare proposte concrete su come realizzare questo rilancio e di esprimere una critica costruttiva. A nessuna realtà – che sia un movimento a respiro nazionale o un gruppo locale, una struttura politica o un circolo culturale, una sigla ufficializzata o una semplice comunità umana senza nome – viene chiesto di “rinnegarsi”, anzi! Alle comunità che fanno parte della nostra Area viene chiesto di attivarsi e valorizzarsi, di passare dalle potenzialità alle realtà concrete. Al tempo stesso, la “riunificazione dell’Area”, inseguita da tanti camerati per forse troppi anni, può finalmente realizzarsi oggi, attraverso le diverse organizzazioni rappresentative dell’Area stessa, senza bisogno di autoscioglimenti e successive confluenze in nuovi apparati burocratici.

In questa fase storica, non ci possiamo permettere di essere assenti, di non farci sentire. Non ci possiamo permettere di isolarci in piccole sigle che resterebbero sconosciute e ininfluenti, ma, al tempo stesso, non possiamo ignorare queste tante realtà e il loro potenziale ancora inespresso. Non possiamo permetterci di dimenticare i tanti singoli, i “senza tessera”, i simpatizzanti dell’Area.

Ai tanti camerati del nostro mondo lanciamo, oggi, un messaggio: intervenite, fatevi sentire, esercitate pure la critica costruttiva, sceglietevi la collocazione che ritenete più conveniente per voi e la vostra comunità, ma prendete parte alla mobilitazione contro il Sistema e per il rilancio dell’Area. Oggi come ieri, MARCIARE PER NON MARCIRE!