Family Day e Catto-chic

Family Day e Catto-chic

A 24 ore dal Family Day, ci sentiamo in dovere di scrivere due righe sulle  motivazioni alla base della manifestazione. Ciò anche in  risposta a quel gruppo ‘fatiscente’ di persone, che si professa cattolica, ma che amiamo chiamare catto-chic, i quali, ad una settimana dal Ddl Cirinnà, sentono l’impellente necessità di lamentarsi che la retta dell’asilo è troppo alta, che non c’è il quoziente familiare, che le merendine contengono troppo zucchero e che per questo non prenderanno parte alla protesta, perché la ritengono solo di contrasto e non propositiva.

Bisogna capire che il Family Day è stato promosso per contrastare il tentativo di riconoscimento delle unioni civili della legge Cirinnà, che sta incalzando in questi giorni nelle aule del Parlamento, per la precisione da ieri al Senato. Ben vengano le politiche sociali a favore del nucleo familiare, ma l’argomento adesso è un altro, non è di natura economica. Le famiglie anche se povere, senza bonus, assegni, etc.., non per questo possono perdere la via e distrarsi da una battaglia morale di primaria importanza.

Siamo tutti d’accordo che la politica italiana sia stata negli ultimi anni condotta a scapito e non a vantaggio della famiglia e che abbia portato a un diminuzione della natalità, e a mille altri problemi. Ma qui è in discussione ben altro. Stiamo parlando di natura, di una legge che apre all’equiparazione tra matrimonio e unioni civili, alle adozioni omosessuali e, di conseguenza, ad utero in affitto e maternità surrogata. Uno stravolgimento totale di concetti base che, se mancano in una società, di certo non saranno gli assegni, i passeggini o i parchetti a risolverlo.

All’interno del decreto, infatti, c’è anche la cosiddetta stepchild adoption, che permetterà l’adozione di un bambino, figlio biologico di uno dei membri della coppia, da parte dell’altro coniuge. Quindi, con questa norma, si aprirà la possibilità per le coppie gay di adottare il figlio naturale del compagno o della compagna. Una norma di una gravità mai vista prima in Italia. Ribadiamo l’essenzialità di fare politica sociale per la famiglia, ma di questo passo, con l’approvazione di queste leggi, ci ritroveremo con nuclei familiari che magari lottano per avere assistenza e agevolazioni migliori per i loro figli e bambini che avranno completamente la vita distrutta, perché cresciuti in un contesto non naturale.

Si sta persuadendo nella mente delle persone, con questa specifica legge, l’idea che le persone omosessuali hanno ‘diritto’ di coniugio. Tuttavia, non è cosi, perché sono incapaci giuridicamente di contrarre matrimonio, che ricordiamo essere un’istituzione che prevede per sua stessa natura la complementarietà sessuale, la procreazione e l’educazione dei figli. Un bambino è un soggetto di diritto e non un oggetto di diritto. Nemmeno una coppia etero può affermare che un bambino sia un diritto, perché esso è un dono; figuriamoci una coppia gay, che per sua stessa natura è sterile.

Come scritto, quello che vediamo da parte di una frangia del mondo cattolico è un atteggiamento catto-chic al posto di un fronte unito di protesta. In argomenti di primaria importanza, vengono snobbate le dimostrazioni di piazza, perché magari fa fico andare un po’ contro corrente, e vengono tirate in gioco battaglie che sono sacrosante, ma che ora sono fuori luogo. Bisogna, invece, immediatamente capire l’importanza di fare fronte unito su un tema cruciale ed essenziale per il futuro del nostro paese.  

Per questo motivo è stata indetta la manifestazione e per questo la risposta della piazza ci si augura sia pesante. Per chiudere, alleghiamo una frase di Papa Benedetto XVI, che può sintetizzare l’importanza di partecipare in maniera compatta e apartitica, senza riscontri personali, a questa manifestazione: “Le leggi civili sono principi strutturanti della vita dell’uomo in seno alla società, per il bene o per il male. Esse « svolgono un ruolo molto importante e talvolta determinante nel promuovere una mentalità e un costume ». Le forme di vita e i modelli in esse espresse non solo configurano esternamente la vita sociale, bensì tendono a modificare nelle nuove generazioni la comprensione e la valutazione dei comportamenti. La legalizzazione delle unioni omosessuali sarebbe destinata perciò a causare l’oscuramento della percezione di alcuni valori morali fondamentali e la svalutazione dell’istituzione matrimoniale”.