“Più forti, più liberi”. La prima volta dell’ENF a Milano

“Più forti, più liberi”. La prima volta dell’ENF a Milano

Come OrdineFuturo.net, abbiamo presenziato al primo congresso del gruppo parlamentare europeo Europe of Nations and Freedom (ENF), sigla che raggruppa la maggior parte dei partiti e movimenti euroscettici che siedono al Parlamento Europeo. LENF è il risultato di una lunga opera di mediazione da parte di Lega Nord e Front National (suoi principali componenti), che già nel luglio 2014 avevano tentato di formare un gruppo parlamentare, senza però raggiungere il numero minimo di adesioni necessarie (25 parlamentari, provenienti da 7 diversi paesi). Dopo la permanenza per alcun mesi nel gruppo misto, nel giugno 2015, Marine Le Pen e Matteo Salvini sono riusciti a creare l’ENF grazie al fondamentale appoggio di Janice Atkinson, parlamentare europea inglese fuoriuscita dall’United Kingdom Independence Party di Nigel Farage, e grazie all’espulsione di Janusz Korwin-Mikke dal Congresso della Nuova Destra polacca, che ha potuto far così cadere il veto posto su questo partito da Marine Le Pen e Geert Wilders. Giovedì sera, il gruppo europeo si è così potuto presentare al gran completo a Milano. L’ENF comprende eurodeputati provenienti da 8 partiti di paesi diversi: oltre alla già citata Atkinson e al Congresso della Nuova Destra polacca (KNP), sono presenti l’italiana Lega Nord di Matteo Salvini, il francese Front National, gli olandesi del Partito della Libertà (PVV) di Geert Wilders, i nazionalisti fiamminghi di Vlaams Belang, gli austriaci del Freiheitliche Partei Österreichs (FPO) e i romeni del Partito Romania Unita (PRU), guidato da Laurenţiu Rebega, fuoriuscito dal Partito conservatore, ma per anni iscritto al gruppo europeo socialdemocratico S&D. Ospite al congresso anche il ceco-giapponese Tomio Okamura, presidente del Movimento per la Libertà e la Democrazia diretta (Svoboda a přímá demokracie, SPD).

La location dell’evento è il MiCo, il centro Milano Congressi di via Gattamelata, nel bel mezzo del futuristico quartiere della Fiera di Milano. Allinterno, superato labnorme dispiegamento delle Forze dellOrdine, perlopiù dovuto alla presenza dellimmancabile contro-manifestazione dei nazisti rossidei centri sociali – la definizione è di Salvini -, la grande sala del Gate 17 offre una vista simile alla platea di una grande convention nord-americana. Il capogruppo della Lega Nord al Parlamento Europeo Lorenzo Fontana introduce gli ospiti in veste di speaker, accompagnato da musica, maxischermo e traduzione in simultanea dei numerosi ospiti presenti. Nel pubblico, si possono riconoscere facilmente vari dirigenti dellestablishment leghista, come Mario Borghezio (accolto da numerosi applausi e grida invocanti il suo nome, segno dellincrollabile sostegno che il torinese gode nel popolo leghista), il capogruppo alla Camera Massimiliano Fedriga, il governatore della Lombardia Roberto Maroni e il responsabile economico Claudio Borghi Aquilini.

Dopo una breve introduzione di Matteo Salvini, che, in riferimento alla manifestazione dei centri sociali, ribadisce che i nazisti stanno fuorie che lì dentro c’è invece chi sogna unEuropa diversa, fondata sulle comunità, il congresso prende il via con una serie di brevi interventi da parte dei vari ospiti europei.

I temi comuni sono tanti e la vicinanza tra i partiti componenti il gruppo su determinati obiettivi sembra molto salda: lotta all’immigrazione clandestina e all’islamizzazione dell’Europa, necessità di ridare sostegno a piccole e medie imprese e di ridurre la disoccupazione che sta ormai opprimendo l’Europa intera, più sicurezza e blocco delle frontiere, con conseguente cancellazione del trattato di Schengen. E poi, difesa degli interessi nazionali, sostegno a ceto medio produttivo, lotta contro la burocrazia europea che vorrebbe legiferare persino sui rapporti domestici tra moglie e marito (in riferimento a una legge abbastanza ridicola, proposta in seno al Parlamento Europeo, in materia di regolamentazione del lavoro domestico tra moglie e marito). La posizione sull’Unione Europea e sull’Euro, dismesse certe ambiguità e incertezze del passato, emerge chiara e tonda: l’ENF è per lo smantellamento di tutto il sistema nato col trattato di Maastrich, Eurozona compresa, e per l’inizio di una nuova era nei rapporti tra le nazioni europee, caratterizzata da Stati nazionali sovrani che liberamente possano stringere accordi bilaterali su politiche commerciali, di sicurezza e di difesa. Sul tema, spicca la rampante indipendente Janice Atkinson, fautrice della Brexit, la possibile uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea in seguito al referendum popolare che si terrà nel Regno Unito nel 2017.

La critica non risparmia, ovviamente, l’alleanza europea de facto esistente tra PPE e S&D, che domina l’arco parlamentare di Bruxelles con votazioni quasi sempre in comune, nonostante i due blocchi dovrebbero, in linea di principio, essere avversari.

Gli interventi più notevoli sono da ascrivere al giovane e brillante leader di Vlaams Belang, Tom Van Grieken e al ceco Okamura, scagliatosi persino contro le ingerenze americane sulle politiche europee (senza, però, ottenere l’applauso di Marine Le Pen…).

A fasi alterne, emergono altri temi su cui la convergenza del gruppo parlamentare è, però, ancora tutta da verificare. I rapporti più stretti con la Russia di Putin, grande cavallo di battaglia di Salvini, non sono un obiettivo condiviso con altrettanta sicurezza da partiti come il PVV di Wilders e dai polacchi del KNP, la cui tradizione anti-comunista, risalente a Solidarność, pone tuttora dei blocchi mentali e politici verso tutto ciò che provenga da Mosca. Riguardo alla politica economica, l’orientamento liberista di Wilders e Vlaams Belang stride con politiche più improntate all’economia sociale di mercato, come quelle di Marine Le Pen e KNP. Su questi temi, la Lega Nord svolge probabilmente un ruolo di mediazione tra queste anime così diverse, volgendo a vantaggio europeo quelle che sono le maggiori ambiguità del Carroccio 2.0.

L’anima federalista della Lega Nord originaria, ancora presente nel simbolismo, nell’estetica e nei cori del popolo leghista, permette al partito di Salvini di mantenere gli storici rapporti coi separatisti fiamminghi del VB; nel contempo, il nuovo corso salviniano, che ha allargato la Lega alla dimensione dell’Italia tutta, ha permesso l’intreccio di saldi rapporti con il Front National. Sull’economia, le ambiguità salviniane su una linea economica che passa da provvedimenti neo-liberisti e friedmaniani come la flat tax, al keynesismo delle politiche anticicliche, a livello europeo si rivela essere quasi un punto di forza, perché permette la convivenza e una sottile linea di coerenza all’interno di un gruppo davvero eterogeneo. Elemento problematico è, in particolare, il PVV di Wilders. L’eccentrico leader olandese è caratterizzato da posizioni liberiste in economia e libertarie sui temi etici che poco hanno a che fare con la linea tradizionale della destra euroscettica. L’accordo con questo partito, dato secondo alcuni sondaggi quasi al 30% nei Paesi Bassi, che andranno al voto proprio quest’anno, è stretto sulla base dell’opposizione alle politiche migratorie e della violenta retorica anti-islamica di Wilders, così come sulla necessità di smantellare l’Unione Europea (il PVV è per la Nexit, l’uscita delle Netherlands dall’UE). Ciò al prezzo, peraltro, di molti veti posti dagli olandesi nei confronti di partiti più tradizionalmente vicini a una linea di destra radicale.

In generale, il gruppo sembra essere in salute a livello elettorale. Front National, FPO e PVV sono il primo partito nei sondaggi dei rispettivi paesi, la Lega Nord è il primo partito dell’opposizione di centro-destra in Italia e il VB ha un forte seguito nelle Fiandre. Tuttavia, nessuno di questi partiti è al governo nel proprio paese, attualmente.

A conclusione del convegno, prima dell’intervento finale di Matteo Salvini, caratterizzato dal suo solito repertorio dialettico ben noto ai lettori italiani, c’è stato il vibrante discorso di Marine Le Pen, che, evocando l’Editto di Costantino che sancì nel 313 proprio a Milano la libera pratica della religione cristiana, ha fatto esplicito riferimento alle radici cristiane dell’Europa. Una mossa strana per un politico che in Francia privilegia costantemente Laicité e valori della République. In seguito, la leader del FN ha insistito sulla necessità di smantellare una moneta unica costruita per gli interessi della Germania a danno di tutti gli altri paesi. Marine si è detta fiduciosa sul futuro europeo, proprio perché la crisi migratoria sta minando alla base le fondamenta dell’Unione e presto ci sarà spazio per una nuova stagione di rapporti positivi con la Russia, per la stabilizzazione del Medio Oriente e per il ritorno della moneta a essere vista come un mezzo, non come un fine.  La Le Pen ha posto, infine, l’attenzione su alcune proposte della Commissione che in Italia stanno passando totalmente sotto silenzio. In particolare, ha rivelato l’idea “criminale” di sostituire le polizie di frontiera e di dogana con una polizia europea, posta direttamente sotto il controllo diretto della Commissione, cosa che la leader del Front definisce “un mercenariato doganale europeo”, a cui si deve rispondere, invece, con più sovranità nazionale.

Cosa rimane di questo congresso? Di negativo, l’impressione che dietro l’organizzazione veloce e con pochi fronzoli di un evento dal taglio completamente propagandistico ci siano state essenzialmente le esigenze tecniche di spendere i soldi della Comunità Europea. Accedervi non è facile, la burocrazia è tanta ed è fatta rispettare pedantemente in questi tempi di vacche magre, e i gruppi parlamentari europei sono obbligati ad organizzare questo genere di eventi, se vogliono ottenere fondi. Inoltre, il tema che sembra sparito completamente dai radar dell’ENF sono i rapporti tra l’Europa e gli Stati Uniti d’America: se si fa eccezione per il breve riferimento di Okamura, nessuno ha toccato il tasto dolente del fatto che la permanenza dell’Italia all’interno della NATO sia difficilmente compatibile con la nuova stagione, da tutti auspicata, di distensione con la Russia di Putin. Si potrebbe aggiungere tra i problemi, inoltre, la poca attenzione con cui sono stati trattati i temi etici. Salvini, unico a parlarne, si è detto nuovamente contrario alle adozioni e all’equiparazione al matrimonio delle unioni tra persone dello stesso sesso, mentre è sembrato più possibilista sul riconoscimento di alcuni diritti più “soft”.

E’ doveroso, comunque, segnalare anche i fattori positivi di un congresso che ha visto riuniti movimenti con una linea sull’Europa diametralmente opposta a quella di Merkel e Commissione, con alcune buone intuizioni e una classe dirigente giovane. Ai dati positivi, si può anche aggiungere l’organizzazione del convegno, fondata sulla base militante dei Giovani Padani. Rispetto alle molte voci che mormorano di un disinteresse di Salvini per la sua base storica e per la tradizione “popolare” della Lega, un popolo leghista esiste ancora e sostiene il suo leader, pur mostrando qualche segnale di nervosismo quando si tocca l’argomento “Padania”, in tempi in cui il termine sembra essere un po’ passato di moda.