The Big Short – La grande scommessa

The Big Short – La grande scommessa

The Big Short(La grande scommessa), film del 2015 diretto da Adam McKay e basato sul libro di Michael Lewis The Big Short – Il grande scoperto, è passato nel complesso sotto silenzio allinterno di un dibattito cinematografico italiano che ha dato più spazio, ultimamente, allultimo (ottimo) film di Checco Zalone, al nuovo tentativo di scalata allOscar di Leonardo Di Caprio con Revenante alla trasposizione cinematografica dellopera shakespereana Macbeth. Nonostante le buone recensioni giornalistiche di cui il film ha potuto godere, non si è molto insistito, in genere, sul tema trattato dal film, per quanto esso abbia condizionato in maniera pesante il nostro passato recente e continuerà a farlo anche nel prossimo futuro. Il film tratta, infatti, la crisi dei cosiddetti mutui subprime, provocata da una bolla immobiliare scoppiata negli USA nel 2007-08 e poi evolutasi in una crisi finanziaria mondiale tale da contagiare lEuropa e i debiti sovrani di alcuni Stati membri dellEurozona. In Europa, il picco della crisi venne così toccato nel 2011, per passare rapidamente a una fase di mediocre stagnazione che, almeno in Italia, dura tuttora.

Il film narra tre storie differenti, che si svolgono parallelamente, senza mai intrecciarsi a livello diretto. Lo strampalato manager di un hedge fund, Michael Burry (Christian Bale), scopre come il sistema finanziario americano sia sullorlo di un crack epocale, a causa della profonda instabilità del mercato immobiliare, in gran parte costruito su mutui subprime ad alto rischio abilmente nascosti allinterno di pacchetti ammantati di un rating positivo (i CDO). Deciderà così di scommettere sul crollo del sistema immobiliare americano, acquistando Credit Default Swaps (CDS), che assicurino il fondo da lui gestito contro il crollo del sistema bancario americano e le possibilità di insolvenza da parte delle più grandi banche daffari al mondo, tra le quali Goldman Sachs e Lehman Brothers.

Contemporaneamente, alle stesse conclusioni giunge limpiegato di Deutsche Bank Jared Vennett (Ryan Gosling), che convince Mark Baum (Steve Carell), trader ebreo affetto da misteriori rimorsi dovuti alla perdita del fratello e da una evidente nevrosi dovuta alla forsennata vita di Wall Street, a seguirlo nellacquisto di CDS, in quella che è una scommessa contro leconomia americana.

Infine, a fare la stessa mossa sono due giovani investitori, Charlie Geller e Jamie Shipley, coadiuvati dal banchiere in pensione Ben Rickert (Brad Pitt), eccentrico e disilluso ex-mago di Wall Street, ora feroce denigratore del sistema finanziario americano.

Filo conduttore di queste tre storie è il mondo di Wall Street, luogo fisico, ma anche ideale nel suo accomunare le linee di esistenza di persone profondamente diverse tra loro, tutte con un passato oscuro alle spalle, che compare a volte come ricordo indeterminato e sfuggente mediante confusi e asistematici flashback. I tre gruppi si ritrovano coinvolti in una svolta epocale per lintera economia mondiale, che si trova inconsapevolmente sullorlo della crisi più grave di tutti i tempi, crisi che nel film si rivela in tutta la sua violenza e imprevedibilità. I protagonisti intuiscono tutti quello che sta per accadere, in tempi diversi e senza conoscersi mai direttamente, ma fino allultimo il dubbio del fallimento rimane in loro attanagliante ed enorme, come le cifre degli affari che sono in ballo.

Molteplici sono le cause strutturali di lungo periodo attribuite allo scoppio di una crisi così grave, e non è questo il luogo in cui dibattere le posizioni, pure diverse, emerse in merito. Il film si limita a lanciare un monito: ciò che è successo ha avuto un tale carattere di immediatezza e di imprevedibilità da potersi tranquillamente ripetere in un futuro prossimo. Fino alla metà del 2007, nessuna delle più importanti agenzie di rating (Moodys, Standard & Poors, Fitch) aveva previsto una crisi di questa entità e tra i motivi si intuisce ci sia la loro mancanza di imparzialità, dovuta al fatto che la concorrenza tra agenzie ha innescato un processo di compravendita di rating positivi da parte delle banche più importanti. Oggi, queste società di rating sono ancora determinanti per le valutazioni degli investitori e le banche daffari hanno ripreso a vendere pacchetti di mutui contenenti titoli tossici ad altissimo rischio, del tutto simili ai CDO utilizzati a spron battuto negli anni precedenti la Grande Recessione.

Da questo si comprende la scelta di Michael Burry e di Mark Baum di abbandonare il mondo di Wall Street, in cui hanno da sempre vissuto. Aver guadagnato quantità imponderabili di denaro grazie alla loro scommessa” è infatti poca cosa al confronto del livello di malessere personale che il sistema finanziario è in grado di causare a chi, pur essendone un navigato componente, ha mantenuto a fatica unidentità etica in mezzo a un mare di personaggi senza scrupoli, che, dopo aver fatto enormi profitti sulla pelle di poveri affittuari e risparmiatori, sono pure in larga parte riusciti a evitare il tribunale e la galera. Perché – ed è Ben Rickert a ricordarlo ai suoi due giovani soci in affari -, al fondo di tutto il fumo, la tecnica, il fascino e la velocità di Wall Street e della finanza contemporanea, c’è sempre la realtà concreta, con la sua gente semplice, i suoi problemi e le sue difficoltà di tutti i giorni. Le difficoltà di chi, da un giorno allaltro, neppure dieci anni fa, si ritrovò senza neppure un tetto sopra la testa, pur avendo pagato faticosamente e regolarmente il proprio affitto, fregato dallavidità di finanzieri senza scrupoli e dallincoscienza di proprietari insolventi. La scommessa di Ben, Mark e Michael è una scommessa contro le grandi banche daffari americane, ma anche una scommessa contro leconomia americana, contro la società americana, contro il popolo americano. Una scommessa che vincono, senza che alla fine, tuttavia, ci sia alcunché da festeggiare, per nessuno di loro.