Anche l’Abruzzo mette al bando il gender

Anche l’Abruzzo mette al bando il gender

Dopo la Regione Basilicata (vedi http://www.notizieprovita.it/economia-e-vita/gender-la-basilicata-dice-no-trasversalmente-anche-con-voti-pd/ ), anche un’altra Regione, amministrata paradossalmente dal centrosinistra, si mette di traverso contro il gender. E’ l’Abruzzo: (ACRA) – “Sono lieto dell’approvazione a larga maggioranza della risoluzione sulle ‘teorie del gender’, peraltro sottoscritta da numerosi esponenti della maggioranza e della minoranza dei componenti la Quinta Commissione consiliare”. A dirlo è il Vice Presidente del Consiglio regionale, Paolo Gatti (FI), primo firmatario del documento politico. “La risoluzione impegna la Giunta regionale ad intraprendere una interlocuzione con l’Ufficio Scolastico Regionale – continua Gatti – che miri a evitare la diffusione della ‘teoria del gender’ nelle scuole abruzzesi, in primo luogo perché ritengo prioritario il ruolo della famiglia nell’educazione all’affettività e alla sessualità. Non è pensabile, inoltre, che tali teorie siano da intendersi come ‘bisogno educativo’ da proporre nelle scuole, poiché potrebbero, oggettivamente, confondere e ferire la crescita dei bambini, in quanto lontane dalla realtà largamente percepita. Non sarebbe esercizio di libertà educativa – conclude il Vice Presidente – ma l’imposizione di un modello irrispettoso della libertà dei bambini e delle famiglie”. (com/rc)

Insomma, parafrasando Franco Battiato, vi sono ‘segnali di vita nelle case all’imbrunire’, nonostante la canaglia stia avanzando spavalda, con quel senso di inarrestabilità gravitazionale dato dalle epoche decadenti, che appunto scivolano verso il basso come catastrofi.

Nonostante i vergognosi e criminali fallimenti di John Money, la Fondazione Rockfeller, tramite la “John Hopkins University”, e il New York Times elogiavano il suo libro “Man and woman, Boy and girl” come molto importante da un punto di vista scientifico. Quattrini e perversione vanno assai d’accordo. Alfred Kinsey e la cricca abortista hanno sempre avuto come progetto anche quello di cancellare l’idea della “normalità sessuale”, sdoganando la stessa pedofilia come pratica sessuale “liberatoria” e Mario Mieli (nel suo “Elementi di Critica Omosessuale”) definisce la transessualità come “adatta ad esprimere la pluralità delle tendenze dell’Eros e l’ermafroditismo originario di ogni individuo”.

Il presunto “ermafroditismo originario” rimanda al mito dell’androgino, e quindi alla Kabbalah; altro che teorie che non esistono! Vecchie quanto il cucco e rispolverate dalla rabbiosa ed autodistruttiva propaganda delle morenti, perché insignificanti, sinistre occidentali. Tali teorie sono farcite di ideologia lesbica ultrafemminista ed esoterismo (vedi mio precedente articolo http://ordinefuturo.net/2015/11/25/gender-e-kabala/), che, come scrisse la femminista marxista S. Firestone in “Dialettica dei sessi”, ricercano come obiettivo “non solo l’eliminazione del privilegio maschile, ma della stessa distinzione genitale dei sessi”.

Judith Butler, lesbica e femminista, intervistata da Le Nouvel Observateur nel 1990: “La teoria del gender si sviluppa tra gli Anni Ottanta e Novanta all’incrocio tra l’antropologia statunitense e lo strutturalismo francese […] è vero che il sesso biologico esiste, ma la teoria del genere non descrive “la realtà” in cui viviamo, bensì le norme eterosessuali che pendono sulle nostre teste […] può anche darsi che esista una natura maschile ed una femminile, ma come conoscerle? Come definirle?” La rivoluzione è ormai direttamente concentrata a sovvertire la natura umana creata da Dio e la stessa genetica, che, assieme alla logica ed al buon senso, vengono percepite come gabbie patriarcali.

E’ proprio il pubblico potere che, dall’ONU e dalla UE fino allo Stato ed ai Comuni, cerca in ogni modo di inculcare determinate pseudo-teorie nelle menti dei giovani e dei bambini, prevedendo vere e proprie direttive educative nelle scuole, nonché provvedimenti legislativi (vedi relazione convegno a Teramo CCC ed RS https://youtu.be/CAYzd6hY9D4 ). Risulta provvidenziale quanto Basilicata ed Abruzzo hanno fatto in Italia come prime regioni: alzare una barriera contro questo delirio. A Teramo, nel giugno 2015, sono bastati 4 minuti all’Avv. Gianfranco Amato per far capire cosa sia la “teoria gender”, quattro minuti soltanto per togliere la confusione a chi è in buona fede (https://youtu.be/vRL4J3rvC2Y) e convincerlo che la decisione del Consiglio Regionale abruzzese è stata improntata al buon senso, perché sarebbe assurdo e folle concepire le elucubrazioni genderiste come bisogni educativi.

L’autore teatrale Kate Bornestein, transgender, conferma come: “La fluidità di genere è la capacità di diventare, liberamente e consapevolmente, di uno o di molti in una serie infinita di generi, per qualsiasi periodo di tempo o con qualsiasi rapidità di cambiamento”. Le differenze vanno omologate e il genere registrato alla nascita non deve  identificare il soggetto. Tutto ciò rappresenterebbe l’anarchia dissolutoria come fase terminale di una plurimillenaria civiltà. Noi non lo vogliamo.

Insomma, la teoria del gender è un mix orgiastico di trotzskismo pornomane e freudismo marxista, un tempo schifati dallo stesso PCI, che cacciò via Pasolini per indegnità morale, ed attualmente dai comunisti russi, che propongono alla Duma leggi penali contro la propaganda omosessualista, che è la base ideologica del genderismo. Uno strumento per trasformare in maiali quegli esseri umani che, invece, con una coscienza retta e lucida, potrebbero ribellarsi ad un sistema finanziario che li ha resi schiavi.

Anteporre il proprio destino di lotta aspra ed irriducibile, al senso che ‘le magnifiche sorti e progressive’ vogliono sia della Storia. Vedremo chi vincerà questa battaglia, ma intanto non potremmo fare altrimenti. Ce ne fregammo allora e ce ne freghiamo ancora.