“Giuseppe Solaro – Il fascista che sfidò la Fiat e Wall Street” di Fabrizio Vincenti

“Sono i fanatici di tutti i tempi che fanno la storia”

Su Solaro, il più giovane federale della RSI, uno dei pochissimi autorizzati a vedere il Duce senza preavviso, uomo di punta del fascismo repubblicano a Torino, non era mai stato fatto uno studio approfondito. Se i comunisti – che lo hanno impiccato al momento della “liberazione” a due passi da dove era nato, lasciandogli libere le mani perché soffrisse di più – hanno cercato solo di insultarlo e infangarne la memoria, e gli altri suoi nemici, di parte liberale e capitalista, di ignorarlo e dimenticarlo, anche da parte neofascista, nel dopoguerra, Solaro era rimasto solo come una icona, una immagine del fascista fedele fino alla fine, che affronta la morte con un coraggio da eroe, sereno e quasi impassibile. Da contemplare, più che da capire.

Questo libro di Vincenti – frutto di ricerche approfondite in numerosi archivi – colma una lacuna e ricostruisce la storia umana e politica di Solaro, con sullo sfondo una Torino nella quale occorre fare i conti col potere forte della Fiat e, poi, con la guerra esterna e, infine, con la guerra civile. Scopriamo così un Solaro “privato”, dedito al lavoro e alla famiglia, tanto onesto e disinteressato da vivere sempre modestamente e morire praticamente povero – fatto che da solo lo renderebbe un gigante, al cospetto dei politicanti del dopoguerra – ma anche un Solaro “ideologico”, anima del Centro di Studi Economici dei giovani fascisti, che predica  contro il capitalismo internazionale e locale, che propone soluzioni inedite per la ristrutturazione economica a livello europeo e mondiale, che denuncia opportunisti e moderati che rallentano la marcia sociale e rivoluzionaria del fascismo e, infine, un Solaro “militante” che parte volontario per la guerra di Spagna, che si butta anima e corpo nella avventura della RSI, dirigendo la seconda federazione più forte d’Italia e la sua Brigata Nera, fino al sacrificio della vita, affrontato in modo esemplare, col conforto della fede cattolica e con la coerenza del combattente.

Certo, Solaro non era comodo neppure per una certa destra, che nel dopoguerra sembrava recuperare  dalla RSI solo l’anticomunismo e che puntava ad aggregare moderati e benpensanti. Solaro ci ricorda ancora oggi che “L’esistenza di esagerati patrimoni e di povertà permanenti, costituisce la vergogna del sistema liberale e democratico”  e che nella nuova Europa non saranno tollerati i grandi capitalisti, i “ruminanti della ricchezza” . Contro questi sfruttatori si ergono i fascisti, che,“fanatici credenti in un’Idea, lavorano e combattono per il popolo italiano”.

Solaro avrebbe voluto una azione più incisiva contro il livello occulto e capitalista della resistenza che operava in modo subdolo manovrando le bande armate come bassa manovalanza, e anche contro la Fiat – abilissima nel giocare su più tavoli finanziando o trattando con tutti: Rsi e partigiani, tedeschi e alleati. In questo, il libro riveste un interesse particolare per i lettori torinesi, in quanto tutta la storia di Solaro porta inevitabilmente a illuminare quella della sua città e del suo popolo.

L’eredità ideale di Solaro è ancora oggi attuale e non solo per le sue lungimiranti tesi economiche e sociali, ma ancor più per il suo testamento ideale, nel quale ricordava che è doveroso e nobile battersi per la giustizia sociale contro il capitalismo americano e mondiale. Solaro ci ricorda il dovere dei veri militanti, chiamati a realizzare ciò che sembra impossibile: “E’ il miracolo delle minoranze che creano la Storia … E’ il miracolo dei fanatici, dei credenti, dei fedeli”.