epa05093728 Women and men protest against racism and sexism in the wake of the sexual assaults on New Year's Eve, outside the cathedeal in Cologne, Germany, 09 January 2016. After the sexual assaults around Cologne's main station on New Year's Eve, various groups have planned for demonstrations on 09 January.  EPA/OLIVER BERG

Colonia: quando ad essere umiliato è il genere maschile

Una frase che mi diceva sempre mia nonna fin da bambino era: “il colpevole non è solo colui che riempie il sacco, ma anche chi lo regge.” Con questa metafora mi si cercava di far capire il concetto di complicità, concetto che generalmente le masse tendono ad ignorare, perché abituate a deresponsabilizzarsi.

Pensate, per esempio, ai nostri governanti, coi loro interessi di potere; le poltrone da mantenere, il clientelismo, le mazzette, intrallazzi bancari, i voti di scambio, i favori agli amici degli amici, ecc… Pensateci e domandatevi: essi sono la causa o l’effetto di quello che poi emerge dalle loro azioni?

La mia nonna, oggi, mi risponderebbe che sono l’effetto provocato da chi ha causato l’insediamento di truffaldini e corrotti al potere, ossia “noi”, il popolo.

Sui fatti di Colonia, fare un’analisi sui colpevoli materiali sarebbe scontato e ripetitivo, ma, diversamente, focalizzare l’attenzione su coloro i quali, in qualche modo, sono la causa di quel che è avvenuto, ovvero gli autoctoni europei, potrebbe dimostrarsi un atto analitico interessante.

Potrebbe sembrare, leggendo un’affermazione del genere, un ragionamento alla Vauro, in tipica salsa anti-nazionale, quella per esempio in cui un’assoluzione per la categoria dei “migranti” e, viceversa, un capo d’accusa verso gli autoctoni si trova sempre, ma tutt’altro. Sono proprio gli autoctoni come il vignettista toscano, ma non solo, le cause dei fatti di Colonia.

La sinistra moderata e l’estrema sinistra, abbandonato Marx e impugnati i moderni valori borghesi dei diritti civili, unite da un anello di congiunzione tutto liberale, hanno permesso la trasformazione del nostro continente in un coacervo multirazziale e multiculturale, in cui, quello che può essere considerato sacro, degno di rispetto ed inviolabile per un popolo non lo è necessariamente per un altro.

Se durante la notte di capodanno, in diverse città d’Europa (Zurigo, Salisburgo, Amburgo, Colonia ed Helsinki) orde di neo-goumiers del ceppo afro-asiatico sono riuscite a commettere violenza sessuale e psicologica su centinaia di donne, è perché qualcuno lo ha loro permesso.

Sorvolando comunque sulla responsabilità dei partiti di sinistra di tutta Europa, le cui colpe sono evidenti, viene per prima cosa da chiedersi: “Nessuno ha assistito a quello che stava accadendo? E perchè nessuno è intervenuto?”

Sicuramente molti hanno visto, ed il motivo per cui non sono intervenuti riguarda il grado di coraggio e onore residuo dell’uomo moderno, in particolar modo di quello dell’Europa occidentale.

La logica progressista ha trionfato negli ultimi decenni a tal punto da comportare una rivoluzione culturale e antropologica dell’uomo, svuotandolo di ogni valore ancestrale, etico e morale, considerato obsoleto, reazionario e catto-fascista dal pensiero unico e onnipresente della nostra società.

Le bandiere nazionali divengono dunque un retaggio nazionalista da ammainare, per lasciare spazio a quelle della pace, mentre i cortei arcobaleno in cui ci si tiene per mano, stringendo nell’altra una candela, sono la giusta risposta verso chi attacca i nostri affetti. Se non bastasse, un fiore per il fucile da puntare con amore verso qualche gang di periferia importata (per arricchirci si intende) lo si trova sempre. Il tutto, ovviamente, richiede un certo stile; e quindi sopracciglia ad ali di gabbiano, jeans a sigaretta strappato con risvoltino integrato e abbinato a cuffia con pon-pon, guanti e sciarpona (giusto per mantenere una temperatura corporea media), per promuovere la pace con stile, sono gli elementi minimi se si vuole essere davvero al passo coi tempi.

Come diceva giustamente Ernst Jünger, lunghi periodi di pace favoriscono la convinzione che l’inviolabilità del domicilio si fondi sulla Costituzione, che di essa si farebbe garante, ed i risultati di questa convinzione si vedono da decenni, col culmine raggiunto la notte di capodanno.

Jünger proseguiva il suo pensiero affermando che, in realtà, l’inviolabilità del domicilio si fonda sul capofamiglia, che, attorniato dai suoi figli, si presenta sulla porta di casa brandendo la scure, cosa che non è avvenuta.

Ed è in questo atto di rinuncia a brandire la scure, che l’umiliazione di quella notte è da attribuire agli uomini, ancor prima che alle donne. Dopotutto, nazioni che hanno allevato i propri uomini come conigli, non possono pretendere che questi si comportino da soldati, e nel vedere la risposta popolare e istituzionale ai loro attacchi, le bande criminali che il nostro continente importa da decenni dovrebbero aver anche riso.

Qui non è questione di essere di destra o di sinistra, sia chiaro. Il punto verte sul come oggi si considera giusta o sbagliata una reazione, una presa di posizione ed un certo atteggiamento di favore verso un modo d’essere rispetto ad un altro.

Chi quella notte e nei giorni successivi ha salvato il proprio onore e la propria dignità di uomo (rischiando la propria incolumità), cercando di salvare anche quella delle donne, è stato prima di tutti Ivan Jurcevic, atleta di kickboxing, che ha salvato un gruppo di donne dai loro aggressori, nonostante questi impugnassero bottiglie rotte e fossero in maggioranza numerica, e successivamente i patrioti tedeschi scesi in strada con l’organizzazione Pegida, subito etichettati come fanatici ed estremisti (attributo che non è stato speso nemmeno per i violentatori di Colonia).

Annichilita nell’uomo (e nelle istituzioni), dunque, quella sana componente di coraggio e senso della giustizia e di difesa che ci appartiene, il conformismo sotto il segno della viltà e del non guardare spiana la strada a gente che, spesso in nome di Allah, è disposta a compiere qualunque gesto e può ben sperare che sia solo questione di tempo prima di mettere al guinzaglio una società che invita gli uomini a comportarsi da donna e viceversa, popoli che campano di aborti di massa, droghe di massa, gay pride, matrimoni omosessuali, Grande Fratello e saldi di fine stagione.

(Foto Huffington Post IT)