Noi, i minatori di Forza Nuova

Noi, i minatori di Forza Nuova

L’uomo che intenda la vita come milizia e la politica come militanza non può cedere allo scoramento, al senso di inefficacia e di impotenza che assalirebbe ed assale chiunque veda davanti a sé un esercito nemico sconfinato e per questo non riesca nemmeno ad immaginare una risposta veloce e tangibile ai propri sforzi.

I desideri, le tensioni, le fatiche che non abbiano riscontro immediato sono davvero inutili? O hanno, ad altri livelli, una qualche efficacia, magari misteriosa ed al momento insondabile, come una preghiera apparentemente inascoltata?

Così come nei cieli una massa d’aria calda, per quanto esigua, rallenta il cammino del gelo, così come da una sola testimonianza di bene, nascono vibrazioni altissime di Giustizia e di Amore, può la nostra presenza, seppure minoritaria, ostacolare l’avanzata del male?

“Già da tempo vive in me la ferma convinzione che al mondo niente si perde completamente, né del bene né del male, e prima o poi si manifesta apertamente anche ciò che per un certo tempo, a volte anche lungo, rimane invisibile”, “tutto passa, tutto rimane”, intuiva Florenskij, il prete russo, filosofo e matematico, ucciso nel 1937 dalla dittatura comunista.

Ha ragione lui?

L’azione del soldato politico che attualmente combatta la battaglia contro il caos e la degenerazione, a favore della sopravvivenza della storia, del sangue, della stirpe del proprio popolo, è un’azione disperata in quanto apparentemente infruttuosa o ha una efficacia reale, seppure nascosta, come il lavoro di un minatore che scavi una miniera d’oro della quale pochi sanno, finché non giunga con le sue ricchezze al livello del suolo?

Crediamo che così è: milizia non solo quale testimonianza, ma come azione disinteressata che in sé trova senso e giustificazione, che non guarda al frutto, ma che in un tempo futuro, seppure lontano, quel frutto comunque coglierà; milizia come azione ineludibile, dettata da un’imperiosa istanza interiore e perciò stesso totalmente coinvolgente; milizia come azione impersonale poiché, nell’avvicendarsi delle generazioni, ha gli occhi fissi alla verità immutabile e imperitura che, per quanto profondamente seppellita, aspetta solo chi voglia, col lavoro nascosto, improbo e prezioso del minatore, portarla alla luce.