Al peggio non c’è limite

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L’articolo del Corriere online è brevissimo: “La senatrice Monica Cirinnà con altri cinque senatori del Pd ha presentato in Senato giovedì un disegno di legge per cancellare dal codice civile il riferimento all’obbligo di fedeltà. Preparato dalle senatrici Laura Cantini, Francesca Puglisi, Stefania Pezzopane e dal senatore Mario Morgoni, il disegno di legge è stato firmato anche da Giuseppe Lumia e da Sergio Lo Giudice.

Il nostro commento lo è altrettanto: non paghi del male di cui ogni giorno si fanno promotori, in virtù della loro perversa ideologia progressista, i “piddini” – in stato di evidente e grave incontinenza – continuano a spargere il loro liquame ideologico su ogni barlume o residuo di bene. La distruzione sistematica di ciò che nobilita l’uomo, sia sul piano personale che sul piano sociale, prosegue senza sosta in nome dei cosiddetti “diritti civili”, ossia in nome dell’auto-annientamento.

A chiedere di eliminare dal DDL Cirinnà l’obbligo di fedeltà per le coppie omosessuali – elemento che, in qualche modo, contribuiva ad equiparare le cosiddette “unioni civili” al matrimonio – è stato l’NCD di Angelino Alfano, credendo forse di infliggere, in questo modo, un ulteriore colpo ai promotori del “matrimonio gay”, già colpiti dallo stralcio del diritto di adozione (la stepchild adoption). Un modo insomma per accreditarsi come difensori della morale. Stupida illusione e volgare manifestazione di ipocrisia democristiana, era l’intero DDL Cirinnà che andava rifiutato!

Gli esponenti del PD non ci hanno pensato due volte: si abolisca l’obbligo di fedeltà anche per coloro che sono uniti dal vincolo del matrimonio, ovvero si tolga dall’articolo 143 del Codice Civile il riferimento all’obbligo di fedeltà reciproca tra i coniugi. Una provocazione? Può darsi. Ma è lecito e ragionevole pensare che l’apparente provocazione sia, in realtà, un colpo di acceleratore che anticipa quanto già è presente nelle intenzioni del fronte progressista (al peggio non c’è limite).

A rafforzare questa nostra ipotesi vi sono le dichiarazioni della senatrice del PD Laura Cantini, secondo la quale l’obbligo alla reciproca fedeltà “è un retaggio di una visione superata e vetusta del matrimonio … il giudice non può fondare la pronuncia di addebito della separazione sulla mera inosservanza del dovere di fedeltà coniugale. Inoltre, la legge 219 del 2012 ha superato la distinzione tra figli legittimi e naturali, che rese fondamentale all’epoca l’obbligo di fedeltà tra i coniugi. Da questo punto di vista, l’accordo raggiunto sulle unioni civili recepisce un modello molto più avanzato, che dovrà essere recepito dal codice civile (Repubblica.it del 25-02-2016).  

Ad onor del vero, non sorprende affatto che ai promotori della dissoluzione il riferimento alla virtù di fedeltà non piaccia, è nell’ordine delle cose che chi persegue lo sradicamento dell’uomo dalla sua natura aborrisca le qualità che ne caratterizzano la dignità. Il dramma sta nel fatto che questi individui riversino sulla nostra Nazione tutto il loro desiderio di caos, anche attraverso le leggi dello Stato e sfruttando l’ipocrisia – e la pavidità – di chi la virtù di fedeltà l’ha perduta da un pezzo sulla via del compromesso.