Meningite: epidemia o speculazione?

Meningite: epidemia o speculazione?

L’allarme meningite è stato lanciato: è una “epidemia” dalla quale ci possiamo difendere solamente con una massiccia diffusione del vaccino. Ma la realtà è veramente questa?

Premettendo che questo articolo non vuole essere una trattazione scientifica ed esaustiva della materia, si possono tuttavia evidenziare alcuni dati che sono a disposizione di tutti.

In televisione, sui quotidiani, su internet, ovunque si parla di meningite e della sua diffusione, della sua pericolosità e della necessità sempre più stringente di doversi vaccinare per prevenirne il contagio.

Fermo restando che questa malattia può avere risvolti anche tragici, forse resta però fuori luogo, e sicuramente precipitoso, intendere l’attuale situazione come una situazione di reale e stringente pericolo. Ma vediamo di spiegarci meglio.

I sintomi della meningite possono essere curati con trattamento antibiotico e con una doverosa profilassi antibiotica circoscrivibile alle persone che hanno avuto interazioni strette col contagiato. Stiamo parlando, quindi, di scambio di saliva, o l’aver passato molto tempo insieme in un ambiente chiuso e non aerato. Ricordiamo che il batterio in questione non resiste a lungo nell’aria.

Da aggiungere, inoltre, che la meningite è poco contagiosa e il pericolo non deriva dalle persone malate, che sono contagiose solo nelle prime 24 ore, ma dai portatori sani.

Parlando di vaccini si è affermato: “Non può quindi esistere un vaccino contro la meningite, non esistono armi per combattere tutte le meningiti, i vaccini esistenti consentono di procurare anticorpi solo contro una piccola parte di queste infezioni”. Dott. Serravalle 

Difatti, non esiste un’unica forma di meningite, al limite possiamo parlare di vaccini utili solo per alcuni casi. Inoltre, giova ricordare che si è verificato il caso di un decesso di un piccolo di tre mesi precedentemente vaccinato per meningite, a testimonianza di ciò che si è detto sopra.

Secondo i dati dell’Istituto Superiore della Sanità, i casi di meningite negli ultimi anni, al contrario di quel che si crede, sono pressoché invariati, a testimonianza della bassa incidenza di questa malattia. Nello specifico, in Toscana, nel 2015 si sono verificati 29 casi di meningite (in tutte le sue forme).

Ora, le attuali raccomandazioni internazionali indicano l’opportunità di introduzione della vaccinazione su larga scala nell’area geografica interessata quando l’incidenza è superiore a 10 casi per 100.000 abitanti nell’arco di tre mesi. L’incidenza annuale, nel mondo, della malattia è pari a 1-2 casi per 100.000 abitanti! Forse parlare di epidemia è davvero fuori luogo. Ma, allora, perché si sente di questo pericolo dappertutto?

Forse la risposta sta proprio nel vaccino. Nel senso che ora c’è una corsa ad accaparrarsi uno di questi vaccini e, se è vero che alcune fasce di età ne possono usufruire gratis, è anche vero che in tutti i casi questi vaccini devono pur essere comprati dai colossi farmaceutici che li producono. E se non è il cittadino direttamente, lo acquistano le Regioni o chi per loro.

Un giro di parecchi soldi si lega inevitabilmente a questi vaccini. La domanda da porsi è quindi: la meningite rappresenta una concreta minaccia o è solamente la scusa per una speculazione sulla salute degli italiani?